Maratone e altro slide — 25 maggio 2017

BrendaAnche in questa lunga gara di corsa è una donna la vincitrice assoluta come è già successo altre volte, già un po’ di tempo fa Lorena Brusamento è stata la vincitrice assoluta di una gara di corsa della durata di 24 ore, così come Simona Morbelli è stata vincitrice assoluta di un ultratrail di 100km, e così come la stessa Brenda l’anno scorso ha vinto in assoluto la nove colli running.

Insomma, l’ultramaratona si dimostra essere lo sport delle donne, più indicato per genere femminile disposto ad affrontare lunghe e dure fatiche, ad essere paziente fino all’arrivo gestendo momento per momeno situazini di gara, così come la donna gestisce una gravidanza per nove mesi, momento per momento,affrontando tutte le eventuali difficoltà del lungo percorso di 9 mesi.

Ecco cosa scrive Brenda sul social all’arrivo della lunga impresa: “With a time of 21:21, 1st place overall male/female for the second consecutive year. Special thanks to my Coach Amanda Mcintosh, running partner SG, and the epic crew: Alina, Sabrina and Paolo. And now I’m seated at a gelateriawhere I’m about to enjoy 5 flavors of gelato and prosecco. (Con un tempo di 21:21 ho finito prima assoluta, per il secondo anno e più importante con il mio cuore nelle mie mani. Un ringraziamento speciale per la mia allenatrice Amanda Mcintosh, partner in corsa SG e l’equipaggio epico: Alina, Sabrina e Paolo. Adesso sto seduta dentro un gelateria dove mangerò 5 gusti, e prosecco. Grazie dal cuore a tutti.)”

Guajardo Brenda bissa la vittoria dell’anno scorso arrivando 1° Classificato Assoluto con un tempo di 21h 21′ 15” e precede di più di due ore Placucci Nicola, 2° Classificato Assoluto con un tempo di 23h 34′ 12”.Già l’anno scorso Guajardo Brenda (USA)vinse il titolo di Uomo d’acciaio, impiegando 20h 20′ 15” per percorrere 202,4 km ed arrivando al traguardo 20′ prima di Borlenghi Federico 20h 41′ 08”.

Brenda è fortissima, è una specialista, al terzo anno ce l’ha fatta ad arrivare prima ed al quarto anno ha confermato la sua performance, leggerissima, minuta, resistente, corre sempre ma ha anche tanta assistenza, in bici, in macchina, complimentissimi a lei.

Lo sport che rende felici e uniti nel coraggio e nella fatica. Oltre al lungo viaggio chilometrico c’è anche un lungo viaggio interno fatto di respiri, sensazioni, emozioni e tanto altro, sensazioni forti e intense per portare con sè al ritorno sempre qualcosa di utile, nuove scoperte, nuove conoscenze.

E’ fantastico e bizzarro il mondo degli ultrarunner fatto di incontri e condivisioni di gioie e dolori, partenze, ritiri e arrivi, cancelli orari da rispettare e ristori, condizioni climatiche diverse come pioggia e sole, freddo e caldo, incontro di popoli, mondi, culture e persone, uomini e donne.

Se hai un sogno, se ti sei messo in testa degli obiettivi a cui tieni, fai di tutto per trasformare i sogni in realtà, ti documenti, ti impegni, segui gli amici più esperti, se non riesci all’inizio non molli ma ci riprovi più determinato, con più entusiasmo e sempre con il sorriso e la serenità.

Quello si può riscontrare nel pregara è un rincontrarsi di persone che condividono una passione consistente nel cimentarsi in sfide sia personali che con altri sulle proprie forze in condizioni considerate estreme. Trattasi di incontri amichevoli, nostalgici, riconoscersi persone al di là della normalità, nella vita comune questa tipologia di sportivi è considerata al di fuori dal mondo normale, masochisti, gente che si vuole male; in questi ritrovi un po’ ci si diverte sulle proprie imprese pazze, estreme, in condizioni difficili, di sofferenza, di sperimentazione del limite della sopportazione dell’organismo.

In queste gare con impegno e sforzo di lunghissima durata diventa importante mantenere un sano equilibrio non farsi prendere dalla fretta di avanzare, rispettare i propri tempi, è opportuno ogni tanto anche coltivare la lentezza, soprattutto quando vengono a mancare le energie, senza preoccuparsi di rimanere indietro o di perdere tempo prezioso.

Inoltre è fondamentale avere chiaro in mente quello che si vuole fare e quello che si può fare senza pretese e senza esagerazioni, senza considerare eventuali giudizi degli altri. Cercare di sentirsi leggeri nei movimenti ma anche mentalmente, considerare la competizione come un’esperienza di conoscenza personale, come un viaggio lungo di conoscenza.

Importante è anche il post gara, una sorta di pace con se stessi, in qualsiasi modo sia andata la competizione è importante dirsi al momento ho fatto del mio meglio, ora mi conosco di più, conosco di più questo tipo di gara, so cosa posso migliorare, quali aspetti posso allenare di più e godersi un sano recupero, leccarsi le eventuali ferite, farsi coccolare da amici, persone di accudimento, propri famigliari, e distrarsi con attività fisiche meno intense e più rilassanti.

Chiamateli pure masochisti ma sono sempre sorridenti gli ultrurunner, un mondo al di fuori dell’ordinario che coltivano pazzie geniali, bizzarre, coraggiose e sorprendenti

 

Per approfondimenti sul mondo degli ultrarunner è possibile consultareil libro “Ultramaratoneti e gare estreme“, Prospettiva Editrice. Collana: Sport & Benessere, 2016.

http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product

 

Matteo SIMONE

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