Atletica News slide — 29 agosto 2015

Campionati del mondo di atletica 2015Penultima giornata dei Mondiali di Pechino, ma la star è sempre Usain Bolt. Con al collo già gli ori di 100 e 200 metri, all’uomo più veloce del pianeta oggi spetta l’onore di condottiero della 4×100 giamaicana. Prima di arrivare a lui, il testimone viaggia nelle mani dei teammates Nesta Carter, Asafa Powell e Nickel Ashmeade, ma è la sua quarta frazione a fare nettamente la differenza. Come il fulmine che solo lui sa essere, riacciuffa e surclassa gli Stati Uniti di Bromell e Gatlin con Gay e Rodgers mal incastrati all’ultimo cambio. Non c’è storia: Giamaica 37.36 e USA 37.77. Passano pochi minuti e una squalifica per cambio fuori settore (l’ultimo ovviamente) butta giù dal podio il quartetto a stelle e strisce. Promossa all’argento, nel delirio del Bird’s Nest, è la Cina (38.01); terzo il Canada (38.13). Per Bolt, tra Olimpiadi e Mondiali è la quinta tripletta 100-200-4×100, l’undicesimo oro iridato, la tredicesima medaglia in 6 partecipazioni alla rassegna. In tre parole: one man athletics.

Non è da meno la connazionale Shelly-Ann Fraser-Pryce che stasera aggiunge un altro metallo pregiato ad un palmarès senza precedenti nella storia della velocità femminile (2 ori olimpici e 7 mondiali). E’ proprio lei, infatti, l’interprete della quarta frazione della 4×100 giamaicana (dopo Campbell-Brown, Morrison e Thompson), ovvero la donna che chiude l’anello in 41.07. Record dei Campionati e trionfo sugli States di Gardner, Felix, Prandini e Todd (41.68). Terzo posto per Trinidad e Tobago (42.03).

Campione del mondo con il record del mondo.

E l’impresa di Ashton Eaton a Pechino capace di migliorare a 9045 punti il primato del decathlon che già portava il suo nome da oltre tre anni: 9039 punti il 23 giugno 2012 ai Trials di Eugene. Dopo una straordinaria prima giornata conclusa a 4703 punti con tanto di 45.00 nei 400 metri, il 32enne statunitense aveva già fatto chiaramente capire quali fossero le sue vere ambizioni: qui la sua non era una “semplice” caccia all’oro. Ed oggi non si è smentito guadagnando 4342 punti nelle restanti cinque fatiche: 13.69 nei 110hs, 43,34 nel disco, 5,20 nell’asta, 63,63 nel giavellotto e un ostinato 4:17.52 nei 1500. Un bottino eccezionale che lo conduce nuovamente al di là delle mura della “Città Proibita” dei 9000 punti e gli consegna il secondo titolo iridato della sua carriera seguito dal canadese Warner (8695) e dal tedesco Freimuth (8561).

La quinta doppietta in carriera, la terza in una rassegna globale, la dodicesima medaglia d’oro Europei compresi. A Pechino come a Londra, Mosca, Zurigo e Barcellona è sempre Mo Farah. Anche sui 5000 metri che stasera lo vedono infiammare il pubblico del Bird’s Nest come solo Bolt è in grado di fare. Gara tattica e inutile la fuga all’ultimo giro del keniano Ndiku che sul rettilineo finale deve per forza arrendersi al britannico nel momento in cui decide di mettere la freccia e il turbo. Vince in 13:50.38, Ndiku stremato si tiene l’argento (13:51.75) davanti all’etiope Gebrhiwet (13:51.86).

La 22enne russa Mariya Kuchina è impeccabile nella sua ascesa verso l’oro nell’alto. Sei salti per altrettanti scalini della progressione: da 1,88 a 2,01, tutti senza errori.


E’ questo a fare la differenza per la medaglia più preziosa che sfugge alla “diva” Blanka Vlasic. La croata supera 2,01, ma soffre la zavorra di una “X” a 1,92 che lascia ancora in sospeso il conto con questa pedana dove fu argento anche all’Olimpiade 2008. Un centimetro sopra i due metri si issa pure l’ex iridata Anna Chicherova, con la differenza che un paio di errori di troppo oggi ne fanno la terza donna sul podio.

L’Harting che oggi lancia il disco in finale non è l’olimpionico Robert, ma il fratello minore Christoph (ottavo con 63,94) e così Piotr Malachowski, dopo gli argenti del 2009 e del 2013, può finalmente mettere le mani sul metallo più scintillante dei Mondiali. 67,40 il lancio vincente del discobolo polacco.

Gli 800 metri delle donne portano al successo la bielorussa campionessa d’Europa Marina Arzamasova che in volata mette in fila (1:58.03) la canadese Bishop (1:58.12) e la keniana Sum (1:58.18) a cui sfugge così il bis dell’oro conquistato a Mosca 2013.

RISULTATI/ResultsFOTO/Photos

Ufficio Stampa FIDAL.
Federazione Italiana di Atletica Leggera

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Peluso

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