Cronaca — 11 ottobre 2009


Tadese per il poker, Keitany addirittura a sfiorare il primato del mondo. Esattamente come da copione. Nessuna particolare sorpresa nelle gare del Campionato del Mondo di mezza maratona (km 21,097), andate in scena questa mattina a Birmingham, sotto una pioggia leggera e con una temperatura inferiore ai 10 gradi. L’eritreo ha centrato con una facilità estrema la quarta vittoria personale nella manifestazione (59:35 il suo crono), mentre la keniana non ha davvero fatto rimpiangere l’assenza delle più blasonate signore del fondo mondiale, correndo in solitaria e mancando il record del mondo di Lornah Kiplagat di soli 11 secondi, grazie ad un formidabile 1h06:36. Tempo sensazionale, anche alla luce della difficoltà del percorso: salite molto lunghe e curve scivolose, in grado di rompere spesso il ritmo di corsa. Gare molto belle ed impreziosite, agli occhi italiani, anche da una piccola gemma azzurra, l’ottima prestazione di Daniele Meucci, diciottesimo assoluto al traguardo (e primo degli europei) con il personale portato a 1h02:43, grazie ad un finale imperioso (13 posizioni guadagnate negli ultimi 5 km).

Gara uomini
La prova maschile prende il via, di fatto, solo dopo circa cinque chilometri dallo sparo. E cioè quando il favoritissimo Tadese decide di andare a guadagnare la testa, dopo una prima frazione di 5 chilometri percorsa in un unico gruppone. Il passaggio alla prima frazione (14:27) è solo un assaggio di ciò che sarà: quando l’eritreo accende le polveri, restano davanti solo in una decina. E questa volta, non c’è solo l’Africa, a dare spettacolo. La macchia bianca è rappresentata dallo statunitense Dathan Ritzenhein, ancora protagonista in chiusura di un 2009 di primissimo piano. Tadese tira come un trattore sulle salite della periferia di Birmingham (percorso davvero molto duro, a conti fatti), staccando un parziale di 14:03 (28:30 ai 10km). Con lui, il connazionale Tsegay, l’etiope Regassa, il già citato Ritzenhein, e i keniani Kitwara, Kimutai, Chebet, Kipyego. E’ a quel punto che Tadese dice basta: lascia passare ancora un paio di chilometri e poi molla la sgradita compagnia, allontanandosi in solitaria verso il poker. Ai quindici è solo in 42:20 (13:50 nella frazione di 5000 metri), mentre alle sue spalle si accede la lotta per le medaglie. Tsegay prova a imitare il connazionale, e produce un break, ma viene presto ripreso e sopravanzato da uno scatenato Ritzenhein, che si trascina dietro il keniano Kypiego. Con l’oro ormai virtualmente assegnato (Tadese passa ai 20km in 56.23), l’interesse si concentra sugli inseguitori. E’ una gara bellissima, che infiamma il pubblico a bordo strada. Tadese vince in 59:35 (record dei campionati), mentre Kypiego fa suo lo sprint per l’argento in 59:59, lasciando Ritzenhein al bronzo (1h00:00). Il Kenya porta a casa l’oro a squadre, precedendo Eritrea ed Etiopia (Italia undicesima). Sotto lo striscione d’arrivo, cappellino bianco in testa, appare anche la sagoma di Daniele Meucci, un falco nell’ultima frazione di 5000 metri, con un gran numero di avversari recuperati e sopravanzati (ben 13), a chiudere da migliore europeo (diciottesimo, personale in 1h02:43). E’ discreto anche Giovanni Ruggiero, che termina in 1h04:24 (48esimo posto), piccola iniezione di fiducia in vista della Maratona di New York, così come Denis Curzi, 1h04:51 (52esimo). Francesco Bona è soddisfatto del suo 1h05.01 (56esimo), mentre Daniele Caimmi (62esimo) mete in conto anche una rovinosa caduta, per chiudere in 1h05:23.

Gara donne
Mary Keitany, 27enne keniana che fa capo al gruppo del manager italiano Demadonna, tiene fede al ruolo di pronosticata numero uno con una partenza a tutto gas. Al ritmo di 3:03-3:04 copre i primi cinque chilometri in 15:17, allungando inevitabilmente la fila. Le resiste la sola etiope Aberu Kebede, vent’anni compiuti da poco, vincitrice in giugno della Stramilano (col record della gara di 1h08:43), ed è così che le due vanno a comporre un’accoppiata di testa solitaria già dal settimo chilometro. Al decimo la keniana passa in 31:04 (parziale di 15:48, andatura ovviamente calata), staccando l’etiope per la prima volta in maniera chiara. Al quindicesimo il distacco è nettissimo: Keitany passa in 46:51 (15:47, regolare rispetto alla frazione precedente; se ratificato, sarà il nuovo record del mondo della distanza su strada), con la Kebede distanziata di 40 secondi e le connazionali Kilel e Ongori di oltre un minuto. Il finale della Keitany, anche per l’assenza di avversarie (oltre che per la folle andatura dell’avvio) è in ulteriore calando (1h02:59 ai 20km, 16:08), ma comunque le regala un fantastico 1h06:36, record dei campionati e seconda prestazione mondiale di sempre, a soli undici secondi dal mondiale di Lornah Kiplagat. Sulla retta finale, l’altra keniana Philes Ongori beffa l’etiope Kebede, togliendole il secondo posto in volata (1h07:38 contro 1h07:39). L’oro a squadre va al Kenya, con il podio completato da Etiopia e Russia , con quest’ultima a guadagnare l’unica medaglia nella manifestazione per il vecchio continente. Le azzurre Emma Quaglia e Ivana Iozzia fanno quanto nelle loro possibilità, e onorano sicuramente la maglia azzurre terminando non lontanissimo dal proprio stagionale. Quaglia è più audace, e finisce 36esima in 1h14:11, mentre Iozzia è 43sima in 1h14: 52.

Italia in breve
“I ragazzi si sono comportati bene – le parole di Lucio Gigliotti, il responsabile azzurro della maratona – e soprattutto va sottolineato il risultato di Daniele Meucci, che è stato capace di migliorarsi su un percoso molto duro e in condizioni abbastanza difficili. Fa ben sperare anche il modo in cui ha terminato la gara, segno tra le altre cose di una determinazione agonistica che spesso fa la differenza”. “Ho seguito il ritmo del’americano Carlson – racconta Meucci – e nel finale mi sono accorto di avere ancora energie per terminare come volevo. Sì, questa gara mi dà sicurezza per il futuro, e credo che possa permettermi di affrontare l’esperienza maratona prevista per il 2010 con il giusto grado di ottimismo”. Parole approvate da Luigi Principato, il tecnico dell’azzurro: “Sì, a questo punto possiamo dire che Daniele correrà senz’altro la maratona nel 2010. Se le cose andranno bene in inverno, soprattutto senza problemi di salute e conseguenti interruzioni nella preparazione, Meucci potrebbe correre i 42 km in primavera, con l’obiettivo successivo di presentarsi anche agli Europei di Barcellona. Ne parleremo nei prossimi giorni anche con Lucio Gigliotti, ma l’idea è questa”. Soddisfatti Ruggiero e Curzi, che si uniscono alle parole di Bona: “Con questo percorso il tempo ottenuto ha un valore decisamente superiore. Può essere un buon punto di partenza per la maratona autunnale”. Per molti, le manovre di avvicinamento all’Europeo di Barcellona sono già cominciate.

m.s.

TEMPI DI PASSAGGIO DEI VINCITORI E DEGLI AZZURRIKeitany (KEN): 15:17, 31:04 (15:47), 46:51 (15:47), 1h02:59 (16:08), 1h06:36.Quaglia: 16:51, 34:21 (17:30), 52:06 (17:45), 1h09:59 (17:53), 1h14:11.Iozzia: 16:51, 34:43 (17:52), 52:39 (17:56), 1h10:43 (18:04), 1h14:52. Tadese (ERI): 14:27, 28:30 (14:03), 42:20 (13:50), 56:23 (14:03), 59:35.
Meucci: 14:35, 29:40 (15:05), 44:37 (14:57), 59:27 (14:50), 1h02:43PB
Caimmi: 14:56, 30:19 (15:23), 45:54 (15:35), 1h01:42 (15:48), 1h05:23.
Curzi: 14:56, 30:19 (15:23), 45:38 (15:19), 1h01:14 (15:36), 1h04:51
Bona: 14:57, 30:32 (15:35), 46:08 (15:36), 1h01:30 (15:22), 1h05:01
Ruggiero: 14:58, 30:19 (15:21), 45:38 (15:19), 1h00:55 (15:17), 1h04:24.

 

Autore: Marco Sicari – Ufficio Stampa Fidal

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