Atletica News slide — 14 agosto 2016

benedettiLe stelle dell’atletica illuminano lo stadio olimpico di Rio de Janeiro, tra conferme e nuove ascese sul gradino più alto del podio. Il britannico Mo Farah è ancora re dei 10000 metri (27:05.17), bissando l’oro di Londra 2012 nonostante una caduta poco prima di metà gara. Il titolo dei 100 va alla giamaicana Elaine Thompson, al traguardo in 10.71 (v. +0.5, argento alla statunitense Tori Bowie, 10.83, bronzo alla bicampionessa olimpica, la giamaicana Shelly-Ann Fraser-Pryce, 10.86). L’oro del lungo, al termine di una prova ricca di colpi di scena, finisce al collo dello statunitense Jeff Henderson, 8,38 (v. +0.2), con il campione uscente, il britannico Greg Rutherford terzo (8,29, +0.3), preceduto dal sudafricano Mayonga (8,37). Anche nell’Eptathlon lo scettro passa di mano: vince la 21enne belga Nafissatou Thiam (6810 punti), che resiste al ritorno di Jessica Ennis-Hill, la campionessa di Londra, qui all’argento (6775); bronzo alla canadese Brianne Theisen-Eaton (6653). Nelle semifinali degli 800 metri, Giordano Benedetti è eliminato (sesto in 1:46.41, primato stagionale).

 

FOCUS AZZURRO – LA CORSA DI BENEDETTI SI FERMA IN SEMIFINALE
In uno sport come l’atletica dove le sorprese sono sempre e soltanto relative, non si poteva chiedere molto di più a Giordano Benedetti. L’ottocentista trentino è sesto nella sua semifinale del doppio giro di pista in 1:46.41, crono che gli vale anche il primato stagionale, ovvero, quella soglia – raggiunta – della dignità internazionale evocata alla vigilia dal DT Massimo Magnani. Il primatista del mondo e campione olimpico David Rudisha si impone in 1:43.88, tempo significativo anche alla luce di un passaggio ai 400 non particolarmente rapido (51.61). Benedetti tiene almeno fino ai 600, ed è anche ben piazzato a centro gruppo, ma nel finale, com’è ovvio, le distanze si ampliano; l’azzurro si batte con coraggio e termina la sua Olimpiade in modo positivo. Meglio di Rudisha, nella classifica generale delle semifinali, fanno il francese Pierre-Ambroise Bosse e l’algerino Toufik Makhloufi, appaiati a 1:43.85. Finale lunedì sera. “Speravo di rosicchiare qualcosa in più a livello di tempi – dice Giordano Benedetti nel dopo corsa – ma questo è il mio valore attuale. Dovrò lavorare ancora per crescere, sono convinto di poter correre molto forte in futuro”.

IMBATTIBILE MO FARAH, ORO BIS NEI 10000 METRI
L’oro di Mo Farah brilla nella serata di Rio. Il mezzofondista britannico si conferma re dei 10000 metri (oro a Londra 2012) al termine di una battaglia tattica che è ormai il leit motiv della specialità, perlomeno da quando questo ragazzo di origine somala ne ha preso pieno possesso. La prima parte di corsa scorre sonnolenta (13:53 ai 5000 metri), ravvivata in un attimo da un fatto imprevisto: la caduta del “divino”, poco prima dei 4000 metri, causata da un contatto fortuito con lo statunitense Galen Rupp, suo compagno d’allenamento. Il ruzzolone, vista anche l’andatura, non provoca conseguenze degne di nota, e si riprende ad inanellare giri su giri. Nella seconda metà, come ovvio, si passa a ben altre andature, sotto la spinta degli etiopi Tola e Demelash, e dei keniani Tanui e Muchiri, che si alternano al comando, con Farah a vigilare da vicino. Il gruppo si assottiglia giro dopo giro, ed il campionissimo sembra solo attendere l’attimo giusto per chiudere la questione. La progressione finale, con un ultimo 2000 metri in 5:05 (mille finale sul piede dei 2:28) regala al britannico l’oro bis dei 10km in pista, primo tassello della doppia-doppietta (5000-10000, riuscita nella storia solo al mitico Lasse Viren, 1972-1976) che rappresenta il suo personale progetto olimpico.

ELAINE THOMPSON E’ LA NUOVA REGINA DELLA VELOCITA’
Lo sprint ha una nuova regina. E’ Elaine Thompson, protagonista già lo scorso anno ai Mondiali di Pechino (fu seconda nei 200 metri di Dafne Schippers), ma qui consacrata al vertice assoluto della velocità mondiale. L’oro dei 100 è suo con un tempo che non lascia spazio a recriminazioni da parte delle avversarie: 10.71 (+0.5), dodici centesimi in meno rispetto al 10.83 che consegna a Tori Bowie (USA) l’argento, e a quindici di distanza dal 10.86 della connazionale Shelly-Ann Fraser-Pryce, la bicampionessa olimpica dei 100 metri di Pechino e Londra, che abdica, ma porta comunque a casa il bronzo.

CLASSIFICA DEL LUNGO SCONVOLTA NELL’ULTIMO TURNO
Emozioni ed un piccolo giallo (subito chiarito) nel salto in lungo. Avviene tutto nel turno finale: lo statunitense Jeff Henderson (8,38, +0.2), scavalca il sudafricano Manyonga, fino a qul momento in testa (8,37, -0.3). Il britannico Greg Rutherford, l’oro di Londra, fa tremare tutti con un ultimo balzo all’apparenza lunghissimo, che però non lo porta oltre il terzo posto (8,29, +0.3). I giochi sembrano fatti, ma l’ultimo salto della competizione, quello di Jarrion Lawson, altro statunitense nella finale, in quel momento quarto con 8,25, sembra in grado di cambiare tutto. L’americano atterra intorno agli 8,40 ed esulta, ma il risultato sul tabelone è uno sconsoltante 7,78: il replay tv, dopo qualche istante di incertezze e di proteste dalla tribuna, svela l’arcano: il braccio sinistro dell’americano tocca la sabbia con largo anticipo, negandogli il possibile successo.

L’ORO DEL BELGIO VA ALLA THIAM, JESSICA ENNIS ABDICA
Anche l’Eptathlon ha una nuova sovrana, la belga Nafissatou Thiam, 22 anni da compiere la prossima settimana, che firma con 6810 punti il primo alloro da “grande” in carriera (da junior, anche l’oro europeo juniores di Rieti 2013). Lo scettro passa di mano al termine di due giorni combattutissimi, anche grazie alla grinta di Jessica Ennis-Hill (6775), arresasi solo dopo un 800 metri condotto a ritmo scatenato. Ma la Thiam, già salita a 1,98 nell’alto nella prima giornata, mette al sicuro il titolo con una serie di risultati eccellenti anche nella seconda, tra i quali brillano il 6,58 nel lungo e il 53,13 nel giavellotto. Bbronzo alla canadese Brianne Theisen-Eaton (6653).

Spettacolo anche per le semifinali dei 400 metri. Nella prima, va in scena lo scontro tra il grenadino Kirani James (vincitore in un eccellente 44.02) e lo statunitense LaShawn Merrit (44.21). L’ultimo tempo di qualificazione alla finale è il 44.49 di Ali Khamis (Bahrain), mentre a Gill Roberts (USA), primo degli esclusi, non basta correre in 44.65 per guadagnare il diritto all’ultimo turno. Nel gruppo dei promossi, Wayde Van Niekerk (44.45), il sudafricano campione del mondo in carica, altro pretendente al successo. Finale domani, nella notte italiana (alle 3 del mattino, ora italiana). Qualificazione dell’asta risolta al secondo tentativo per Renaud Lavillenie; il suo ingresso in gara a 5,70 genera un errore, ma il francese (che collezionò tre nulli agli Europei di Amsterdam) risolve la pratica al secondo salto.

 

Ufficio Stampa FIDAL.
Federazione Italiana di Atletica Leggera

Share

About Author

Peluso

Questo Sito utilizza cookie di profilazione, propri e di altri siti. Se vuoi saperne di più clicca sul link con l'informativa estesa. Se chiudi questo banner, acconsenti all'uso dei cookie INFORMATIVA COOKIE

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close

>