Maratone e altro slide — 13 agosto 2018

rachikTre medaglie per l’Italia nella maratona ai Campionati Europei di Berlino. Due volte sul podio gli uomini che conquistano la vittoria nella classifica a squadre trascinati dal bronzo individuale di Yassine Rachik, mentre le donne sono d’argento con il team. Il 25enne bergamasco difende il terzo posto dopo una gara condotta nel gruppo di testa e migliora nettamente il record personale sui 42,195 chilometri con 2h12:09, per oltre un minuto di progresso. Alle spalle del portacolori dell’Atletica Casone Noceto c’è il brillante quinto posto di Eyob Faniel, 25enne vicentino delle Fiamme Oro, per chiudere in 2h12:43. Nel successo per nazioni davanti a Spagna e Austria si rivela fondamentale anche il risultato di Stefano La Rosa, che stringe i denti nel finale: il 32enne carabiniere grossetano arriva dodicesimo con 2h15:57 sulle strade della capitale tedesca. Oro al sorprendente belga Koen Naert (2h09:51), argento per lo svizzero Tadesse Abraham (2h11:24), campione continentale 2016 di mezza maratona, nel giorno del suo 36° compleanno. A livello maschile per l’Italia è la quarta affermazione in Coppa Europa di maratona che segue quelle del 1981, 1998 e 2006. Per regolamento, le medaglie a squadre entrano nel computo del medagliere e quindi la formazione azzurra sale a 6 metalli in questa edizione degli Europei con un oro, un argento e quattro bronzi, dopo i tre terzi posti nelle giornate precedenti: Yeman Crippa (10.000), Yohanes Chiappinelli (3000 siepi) e Antonella Palmisano (20 km di marcia). Questa sera l’ultima sessione di gare su pista all’Olympiastadion.

 

RACHIK: “ERA UN SOGNO”“Ci credevamo – dichiara Yassine Rachik – era veramente un sogno e sono riuscito a realizzarlo. Ho fatto una gara molto coraggiosa, cercando di spingere fino alla fine. Nonostante il caldo siamo riusciti a dare il massimo, in una sfida uomo contro uomo, e a portare questa doppia medaglia che per me vale davvero tanto. Ho anche sperato nell’oro a un certo punto, ma non era per niente facile. Mi sono allenato moltissimo, soprattutto nell’ultimo periodo, anche se ho avuto qualche problema fisico. La medaglia di oggi conta molto di più di quella giovanile.  Peccato per l’assenza di Daniele Meucci, ma ho dimostrato che basta crederci e non arrendersi”.

FANIEL: “CONTENTO PER LA SQUADRA”“Sono contento di aver contribuito al risultato di squadra – commenta Eyob Faniel – e poi, anche a livello individuale, il quinto posto non è male. Mi aspettavo un po’ di più in base agli allenamenti che ho fatto, però le gambe non giravano. Dopo due chilometri ho preso un calcio al polpaccio e mi si è indurito, sono andato avanti sempre con un fastidio, ma va bene lo stesso. Tutte le gare in questo Europeo sono state di alto livello e anch’io sono arrivato preparato, mi è mancato purtroppo qualcosa”. “Non era la mia giornata – afferma Stefano La Rosa – ho fatto il possibile per raggiungere la medaglia d’oro a squadre, così è stato e questo mi rende veramente felice. Ho dato tutto, per me oggi era impossibile fermarmi, grazie anche ai miei compagni”.
UN PODIO DA GRANDE – Non è la prima medaglia in azzurro per Yassine Rachik. Il mezzofondista lombardo, allenato da Alberto Colli, era salito sul podio agli Europei under 23 nel 2015 con il terzo posto sui 10.000 metri, appena 24 giorni dopo aver ricevuto la cittadinanza. Infatti è nato in Marocco ed è arrivato in Italia nel 2004. Dalla scorsa stagione ha iniziato a dedicarsi all’attività su strada debuttando in maratona con 2h13:22, che prima di oggi era il suo miglior crono sui 42,195 chilometri, il 2 aprile 2017 a Milano dove quest’anno ha corso di nuovo in 2h14:00. Quella di Berlino era la sua quarta maratona, considerando anche l’esperienza del mese di novembre a Hangzhou, in Cina, ottavo in 2h14:55.

L’ORO DI SQUADRA – Per tutta la gara il team italiano è in testa nella classifica a squadre, in base alla somma di tre tempi, e ci rimane fino alla fine. Quasi due minuti di vantaggio per gli azzurri con un crono complessivo di 6h40:48, argento alla Spagna (6h42:43) e bronzo all’Austria (6h49:29), malgrado l’assenza del campione uscente Daniele Meucci. Nella cerimonia di premiazione a consegnare le medaglie è Stefano Baldini, attuale direttore tecnico nazionale del settore giovanile e allo sviluppo, oro olimpico di maratona ad Atene 2004 che agli Europei ha vinto due volte il titolo (1998 e 2006).

MARATONA: 11 MEDAGLIE – Prosegue la tradizione azzurra nella maratona agli Europei con l’undicesima medaglia italiana a livello individuale in campo maschile, la terza di bronzo dopo Aurelio Genghini (1934) e Vincenzo Modica (1998). Nella storia anche cinque ori per merito di Gelindo Bordin (1986, 1990), Stefano Baldini (1998, 2006) e Daniele Meucci (2014), ma anche tre argenti con Orlando Pizzolato (1986), Gianni Poli (1990) e Danilo Goffi (1998).

ARRIVO – Il belga Koen Naert, 29 anni il 3 settembre, si mette al collo la sua prima medaglia internazionale ed è un oro, togliendo quasi mezzo minuto al personale con 2h09:51, primato dei Campionati Europei, corso in “negative split” nonostante la temperatura crescente (1h05:54 nella prima metà, 1h03:57 nella seconda). Compleanno d’argento per il 36enne svizzero di origine eritrea Tadesse Abraham (2h11:24). Ambedue erano stati tra i migliori europei nell’ultima maratona di New York: l’elvetico quinto e il belga ottavo. L’azzurro Yassine Rachik (2h12:09), con un progresso di un minuto e 13 secondi, respinge il rientro dello spagnolo Javier Guerra che si deve accontentare del quarto posto (2h12:22) come a Zurigo nel 2014. Due azzurri tra i primi cinque: il veneto Eyob Faniel, allievo di un big come Ruggero Pertile, è quinto in 2h12:43 mentre il quasi 40enne spagnolo Jesus Espana, al suo settimo Europeo, chiude sesto (2h12:58). Il sigillo sulla vittoria a squadre arriva con il dodicesimo posto del toscano Stefano La Rosa, 2h15:57 per l’esperto azzurro allenato da Giuseppe Giambrone, alla terza presenza di fila in maratona dopo le Olimpiadi di Rio e i Mondiali di Londra.

40 KM – È il momento decisivo con la fuga al 33° chilometro del 28enne Koen Naert, che ha un personale di 2h10:16 ottenuto nella scorsa stagione a Rotterdam. Tentano l’inseguimento alle sue spalle lo svizzero Abraham e l’azzurro Rachik, ma il belga nell’arco di cinque chilometri guadagna ben cinquanta secondi. Proprio quando Rachik viene staccato da Abraham, al 37° chilometro, è costretto al ritiro l’olandese Nageeye che fino a quel punto era il primo degli inseguitori del terzetto di testa. Diventa quinto Faniel, preceduto da Guerra e a circa mezzo minuto da Rachik, mentre due minuti più tardi La Rosa viaggia al nono posto. Dopo 40 km il leader Naert transita in 2h03:13 con un vantaggio ormai apparentemente incolmabile su Abraham (2h04:31) e Rachik (2h04:53), quarto lo spagnolo Guerra (2h05:14) con Faniel poco distante in 2h05:26, invece La Rosa perde un’altra posizione ed è decimo (2h08:10).

30 KM – Gara sempre più animata: poco dopo la mezza c’è il ricongiungimento di Moen per riportare davanti anche La Rosa e Faniel. Si forma un gruppo con 11 atleti, che comprende quindi i tre azzurri. Ma il norvegese fa l’elastico e perde di nuovo terreno. Poi ci prova un quartetto sotto la spinta sempre più decisa di Abraham, con Ketema, Rachik e il belga Koen Naert. Al 30° km davanti Abraham, Naert e Rachik (1h33:35), quindi gli spagnoli Guerra e Jesus Espana insieme a Nageeye, poco più dietro Eyob Faniel, settimo in 1h33:41, e Stefano La Rosa, nono in 1h33:56 alle spalle di Ketema (1h33:42). Per il momento l’Italia è al comando nella classifica a squadre.

MEZZA – La fila si allunga al 15° km sotto l’azione di Nageeye, Abraham e dell’eritreo-norvegese Weldu Negash Gebretsadik. Nelle prime posizioni Rachik e La Rosa, mentre Faniel rimane nel gruppo, anche se in coda. A metà gara lo svizzero Abraham detta il ritmo in 1h05:54 tallonato da Rachik, il più reattivo degli azzurri in questa fase, con Faniel (1h06:03) e La Rosa (1h06:04) a una decina di secondi insieme al primatista europeo Moen che non sembra particolarmente brillante.

10 KM – Subito in testa all’inizio l’olandese Nageeye, poi rilevato dallo svizzero Abraham e dal francese Hassan Chahdi (2h10:20 un anno fa a Parigi), ma anche da un altro atleta di origine africana, l’austriaco ex-etiope Lemawork Ketema. Verso il decimo chilometro si fa notare Yassine Rachik, nel gruppo in 30:56 insieme a Eyob Faniel e Stefano La Rosa.

PARTENZA – Prendono il via 72 atleti alle ore 10.00 in punto. L’uomo-faro è senza dubbio il norvegese Sondre Nordstad Moen, recordman europeo con 2h05:48 in dicembre a Fukuoka. Ma in tanti cullano ambizioni di vertice come Tadesse Abraham, svizzero nato in Eritrea che è campione continentale di mezza maratona, nel giorno del suo 36° compleanno. Poi il 29enne Abdi Nageeye, olandese di origine somala, sceso a 2h08:16 nello scorso autunno ad Amsterdam e lo spagnolo “Javi” Guerra, 2h08:36 a Siviglia, senza dimenticare il francese Abdellatif Meftah, sesto nell’ultima edizione del 2014 a Zurigo.
LA SERATA FINALE – In serata la sessione conclusiva di gare all’Olympiastadion vedrà in azione le staffette 4×100 metri: batterie per le donne alle 19.20 con Johanelis Herrera, Gloria Hooper, Irene Siragusa, Audrey Alloh, seguite da quelle maschili (ore 19.40) con Federico Cattaneo, Fausto Desalu, Davide Manenti, Filippo Tortu, in caccia delle finali che prenderanno il via rispettivamente alle 21.20 e alle 21.35. Due azzurri sono attesi quindi in finale a livello individuale, Claudio Stecchi nell’asta (19.10) e Isabel Mattuzzi sui 3000 siepi (20.55).

L’arrivo di Yassine Rachik (foto Colombo/FIDAL)
ufficio stampa fidal

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