Maratone e altro slide — 14 agosto 2014

maratona_uomini_zurigo2014277 chili, 13.000 chilometri corsi negli ultimi tre mesi, cinque figli, sei maglie azzurre. Sono i numeri della squadra femminile di maratona, le cifre delle sei donne che sabato 16 agosto affronteranno  la 42,195 chilometri degli Europei. Un giro da ripetere quattro volte nel centro di Zurigo, accessoriato di una salita dura e della conseguente discesa di un chilometro, due tratti che sembrano costruiti apposta per spezzare le gambe. Su questo durissimo percorso Valeria Straneo, Anna Incerti, Emma Quaglia, Nadia Ejjafini, Deborah Toniolo e Rosaria Console sanno di essere osservate speciali e, appena atterrate in Svizzera dal raduno di Saint Moritz, danno dimostrazione di compattezza e determinazione.

L’argento iridato Valeria Straneo, mamma di Leonardo e Arianna, mostra la solita serenità: “Le premesse sono buone. La maratona ha una serie di incognite, tutto può accadere, però parto con una buona sicurezza. Come l’anno scorso prima dei mondiali di Mosca arrivo con la consapevolezza di aver lavorato bene, e con la stessa attitudine. Spero di fare bella figura anche quest’anno. Il percorso è molto impegnativo, la salita è dura e la discesa di un chilometro non è da sottovalutare”. Nel 2013 a Mosca hai colto tutte di sorpresa con una fuga dal primo chilometro. Replicherai la stessa strategia? “Io mi baso esclusivamente sulle mie sensazioni, di certo mi concederò almeno un giro di studio. Spero di stare e bene e poter correre sui miei ritmi. Penso che si vincerà con un tempo non velocissimo, influenzato dal percorso duro: in salita difficilmente si correrà più veloce di 4 minuti al chilometro e in piano è probabile che avremo le gambe un po’ affaticate”.

La campionessa in carica, “defending champion”, è Anna Incerti che partirà con il pettorale dorato: “La condizione è ottima, con le ragazze abbiamo lavorato molto bene. Da siciliana scaramantica non voglio parlare di piazzamenti, ma abbiamo ambizioni forti e siamo determinate a farci valere. L’evoluzione della gara dipenderà dai ritmi, sono preoccupata soprattutto del terzo e quarto giro quando potremmo accusare la fatica dei saliscendi. Per questo almeno nella prima parte sarò prudente”. Incerti racconta la sua quotidianità da mamma-atleta: “Dopo la batosta presa all’Olimpiade di Londra decisi di fermarmi e mettere al mondo Martina, che proprio sabato compie 15 mesi. Sono tornata subito quella di prima, d’altronde – scherza – mia figlia non mi dà mai tempo di riposarmi ed essere mamma è come essere in continuo allenamento.”

Nadia Ejjafini: “Quello che doveva essere fatto è stato fatto, ora è il tempo di raccogliere quanto seminato. Sono felice soprattutto dei lavori fatti in raduno, con le ragazze. Siamo pronte, arriviamo preparate e combattive, sabato scopriremo le nostre carte”. Ci sono tante mamme nel gruppo: “I tempi sono cambiati, ora tante la carriera delle atlete è più lunga e non è raro fermarsi un anno per fare dei figli. Io quattro anni fa ho avuto Sara, la mia piccola”.

Deborah Toniolo: “La preparazione è andata bene e con le ragazze abbiamo lavorato molto bene in raduno. Siamo molto unite e complici, e questo sarà un grande vantaggio in gara. Abbiamo lavorato in modo specifico per prepararci al percorso degli Europei, sia per la salita che per la discesa”.

Emma Quaglia: “Dopo la maratona di Mosca ho accusato un po’ di problemi fisici, e dopo quella di Roma ho vissuto un brutto momento, in cui faticavo ad allenarmi e a correre. Grazie ai raduni federali l’ho superato, raggiungendo una forma che definirei molto buona. Non arriviamo di certo impreparate e sarebbe un peccato risparmiarsi. Questa mattina ho rivisto il percorso e sinceramente mi ha fatto meno impressione rispetto ad aprile quando l’avevamo visionato insieme. E’ anche questo un segnale positivo”.

Rosalba Console: “Ho vissuto qualche problema durante la preparazione, che è stata un po’ travagliata, ma la mia grinta è inattaccabile. Lotterò fino in fondo”.

Ruggero Pertile: “Non nascondo che sono qui per salire sul podio. Su un percorso di questo tipo l’esperienza può fare la differenza, e a me non manca”. Pertile tenente della squadra azzurra? “Ognuno deve correre per dare il meglio e vedo i ragazzi motivati. Ho superato gli acciacchi di inizio anno e la condizione è buona. Sarà una maratona impegnativa, dovremo essere bravi a dosare le energie e a saper correre sia in discesa che nella parte in piano. Gli avversari? Sicuramente lo svizzero Rothlin, padrone di casa e campione in carica, e il polacco Szost, che ai Giochi olimpici di Londra mi è arrivato davanti. Resta il fatto che il percorso è un’incognita e possono saltare fuori nomi che non t’aspetti”.

Daniele Meucci: “Gli allenamenti sono andati come programmato. Mi sto concentrando sul recuperare nel modo migliore i 10.000 metri corsi ieri. Non so cosa aspettarmi dalla gara di domenica, sono ancora al’inizio del mio percorso in maratona”.

Andrea Lalli: “Zurigo sarà un modo in più per capire, come si chiedono tutti, se Lalli sia un maratoneta oppure no. Il professor Gigliotti mi ha spiegato che bisogna avere pazienza, che non si diventa maratoneti in un anno o due. Domenica i favoriti saranno altri, io mi auguro di dare il massimo supporto alla squadra. Ho avuto i miei soliti fastidi ai tendini a inizio anno ma grazie all’aiuto della federazione, che mi ha mandato in Germania dal dottore di Usain Bolt, ho avuto la possibilità di allenarmi a dovere. Le sensazioni in preparazione sono state molto diverse da quelli precedenti alla maratona di Venezia: ho reagito meglio agli stessi allenamenti, facendo per la prima volta anche lunghi di 34 chilometri. Ho imparato a gestirmi. Sono curioso di vedermi per la seconda volta sui 42,195km”.

Michele Palamini: “E’ un’emozione grandissima. Ogni cosa per me è nuova, mi sento una spugna che deve assorbire ogni dettaglio e accumulare esperienza preziosa. Già all’arrivo a Zurigo mi batteva forte il cuore, sono felicissimo di essere qui e darò il massimo per restituire qualcosa a chi mi ha dato la possibilità di vestire la maglia azzurra al fianco di questi atleti”.

Domenico Ricatti: “Sono lusingato di essere al fianco di questi grandi atleti, più esperti e titolati di me. Parto con un grandissimo entusiasmo con la voglia di dare il massimo per me e per la squadra”.

Liberato Pellecchia: “Siamo stati messi nelle condizioni migliori per allenarci e ci siamo preparati alle difficoltà del percorso e a quelle atmosferiche. Questi raduni ci hanno aiutati anche a creare un gruppo forte. Ognuno lotterà per dare il massimo individualmente aiutando così la squadra”.

ufficio stampa fidal

 

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