TuttoCampania — 16 ottobre 2011

Domenica mattina: una bella tramontana tesa ha accolto i circa 400 partecipanti alla diecimila dell’Autunno al Bosco. Una novità rispetto alla “solita” Primavera che i podisti – impreparati al freddo improvviso dopo la lunga estate calda durata fino a due giorni fa – hanno però accolto con grande entusiasmo. Il piacere di rivedersi a sgambettare tutti insieme ha in parte “riscaldato” l’atmosfera sempre piacevole creata dagli organizzatori nello spazio dopo l’ingresso al Parco di Capodimonte. I giardini verdi, transennati – perchè?- l’imponenza rossa della Reggia che in questi giorni accoglie una mostra speciale e “breve”, quella dedicata al giovane Ribera e che vale la pena di ammirare, la voglia di fare sport in compagnia hanno per circa un paio d’ore fatto dimenticare la crisi economica, la spazzatura, il malcontento, le insoddisfazioni, il terrorismo sempre in agguato e le lotte armate. La nostra fortuna – ma spesso la dimentichiamo – è quella di abitare in una città bellissima che risorge sempre e comunque dalle sue ceneri. La nostra fortuna – un’altra che ancora più spesso dimentichiamo – è quella di avere la salute per poter amare uno sport semplice e faticoso al tempo stesso. Uno sport che ci mette continuamente a contatto con la natura che nella nostra Napoli non manca tra lungomari sospesi nel blu e boschi fitti a tratti inestricabili come questo di Capodimonte, con gli aerei che sembrano voler atterrare proprio lì, dove il solito fotografo ti vende le solite fotografie (tutte uguali, gara dopo gara, lo stesso viso contratto dallo sforzo, spesso la stessa canottiera, cambia solo l’età che anno dopo anno avanza inesorabilmente!), dove si fa la fila per il pettorale e poi un’altra per le spillette, dove c’è il gazebo delle scarpette a prezzi appetitosi, dove c’è sempre chi confida di non essere allenato… La gara poi è stata un’altra meravigliosa avventura tra saliscendi – pianura niente, eh? – terreno mosso, passaggi su tappeti di foglie, rametti impicciosi e sentieri di tufo sconnessi (povere caviglie!) e quei ragazzi immobili ad ogni incrocio, a sorvegliare il nostro passaggio, attente “vedette”, frecce umane ad indicare la giusta curva, ad incoraggiare talvolta la fatica dei meno veloci. Ottima organizzazione, grazie a tutti! Si parte, si corre, si arriva. Noi podisti abbiamo solo una meta che è quella di star bene, soprattutto dopo, quando l’adrenalina, finalmente in circolo, ti mette di buonumore per affrontare… il resto dell domenica!

Autore: Alessandra Giordano

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Peluso

  • Ornella Fiore. Asd Asa Detur, Napoli

    Bello leggere un articolo di chi la gara l’ha vissuta, non solo guardata. Si rivivono le sensazioni che rendono noi tutti una grande, solidale famiglia, compattata dal collante di una passione sana e generosa.
    Della gara va detto che l’assenza di inconvenienti non è da ascrivere al fato, bensì ad un’organizzazione esperta, efficiente e puntuale. Grazie e onore al merito.

  • Mimì De Maio

    Complimenti Alessandra…è sempre bello leggere i tuoi articoli, sempre pieni di viscerale e calda verità.

  • Maria Pisacane

    Peccato che questa manifestazione è stata sporcata da una violenta lite tra persone che secondo me non meritano nemmeno di indossare una divisa da sport e voglio sottolineare che la manifestazione è organizzata anche come Memorial e chi ha usato la violenzane poteva fare almeno soprattutto per il rispetto di Lello

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