Curiosita slide — 01 gennaio 2018

babbonataleNatale è appena passato e le abbuffate delle feste non sono ancora finite, qual è il miglior modo per rimediare?

Camminata, corsa, nuoto, cyclette: sono soltanto alcuni tipi di attività fisica aerobica che possono migliorare la salute, non solo riducendo il grasso in eccesso ma anche rendendolo più sano.

E’ infatti noto che fare movimento consente di combattere il sovrappeso e di tenersi in forma, ma uno studio dell’Università del Michigan svela oggi le ragioni per cui gli esercizi aerobici agiscono sul tessuto adiposo contribuendo alla sua rigenerazione.

Elementi anche collegati ad un minor rischio, nelle persone sovrappeso o obese, di sviluppare l’insulino-resistenza.

I ricercatori hanno preso in considerazione un campione di 20 individui in sovrappeso, che non avevano insulino-resistenza, di età compresa fra i 18 e i 40 anni. 8 dei partecipanti erano abituati a svolgere regolarmente attività fisica e 12 erano invece sedentari, l’indice di massa corporea, la percentuale di grasso nel corpo e la massa grassa erano le stesse in tutti i volontari.

Ai partecipanti è stato chiesto di praticare un’ora di tapis roulant oppure un’ora di cyclette, ad intensità moderata, dopo i ricercatori hanno prelevato campioni di grasso addominale analizzandone la composizione a livello microscopico prima e dopo l’attività fisica.

In tutti i volontari, dopo l’esercizio fisico, è stata individuata, all’interno del tessuto adiposo, l’aumento di una proteina, chiamata Vegfa, che favorisce lo sviluppo dei vasi sanguigni, aumentandone il numero, e che ha un ruolo nella crescita dei capillari, dunque è coinvolta in processi fisiologici che migliorano la salute dei tessuti.

Dall’analisi è inoltre emerso che è il grasso stesso a segnalare chi già svolgeva attività fisica costante: nelle 8 persone abituate allo sport, infatti, è stata rilevata una maggiore presenza di un componente biologico, il marcatore cellulare CD31, che fornisce un indizio di un possibile effetto cumulativo dell’azione dell’attività fisica sui tessuti.

Fonte: Repubblica Salute

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