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Emozioni e commozioni di un tedoforo!
Una esperienza indimenticabile
Sonia Marongiu, 23 December 2005
Si dice che c'è sempre una prima volta per tutte le cose... e si dice anche che la prima volta non si scorda mai! Io credo che rimarrà tatuata indelebilmente nella mia memoria la data del 19 dicembre 2005 e il numero 86! Ne ho avute tante di prime volte, ho raggiunto traguardi soddisfacenti e voluti, spesso con fatica ma sempre con la voglia di fare bene. Questa esperienza qui la metto insieme alle grandi cose della mia vita, non fosse altro per la grande gioia che ho provato e il calore che quella Fiamma mi ha trasmesso. Come scrissi nel precedente articolo, credo molto nel simbolo della Fiamma Olimpica: anche se oggi lo sport è sempre più inquinato dal doping, da episodi di razzismo e intolleranza mi piace pensare che ci può essere ancora lealtà e correttezza e che ognuno di noi, nel nostro piccolo, può fare qualcosa affinchè emergano questi valori. Per una persona che crede in tutto questo e che pratica (e ama) l'atletica leggera, non ci sono molte parole utili per descrivere quello che si prova. Mirko, il responsabile dell'organizzazione che ci ha illustrato ed "educato" al trasporto, ce lo ha detto subito: "vi tremeranno le gambe, godetevi ogni attimo!" Così è stato. Io ero il tedoforo numero 86, il mio trasporto andava da Piazza Italia a Via Brigata Sassari a Nuoro. Mentre il pulmino ci dislocava lungo il percorso abbiamo avuto qualche ora per socializzare: 24 tedofori, chi atleta, chi no, ma tutti animati da un grande entusiasmo. Lo stesso entusiasmo di Gianfranco Zola e Nardino Masu, due persone che di momenti di gloria ne hanno avuto tanti ma che, come noi, attendevano quel momento con grande emozione. Come in tutti i momenti particolari della mia vita, erano con me mia mamma e mia zia. E mio padre. Io stavo là, con la torcia in mano, rispondendo ai tanti curiosi che volevano vederla, toccarla, capirne il funzionamento. Ed ecco arrivare il tedoforo numero 85... la gente applaudiva... io lo attendevo fremente... mi ha passato la fiamma e da lì sono iniziati i 400 m più belli della mia vita! Vi posso assicurare che non ho capito molto. Sebbene fossimo in anticipo ho voluto correre lentamente in nome dello sport che pratico. Mi guardavo intorno, salutavo. Un'emozione immensa. Non mi sono accorta nemmeno che mia mamma e mia zia correvano con me. Solo quando ho raggiunto il tedoforo numero 87 e la mia torcia è stata disattivata, ho realizzato ciò che era successo. Sono salita sul pulmino e sono scoppiata in lacrime!! Un paio di minuti di serio imbarazzo perchè non riuscivo a parlare... e poi via... verso piazza Vittorio Emanuele dove Gianfranco Zola, l'ultimo dei tedofori, in un bagno di folla, ha acceso il braciere. Nuoro ha accolto degnamente l'evento e sono molto fiera di questo. Una esperienza indimenticabile che non so se avrà la possibilità (o la voglia) di ripetere in futuro. Ovviamente mi auguro che l'Italia ospiti presto altre edizioni dei Giochi Olimpici, ma vorrei anche che quella giornata, per me, rimanga unica: se Paganini non ripete significa che come la prima non ce ne saranno più!!
Se qualcuno ha visto il transito della Fiamma o ha fatto il tedoforo o comunque vuole scrivere che ne pensa, può approfittare della sezione "Commenti"!
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