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4 passo per montemiletto 09
4 passo per montemiletto 09
Rubrica a cura di Nicola Peluso e Marco Cascone


Yelena Isinbaeva:
primatista mondiale dell'asta femminile, rimane clamorosamente fuori dal podio ai Mondiali Indoor di atletica leggera, in corso a Doha (Qatar). La vittoria è andata alla brasiliana Fabiana Maurer, che ha preceduto la russa Svetlana Feofanova (4,80 per entrambe), bronzo per la polacca Anna Rogowska (4,70). La zarina Isinbayeva, saltati i 4,60 ha fallito tre tentativi a 4,75 m

Alex Schwazer :
Nuovo record italiano nella 20 km della marcia. Lo ha stabilito l'altoatesino Alex Schwazer al Gran Premio Città di Lugano. Il campione olimpico della 50 km ha fermato il cronometro a 1h18'24". Il precedente primato apparteneva a Maurizio Damilano che l'aveva stabilito il 6 giugno del 1992 a La Coruna (Spagna) con 1h18'54".

Laureus Awards:
Usain Bolt è sempre il più veloce. Anche nel conquistare premi. Stavolta gli è toccata la seconda statuetta dei Laureus Awards, premio ormai consolidato nella sua importanza, al migliore atleta dell'anno

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Fino a che punto possiamo migliorarci ?
Quantificare la capacità di miglioramento di un atleta.... non è certo facile
Orlando Pizzolato, 23 maggio 2008

Tra le più frequenti domande che i podisti mi fanno è relativa ai riscontri cronometrici ai quali possono ambire. Non è certo facile rispondere in maniera accurata: non dico che sarebbe come avere la sfera di cristallo, ma prevedere a lungo termine quale sarà il rendimento di un atleta richiede una serie di dati tecnici che vanno analizzati e aggiornati di volta in volta.

Nel fornire assistenza tecnica ai podisti amatori, sia con le tabelle di allenamento personalizzato sia con gli stage, mi sono reso conto del differente potenziale che hanno i corridori dilettanti e i professionisti. Dovrei però essere più preciso, la differenza tra i podisti dotati dalla Natura di un gran potenziale atletico e quelli che invece, sfortunatamente, hanno un patrimonio genetico inferiore. Il motto “campioni si nasce” è più che mai vero ma ciò non esclude che il podista che ha meno mezzi fisici non possa migliorare: per tutti gli atleti c’è un certo margine d’incremento del proprio rendimento. La preparazione fisica, differenziata e resa soggettiva con metodi individuali ed una programmazione specifica, consente di stimolare l’organismo a migliorare l’efficienza degli organi e degli apparati direttamente collegati alle prestazioni di resistenza. Anche quando la sollecitazione è analoga per vari atleti, il risultato che se ne consegue può essere differente, e anche di molto. A podisti di analogo potenziale atletico sottopongo simili piani di allenamento ed il risultato che se ne ottiene può variare anche di parecchi minuti. Perché ciò avviene? Evidentemente la risposta fisica di adattamento a determinati stimoli è differente da atleta ad atleta. Con ciò non è però escluso che due podisti di analogo potenziale giungano al medesimo risultato; molto spesso avviene con tempi differenti. Ci sono podisti ai quali propongo un piano di allenamento ed evidenzio immediati miglioramenti; altri che con simili mezzi di allenamento reagiscono in maniera meno evidente alle sollecitazioni. A queste differenze di risposta fisica incidono vari aspetti: carriera podistica, numero di sedute settimanali, età, peso, tecnica di corsa, motivazioni, alimentazione.

Insomma, molto diverso è in pratica il “terreno dove vengono piantati i semi”: se è fertile la pianta cresce bene e molto rapidamente; se non lo è sono necessari interventi specifici, ma alla produzione dei frutti ci si arriva sempre.

Quantificare la capacità di miglioramento di un atleta, come riportato prima, non è certo facile.

Degli atleti che alleno ho una scheda tecnica di analisi dei primati; per verificare le capacità di rendimento e l’eventuale potenziale di medio termine uso numerosi dati: coefficiente di rendimento, indice di resistenza, analisi del rendimento delle gare in base alla soglia anaerobica, al test dei 7’, ai test sottomassimali ed altri dati che mi forniscono i diari di allenamento. Ho iniziato ad applicare metodi di valutazione che si utilizzano nell’analisi tecnica in finanza per valutare e prevedere i movimenti di prezzo di un‘azione, un indice, eccetera.

Nel corso della mia attività di personal trainer ho verificato che un amatore può migliorare il proprio potenziale di circa il 10%. Tale sviluppo del proprio potenziale consente un miglioramento di circa 3’ minuti per una gara di 10km. In termini numerici, un podista che alla sua prima gara sui 10km impiega 40’, può arrivare a fine carriera a correrla in 37’. E’ ovvio che ci sono atleti che possono arrivare al 15% ed altri che si limitano al 5%. I top runner sono tali proprio perché hanno mezzi atletici maggiori, ed il loro potenziale di miglioramento è anche doppio rispetto ad un comune podista. Ho fatto uno studio comparato dei tempi di alcuni miei colleghi podisti italiani, che hanno iniziato a correre già nella categoria allievi (16 anni) con i loro primati assoluti; la maggioranza ha migliorato il proprio potenziale iniziale del 20%


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Orlando Pizzolato
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L'esperto farà il possibile per rispondere in tempi brevi alla domande che riceveremo. I tempi di risposta sono però correlati ai suoi impegni professionali e al numero delle domande arrivate. In presenza di un numero elevato, l'esperto darà la precedenza a quelle che affrontano argomenti non ancora trattati nel sito o nelle risposte già pubblicate.

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"Ho 56 anni,pratico questo sport da 2 anni. nelle prime gare ufficiali,ho corso la mezza maratona in 1.44 e la 10km in 44,00. In questo periodo corro la 21km in 1h,38 e la 10km in 42,30. Per motivi di lavoro mi alleno due o tre allenamenti settimanali. Chiedo all'illustre allenatore,posso ancora migliorare. Cordiali Saluti. "
Vincenzo Ambrosio Napolirun, 24 maggio 2008 alle 08:44

"E' POSSIBILISSIMO MIGLIORARSI',INFATTI LA MIA PRIMA 10KM LO CHIUSA IN 37,59.POI SEGUENDO UNA TUA TABELLA DI' ALLENAMENTO DI' 6 SETTIMANE,CARO ORLANDO HO FATTO IL PERSONALE DI'35,40."
SALVATORE ALBRIZIO NAPOLI NORD MARATHON, 24 maggio 2008 alle 16:32

"Quando dici "alla 1° gara", non specifichi però da quanto tempo si allena l'atleta. Mi spiego, ho corso la mia prima 10km in 48' dopo appena 4 mesi che da zero avevo iniziato, ma dopo altri 10 mesi sono già a 41'. Cosa devo aspettarmi? Il 10% quando si calcola?"
Pasquale, 30 maggio 2008 alle 09:54

"Pasquale dice una cosa fondamentale sulla questione in oggetto. Anche io sono curioso di sapere a che punto dell'attività podistica bisogna applicare quel 10/15%. Saluti"
Gianni Cirulli e&g runners, 30 maggio 2008 alle 13:59

"Ho 42 anni, ho iniziato a correre da circa tre anni ed a gareggiare (x il piacere di stare assieme) da circa un anno: corro i 10 km in 39' / 41' in gara e 43' / 44' in allenamento. Non ho seguito mai un corso specifico di allenamento e mi vedo con i miei compagni di squadra, tra i quali ce ne sono alcuni molto più esperti di me, solo, purtroppo, in occasione delle gare. Sono certo di avere un buon margine di miglioramento ma non me ne frega assolutamente niente! La corsa a questi livelli ed a questa età deve essere solo divertimento, gioia e salute: se si cerca la perfezione ed il miglioramento a tutti i costi diventa una sofferenza e nella vita già ce n'è abbastanza. Ringrazio il Signore per avermi fatto iniziare a correre e spero e prego di poter provare queste sensazioni x sempre. Ciao."
Ralph Alfiero ASD Capua, 20 giugno 2008 alle 10:30

"Ovviamente è un tuo modo di vedere la corsa e, anche se condivisibile, non può valere per tutti gli altri."
Pasquale, 3 luglio 2008 alle 12:04

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