Atletica News slide — 10 agosto 2013

“Al 35^ mi sono girata e non c’era nessuno, mi sono detta: qui c’è qualcosa che non va…”. Basterebbe questa dichiarazione per qualificare Valeria Straneo dopo lo splendido argento nella maratona femminile ai 14^ Mondiali di Atletica Leggera di Mosca. Con l’ingenuità e la passione che stanno sempre dietro le grandi imprese, l’atleta alessandrina ha infatti regalato la prima, inattesa, medaglia all’atletica nazionale, dopo una grande gara giocata sempre da protagonista. È stata infatti lei fin dal primo minuto a dettare il ritmo alle sue avversarie, costringendone qualcuna al ritiro, quasi incolume alle alte temperature che hanno accompagnato le maratonete nel circuito lungo la Moscova. Al 15 km erano soltanto in sette: due etiopi, tre keniane, una cinese e una giapponese. Subito dopo il 15^ la Straneo ha aumentato ancora di più il ritmo, finché dopo il 20^ sono rimaste in gara solo tre atlete, l’etiope Melkamu, la keniana Kiplagat e la giapponese Fukushi. Dopo il 32^ km la Melakamu è stata raggiunta dalla Fukushi e alla fine si è arresa e fermata. Solo a due km dall’arrivo la Straneo ha ceduto il passo alla keniana Kiplagat, campionessa in carica di maratona, lasciando infine che questa, sfuttando il vantaggio di aver comsumato meno energie dell’avversaria fino ad allora in testa, entrasse da vincitrice allo stadio Luzhniki con un tempo finale di 2h25’44’’. La seguiva a breve la Straneo che concludeva in 2h25’58’’ sostenuta dal grande tifo del pubblico italiano presente. Terza la giapponese Fukushi in 2h27’45’’. Ottimo sesto posto della genovese Emma Quaglia (2h34’16’’), compagna di allenamento di Valeria Straneo al raduno pre-mondiale, che correva subito ad abbracciare una ancora incredula Valeria.

“Non so cosa dire, ancora non ci credo- sono state infatti le sue prime parole dopo l’arrivo-io ho fatto la mia gara, mi sentivo benissimo, la mia allenatrice e Magnani mi dicevano di provarci e io ci ho provato. Non ho neanche patito più di tanto il caldo”. È stato infatti solo dopo l’oro nella mezza maratona ai Giochi del Mediterraneo di Mersin che è stata ufficializzata la sua partecipazione ai Mondiali, dopo qualche tentennamento dovuto alla volontà di concentrarsi sugli Europei di Zurigo del 2014. “La medaglia è l’ultima cosa a cui pensavo, contavo solo di rientrare tra le prime 10. Adesso devo ancora realizzare, mi sembra ancora un sogno. Voglio ringraziare tutti quelli che stanno dietro a questo risultato: la mia allenatrice Beatrice Brossa, la Fidal, il dott. Fiorella, Nicola Sponsiello e i miei osteopati”. Incalzato dalla giornalista Rai, dedica un ringraziamento particolare anche al marito Manlio: “il vero mammo della famiglia, senza il suo sostegno non potrei partecipare ai raduni”.

Colpisce la spontaneità di questa piccola grande donna, 37enne e madre di due bambini, arrivata tardi alla ribalta dell’atletica che conta e forse per questo ancora forse non del tutto consapevole delle sue potenzialità, almeno sulle lunghe distanze. E forse sta proprio lì la sua forza, in un’atleta che solo dopo l’arrivo riconosce la forte maratoneta che l’ha superata, la keniana Edna Kiplagat, entrata già nella storia della maratona femminile per aver vinto la maratona per due edizioni consecutive dei Mondiali (la prima volta era stato a Daegu nel 2011). Un nome che avrebbe impensierito chiunque, ma non lei, la nostra straordinaria Valeria.

 

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Peluso

  • Marco Cascone

    Simpatica, educata, modesta. Vera! FAVOLOSAMENTE VALERIA…!!!!

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