Curiosita slide — 08 marzo 2013

correreProvo ad analizzare le gare ultra che si sono disputate nel 2012 in Italia, sono state veramente tante e precisamente 144, ciò significa che di media si sono disputate 2,7 gare a fine settimana. Anche se c’è stato un notevole incremento di partecipanti che hanno concluso le prove, passate dai 6891 (6054 uomini e 837 donne) del 2009, 8339 ( 7305 uomini e 1034 donne) del 2010, 11075 (9639 uomini e 1436 donne) del 2011 per finire ai 15332 del 2012 (13263 uomini e 2069 donne) con un incremento solo all’ultimo anno pari al 38,84%, a mio avviso le gare sono state tante, infatti su 96 gare i classificati non hanno superato i 100 arrivati. Mentre solamente la 100km del Passatore ha fatto registrare più di 1000 classificati (1625) e a seguire la Pistoia-Abetone con 684 e la 50km di Romagna con 602, a seguire le prime gare trail con in testa la Lavaredo corta con 468, a seguire l’Ultrabericus con 467 e Valdigne corta con 442, uniche gare ad aver avuto più di 400 finisher. In verità se alla Lavaredo e a Valdigne si aggiungono anche le gare più lunghe che avevano in programma si arrivano a 835 per la Lavaredo e 641 per Valdigne, quindi in sostanza solamente in 5 gare si è superato quota 600 finisher.

Ho cercato di analizzare le gare in base alle distanze e specialità.

Per distanza ho usato il termine “corto” per quelle che vanno dai 42,2 ai 59km, “medio” dai 60 ai 99km e “lungo” gare superiori ai 100km.

Per comodità le poche gare su pista o indoor le ho calcolate nelle gare su strada, cosi come le poche gare svoltosi in pista e indoor, inoltre le gare da 6 ore le ho calcolato nelle gare corte, le 8 e 12 ore in quelle medie e dalle 24 ore in su nelle gare lunghe.

Prima di procedere e guardando i dati mi viene spontaneo fare una piccola considerazione sulle gare a tempo, 6-8-12-24 ore e oltre perchè fino a pochi anni fa questo genere di gare non erano molto diffuse in Italia e nel 2000 per correre una 6 ore, insieme al caro amico Massimo Alpi (che ci ha lasciati prematuramente), siamo dovuti andare in Germania, mentre lo scorso anno si sono svolte ben 24 gare di 6 ore, 1 da 8 ore, 7 da 12 ore, 10 da 24 ore, 1 da 48 ore, 1 da 72 ore e 1 da 6 giorni.

Totale 45, di queste solamente una di trail.

Nel calendario gare del 2013 però ci sono già 2 da 6 e una da 12 ore trail più molto probabilmente verrà riconfermata anche la gara dello scorso anno, ciò significa che ben presto cominceremo a trovare più gare trail di questo genere, sopratutto perchè la gestione è più facile e in fondo questo tipo di gare sono meno stressanti di quelli chilometrici perchè non si ha un’obiettivo chilometrico da raggiungere, ma solo far trascorrere il tempo senza guardare ai chilometri percorsi.

Tornando all’analisi, le 144 gare, sono divise in:

79 corte (45 trail e 34 strada) 54,86%;

30 medie (18 trail e 12 strada) 20,83%;

35 lunghe (12 trail e 23 strada) 24,31%.

I finisher sono divisi in:

8720 su gare corte (5271 trail e 3449 strada) 56,87%;

2478 su gare medie (2147 trail e 331 strada) 16,16%;

4134 su gare lunghe (1558 trail e 2576 strada) 26,97%.

Questo mette in evidenza che si sono svolte 75 gare trail e 69 su strada mentre i finisher sono stati 8976 su gare trail e 6356 su gare su strada e in forte evidenza che il movimento trail sta esplodendo prendendosi lo spazio che merita e avvicinandosi alle altre realtà mondiali.

E le donne?

1231 finisher su gare corte (726 trail e 505 strada);

306 finisher su gare medie (244 trail e 62 strada);

532 finisher su gare lunghe (180 trail e 352 strada).

Per la prima volta hanno superato i 2000 finisher e rappresentano il 13,49% dei finisher totali, gran bel numero a testimonianza che anche in Italia questo settore è da tener conto. Occhio organizzatori e brand perchè le donne hanno esigenze diverse dai maschietti.

In confronto ai maschi preferiscono partecipare a gare corte (59,50% contro 56,46%), molto probabilmente anche alla mancanza di tempo a disposizione per allenarsi in quanto si sa che la maggior parte delle donne si occupano anche della famiglia.

E nel mondo cosa succede?

Ho preso i dati sul sito tedesco DUV che risulta essere il sito più aggiornato sul mondo dell’ultra, qua ho trovato una discrepanza nei dati italiani pari al 11% e quindi ho usato la stessa percentuale per le altre nazioni, prendendo in considerazione solo le nazioni con più ultramaratoneti e questi sono i risultati.
Leggi i risultati

Vi starete chiedendo il perchè la percentuale di donne italiane non corrispondono al dato di sopra relativo ai finisher (12,00% in confronto al 13,49%), semplicemente perchè ogni donna italiana in un anno corre di media 2,26 ultra, molto di più delle altre ragazze di altre nazioni. In questa classifica anche i maschietti italiani primeggiano con 2,01 ultra all’anno, segue la Germania con 1,86 (sia fra gli uomini che fra le donne) e America con 1,66 fra gli uomini e 1,61 fra le donne.

In ultima il Sud Africa con 1,16 fra gli uomini e 1,12 fra le donne, questo molto probabilmente perchè non ci sono molte gare ultra in questa nazione.

Si nota che nei paesi anglosassoni la percentuale delle donne che corrono ultra sono molto elevate e in America ci sono più donne ultra che in tutto il movimento italiano, questo spiega anche perchè in America la percentuale di donne che vincono gare di ultra è notevolissimo in confronto a tutte le altre nazioni.

Si nota che in Italia e in Spagna negli ultimi 3 anni si è assistito a un incremento notevole di manifestazioni (in Italia più 218%) e di finisher (in Italia più 225%), dati molto simili che in Italia è dovuto al fenomeno trail, molto probabilmente, visto la provenienza dei migliori specialisti, la stessa cosa accade in Spagna.

Con tutti quei praticanti in America e Francia, è facile anche trovare dei grandi fenomeni e difatti sono le 2 nazioni più forte a livello Mondiale e su tutti i settori dell’ultra, noi italiani siamo da poco entrati in questo mondo ma stiamo crescendo bene.

 

 

Autore: Enrico Vedilei
www.krakatoasport.com 

 

 

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