Atletica News slide — 10 luglio 2016
Amsterdam 6-10/07/2016 Campionati Europei di Amsterdam - Foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo

Amsterdam 6-10/07/2016 Campionati Europei di Amsterdam – Foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo

chiusura di Campionato Europeo, ad Amsterdam, per la squadra italiana. Nell’ultima sessione di gare, arriva l’oro di Gianmarco Tamberi, al termine di una prova di schiacciante superiorità (quattro soli salti, senza errori, per arrivare alla misura di 2,32 che è valsa l’oro). Per il marchigiano, con il caratteristico marchio di fabbrica dell'”Halfshave”, anche tre tentativi (falliti) a 2,40, ed il solito show con il pubblico. In fondo al pomeriggio, arriva anche uno storico bronzo per la staffetta 4×400 donne (3:27.49), trascinata da una incontenibile Libania Grenot nella frazione conclusiva, nella quale rimonta quattro posizioni (crono ufficiale da 49.73 lanciato). Ayomide Folorunso, vent’anni ancora da compiere, sfiora il podio nei 400hs, piazzandosi al quarto psoto e stabilendo il personale con 55.50 (quinto crono italiano all-time). Ottavi posti per Giordano Benedetti negli 800, Yeman Crippa (anche lui non ancora ventenne) nei 5000, e per la staffetta 4×100 donne; il quartetto veloce maschile corre in 38.69 ed è quinto, tempo che non basta per la qualificazione ai Giochi olimpici di Rio (a conti fatti, l’Italia è 18esima nel ranking mondiale, a 12 centesimi dall’utimo posto utile). Sette podi (due dei quali nella classifica a squadre della mezza maratona) mettono l’Italia al nono posto del medagliere europeo, guidato da una sorprendente Polonia (12 medaglie, sei delle quali d’oro). Nella classifica a piazzamenti ufficiale, gli azzurri sono ottavi, con 18 finalisti (più i due piazzamenti di squadra) che collezionano complessivamente 82 punti (13 sono però riferiti al team di maratona). Ben dieci i primati personali raccolti dagli atleti col tricolore sul petto. 

di Marco Sicari

LA CRONACA DELLA GIORNATA

Le altre finali
Pronostico confermato nel getto del peso: l’oro va al tedesco David Storl, 21,31, dodici centimetri meglio del polacco Haratyk, 21,19; il portoghese Arnaudov liquida con un lancio a 20,59, le velleità del giovanissimo polacco Konradm Bukowiecki, battuto di un solo centimetro. I 3000 siepi donne vanno alla tedesca Felicitas Krause (9:18.85), ma in questa gara spicca l’impresa dell’albanese Luiza Gega, argento con 9:28.52 (record nazionale); bronzo alla turca Ozlem Kaya, 9:35.05.

4×400 donne – Finale
L’ennesima conferma delle grandi condizioni di Libania Grenot arriva nella frazione finale della staffetta 4×400. La capitana azzurra trascina le compagne Mariabenedicta Chigbolu, Maria Enrica Spacca e Chiara Bazzoni sul podio europeo, con un ultimo giro capolavoro, nel quale, finalizzando il buon lavoro delle compagne, recupera quattro posizioni, facendo passare la squadra dalla settima alla terza (3:27.49). Chigbolu corre molto bene il primo quarto di miglio, consegnando il bastoncino alla Spacca in terza posizione; la reatina si lancia bene, e battagliando nel gruppo, termina a ridosso della terza piazza. Con la Gran Bretagna involata verso il traguardo, la Francia lascia la compagnia delle avversarie, gettande le basi per la conquista dell’argento. Chiara Bazzoni soffre, ma non molla, passando il bastone alla Grenot in settima posizione, ma non troppo lontano dal bronzo. La campionessa europea della prova individuale si lancia all’inseguimento, ma non smette di ragionare; l’ucraina Zemlyak, al contrario, tenta l’impossibile, correndo un primo 200 metri forsennato. L’azzurra sfrutta la scia dell’avversaria, e guadagna subito una posizione, poi sul rettilineo finale apre il gas e infila Ucraina, Germania e Polonia, fino al podio. Il cronometro dice 3:27.49 per le azzurre, terze dietro Gran Bretagna (3:25.05, miglior prestazione mondiale dell’anno) e Francia (3:25.96). Un risultato storico per la staffetta del miglio, che coglie la prima medaglia nella storia della manifestazione. Questi i rilevamenti ufficiali dei tempi delle frazioniste: Chigbolu 52.6, Spacca 51.6, Bazzoni 53.40, Grenot 49.73 (la frazione più veloce, a precedere l’ucraina Zemlyak, 49.81, e la francese Guei, 49.92). A Rio, il quartetto, al quale potrà essere aggiunta l’esplosiva Ayomide Folorunso (oggi tenuta fuori per la vicinanza alla finale dei 400hs) potrà lottare per un prestigioso ingresso in finale.

800 uomini – Finale
Giordano Benedetti arriva alla finale in riserva di energie, e purtroppo fin dallo sparo la cosa appare evidente. Il trentino è ottavo in 1:47.64, di fatto senza mai essere riuscito ad entrare in gara. Tutto si svolge come previsto: l’olandese Kupers si lancia sul ritmo, passando in 52.51 e poi in 1:19.12. L’agguato polacco però è pronto: Adam Kszczot e Marcin Lewandoski fanno 1-2 (1:45.18 e 1:45.54), lasciando il bronzo al britannico Elliot (stesso tempo dell’argento). Il bosniaco Tuka è befato (quarto, 1:45.74), mentre il francese Bosse (1:45.79) è quinto. Benedetti chiude la fila, comunque da finalista.

Alto uomini – Finale
Una superiorità schiacciante. Anzi, va detto, per certi versi, anche imbarazzante. L’oro di Gianmarco Tamberi arriva, com’era nelle speranze di chiunque abbia a cuore l’atletica italiana; ma al marchigiano, campione del mondo indoor nel marzo scorso a Portland, bastano la miseria di quattro salti, per mandare sotto la doccia tutti gli avversari. Uncontested, o quasi, come pochi altri prima di lui. Ogni quota è valicata con sicurezza, sempre al primo tentativo: 2,19; 2,24; 2,29; 2,32. Nessuno riesce a pareggiare Tamberi a questa misura, e la gara si completa dunque in poco più di un’ora. Si arrendono i britannici Grabarz (secondo) e Baker (terzo), e il tedesco Onnen (anche lui al bronzo), tutti inchiodati a 2,29, e separati solo dagli errori commesi lungo il percoso di gara. Una impressionante dimostrazione di superiorità, quella messa in scena da “halfshave”. Il primo errore del’italiano arriva a 2,40, la cifra che non smette di essere ostacolo insormontabile. In tutte e tre le prove (meglio le ultime due), Tamberi dimostra di non essere lontanissimo dal successo, pur con l’asticella che continua a cadere. Oggi però non importa. Gimbo è campione d’Europa, e gudagna punti-energia (come in un videogioco) in attesa del confronto chiave della stagione, quello olimpico a Rio de Janeiro. All’Olimpiade Tamberi incontrerà avversari straordinari: sicuramente Barshim, con ogni probabilità lo statunitense Kynard, e il canadese Drouin. Prima, con ogni probabilità, lo vedremo in azione a Montecarlo, venerdì prossimo, il 15 luglio, nella tappa Diamond League. In una sorta di anticipo dei Giochi.

Triplo donne – Finale
La portoghese Patricia Mamona atterra ai 14,58 del primato nazionale nell’ultimo salto a disposizione, scavalcando l’israeliana Minenko (fino a quel momento al comando con 14,51) e andando a prendersi l’oro europeo. Il bronzo va alla greca Papahristou, 14,47, mentre a Dariya Derkach non riesce il colpo decisivo: il 13,89 del primo salto (serie: 13,89, v. -1.0; N; 13,56) non le consente di entrare nelle otto, assegnandole il decimo posto finale.

5000 uomini – Finale
Con un ritmo cosi tattico (5:36, 8:25, 11:11), è inevitabile che i finali di gara diventino vere e proprie lotterie. Non è chiaro se sia un record o meno, in ogni caso, i primi quattro sono racchiusi nello spazio di un centesimo di un secondo, cone le tre medaglie che condividono lo stesso tempo (!!), 13:40.85. Gli spagnoli Fifa e Mechaal fanno doppietta (con un ultimo mille sul piede dei 2:29), il bronzo va al tedesco Ringer. L’Italia metta la testa nel finale di corsa, con Yeman Crippa (anche lui vent’anni ancora da compiere, segno di un’Italia che sta cambiando davvero volto) che raccoglie avversari lungo gli ultimi 200 metri, e finisce il suo primo Europeo “da grande” all’ottavo posto (13:46.30). Jamel Chatbi è undicesimo (13:49.93).

1500 donne – Finale
L’olandese Sifan Hassan trova l’unico modo possibile per perdere un oro praticamente già vinto: lasciare che la gara si trasformi, nelle fasi iniziali, in una specie di sur-place ciclistica. I passaggi sono impossibili, ma alla rovescia: 1:23 ai 400, 2:46 agli 800, 3:49 ai 1200. Con velocità di questo tipo, in una finale europea, chi è dotato di doti da sprinter può diventare imbattibile; così, la polacca Cichocka produce l’affondo decisivo, affermandosi in 4:33.00; Hassn è argento, l’irlandese Magean bronzo. Margherita Magnani, che non è dotata della potenza necessaria per una performance di questo tipo, si butta coraggiosamente nella mischia, ma ne è presto rimbalzata fuori, terminando all’undicesimo posto, in 4:36.51.

4×100 uomini – Finale
Non c’è gloria, per la staffetta veloce azzurra. Un cambio pasticciato (il primo), ed uno “schiacciato” (il secondo), mettono fuori gioco il quartetto italiano, quinto in un 38.69 che non basta nemmeno per la qualificazione olimpica (Italia 18esima nel ranking mondiale, a 12 centesimi da Cuba, ultima qualificata alla data di oggi). Un doppio schiaffo che fa male, anche perché il valore del team tricolore, per le cose viste qui ad Amsterdam, non era inferiore a quello delle migliori avversarie. Massimiliano Ferraro, non del tutto immobile sul blocco, viene ammonito verbalmente dai giudici in occasione di una prima partenza, giudicata falsa ma – fortunatamente – non attribuita a nessun quartetto. Al secondo start, l’azzurro si muove bene, ma a fine frazione non trova agevolmente la mano di Federico Cattaneo: una imprecisione che risulterà fatale, anche se il compagno corre poi senza grandi problemi il suo rettilineo. Il cambio con Manenti è però ancora fonte di problemi: i due azzurri si “schiacciano” l’uno sull’altro, e finiscono per rallentare nel passaggio del bastoncino, errore che si somma al precedente. L’Italia è in lotta sulla linea del quarto posto, ma non basta la tenace frazione del 18enne milanese, per tenere la posizione: l’Italia è quinta (38.69), scavalcata dall’Olanda, quarta in 38.57. L’oro anche in questo caso è britannico (38.17), la Francia è seconda (38.38), la Germania va al bronzo (38.47).

4x100m donne – Finale
Nello stesso identico punto dove ieri, in batteria, Irene Siragusa e Gloria Hooper erano state protagoniste dell’unico problema del quartetto azzurro, il fattaccio si ripete, in proporzioni, se possibile, anche maggiorate. Hooper è costretta quasi a fermarsi a un paio di appoggi dal limite della zona cambio, per attendere l’arrivo della compagna; le due cambiano praticamente da ferme, ed in una finale europea questi sono errori a cui non è possibile porre rimedio. E’ un peccato, perché malgrado lo stop, il quartetto (completato da Martina Amidei e Audrey Alloh) chiude in 43.57, nemmeno troppo male viste le circostanze. L’oro va all’Olanda di Dafne Schippers, che fissa il record nazionale a 42.04, lanciando un chiaro avvertimento in prospettiva olimpica. Argento alla Gran Bretagna (42.45), bronzo alla Germania (42.48). L’Italia è ottava.

Martello uomini – Finale
Solo un lancio va a referto nella finale di Marco Lingua. Il piemontese apre la sua serie con 70 metri esatti, ma poi incappa in due nulli che non gli permettono di andare a caccia di un posto tra i primi otto martellisti del Vecchio Continente. L’azzurro saluta Amsterdam in undicesima posizione. L’oro va al polacco Fajdek, il favorito della vigilia, con un lancio da 80,93 (e altri due oltre la fettuccia degli 80). Il 40enne Tokhon è argento con 78,84, la Polonia fa suo anche il bronzo con Nowicki, 77,53. (a.g.)

400hs donne – Finale
Ayomide Folorunso, segnatevi questo nome perché è un’altra giovane dell’onda azzurra. Vent’anni da compiere il prossimo 17 ottobre, oggi ha sfiorato il podio agli Europei assoluti. Quarto posto in 55.50, a soli 9 centesimi dal bronzo della svizzera Lea Sprunger (55.41). Una prova di carattere, da vera protagonista fino all’ottavo ostacolo dove la giovane ostacolista delle Fiamme Oro si è presentata praticamente al comando. Poi sul rettilineo la resa dei conti con un tre avversarie a guadagnare centesimi e medaglie sulle ultime due barriere. L’oro va così alla danese Sara Peteresen (55.12) sulla polacca Joanna Linkiewicz (55.33). Ayo, intanto, continua la sua scalata nelle liste italiane alltime: ora la quinta posizione è soltanto sua, dopo tre gare di seguito nel club, come lo chiama lei, dei “55 secondi”. (a.g.)

RISULTATI/Results – TUTTE LE NOTIZIE/News – ORARIO E AZZURRI IN GARAFOTO/Photos

 

Ufficio Stampa FIDAL.
Federazione Italiana di Atletica Leggera

Roma, RM, Italia

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Peluso

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