Cronaca — 31 agosto 2015

Un paio di scarpe da corsa, uno zaino con qualche integratore e un paio di bastoncini. Ma, soprattutto, tanta resistenza fisica e mentale. E’ bastato questo al francese Xavier Thevenard per vincere una delle gare più impegnative al mondo, l’Ultra trail du Mont Blanc. Partito venerdì pomeriggio da Chamonix, in Francia, assieme ad altri 1900 concorrenti, Thevenard dopo 21 ore, 9 minuti e 15 secondi ha tagliato il traguardo dopo 170 chilometri di corsa tra sentieri di montagna, boschi e paesi di Francia, Italia e Svizzera. Un percorso impervio e faticoso, affrontato senza mai dormire e in semi-autonomia. Ma Thevenard non è nuovo a imprese da supereroi: nel 2013, infatti, aveva già vinto l’Ultra trail du Mont Blanc, mentre l’anno scorso è salito sul gradino più alto generic cialis del podio della Tds (Sur le Traces des Ducs de Savoie), una delle corse satellite dell’Ultra trail. Al secondo posto, tra gli uomini, si è piazzato lo spagnolo Luis Alberto Hernando Alzaga, che ha tagliato il traguardo dopo nexium dosage 21 ore, 57 minuti e 12 secondi. Terzo l’americano David Laney, che ha chiuso in 21 ore, 59 minuti e 42 secondi. Quella di quest’anno sarà ricordata come l’edizione dei francesi, perché anche in campo femminile ha trionfato una transalpina. A vincere è stata Nathalie Mauclair, che fin dall’inizio ha dominato la gara restando sempre saldamente in testa. Le speranze italiane si sono fermate, invece, al Col de la Seigne, dove l’atleta valdostana Francesca Canepa (alla vigilia una delle favorite per la vittoria) si è ritirata. A spiegare perchè è, in un post su Facebook, la stessa Canepa: “Avendo sempre odiato la discesa dal Bonhomme ai Chapieux ho evitato ogni rischio, andando il più piano possibile ma soprattutto, ecco il punto, evitando di bere per non rischiare di spaccarmi la generic viagra online faccia- racconta Canepa- Così arrivata giù mi sono rifatta, e dato il divieto di riempire le borracce con le bevande, mi sono attenuta alle restrizioni e ho evidentemente ecceduto nel consumo sul posto”. Canepa ha dunque proseguito verso Col de la Seigne, ma, scrive su Facebook, “sono apparsi nausea e vomito. Testa che gira, gambe che si svuotano. In pratica troppa bevanda tutta insieme, più sforzo e vento hanno fatto il disastro. Arrivata barcollando alla tenda medica- prosegue Canepa- in cima alla Seigne dopo un tempo infinito sono stata tenuta dentro e riscaldata con foga x circa un’ora, poi stabilizzata e trasportata in barella”. Per vedere sventolare la bandiera italiana sul podio dell’Ultra trail si dovrà aspettare, dunque, l’anno prossimo, quando a

fine agosto si terrà una nuova edizione della corsa. Ma l’Ultra trail du Mont Blanc non è solo una gara, un sogno per ogni runner, è anche una macchina organizzativa che coinvolge ogni anno duemila volontari. Inoltre, nei giorni delle cinque corse (Ptl, la Ccc, la Tds e la Occ) nei 38 punti di ristoro sono state distribuite 23mila barrette ai cereali, 15mila litri di bevande, 9mila banane e altrettanti di minestra. Numeri da record per l’impresa da supereroi.   fonte: http://www.repubblica.it/  

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Peluso

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