Cronaca — 07 aprile 2009

Dopo la gara di Cava, che aveva lasciato un pò l’amaro in bocca, il gruppo di podisti montellesi che fa capo al Team Runners Baronia si è immediatamente rilanciato nell’agone podistico.
L’occasione (ghiotta) è stata fornita dalla Agropoli Half Marathon, uno degli appuntamenti più attesi e giustamente apprezzati dagli amanti del podismo, reso irripetibile, oltre che dalla straordinaria cornice paesaggistica, dall’impeccabile e collaudatissima organizzazione.
Partenza, dunque, da Montella alle 7:00 del mattino.
Il gruppo è composto dal sottoscritto – oggi nel ruolo di spettatore e modesto cronista- da Marcello Pascucci, alias The Keeper, da Claudio Bozzacco e, last bat not least, da Maria, alias Pufosissima, che già ci aveva onorati della sua spiritosa ed intelligente presenza in occasione della gara di Cava.
Caricati in macchina borsoni e quant’altro partiamo alla volta di Agropoli.
Si preannuncia una gara eccezionale.
Claudio è teso e concentrato.Non è rimasto soddisfatto della pur brillante prestazione resa a Cava ed è in cerca di un immediato riscatto sull’asfalto cilentano.
The Keeper, vecchia volpe, nicchia e fa il vago: accampando generiche scuse di malesseri e stanchezza, preconizza per sè una gara tranquilla.
Pura pretattica velata di scaramanzia, come i fatti si incaricheranno presto di dimostrare.
Lungo la strada incontriamo altri due podisti montellesi, Giorgio e Salvatore del GPM, che ci fanno da battistrada verso i lidi tirrenici.
Raggiungiamo prima Contursi e poi Eboli.
Pervenuti al Bivio Santa Cecilia, però, i nostri battistrada invece di svoltare in direzione Capaccio-Scalo, proseguono dritto verso la litoranea, allungando alquanto il tragitto.
Poco male, considerato che lo sbocco finale sulla litoranea, proprio in corrispondenza del cartello del 10° chilometro, ci consente di ammirare il tracciato della gara in tutto il suo splendore e di soppesarne morfologia e caratteristiche tecniche.
Lunghi rettilinei e dislivelli appena percettibili, conducono ad un inevitabile verdetto: gara veloce, come da aspettative ed imperdibile opportunità per far segnare il tanto agognato “tempone”.
Pochi minuti e siamo ad Agropoli, “la perla del Cilento”.
Qui l’ordine regna sovrano, sotto l’attenta e scrupolosa tutela di vigili urbani ed organizzatori.
Il traffico è scorrevole ed è un gioco da ragazzi riuscire a reperire un parcheggio, per giunta gratuito e vicino all’arco della partenza: che vuoi di più dalla vita?
Ci portiamo sul Viale Risorgimento parato a festa ed affollato come nelle grandi occasioni. Centinaia di podisti, appassionati e curiosi sciamano nei dintorni: al ritmo della musica diffusa dagli altoparlanti si scherza, si commenta la gara, si eseguono i riti propiziatori o si pratica lo stretching in tutte le sue forme.
Alcuni ritardatari si affrettano a ritirare il pettorale: tra questi i nostri due portabandiera di giornata. I più previdenti e mattinieri, invece, hanno già preso posizione e scalpitano, impazienti ma disciplinati, in attesa di dar fuoco alle polveri accumulate in settimane di duro allenamento.
Frattanto si va formando lo schieramento di partenza. A dirigere le danze è Marco Cascone, dall’inesauribile facondia: si avanzino i pace-maker, novità di quest’anno.
E’ poi la volta dei big ed oggi il parterre de roi è davvero considerevole.
Noto alcuni dei volti che ho imparato a riconoscere in quest’anno di saltuaria frequentazione dell’ambiente podistico: Ricci, Varrella, Calderone, D’Ambrosio, Hallag, Carpenito.
Accanto a loro i kenioti Rugut e Rotich, danno alla gara quel tocco di esotismo che non guasta.
Con i loro fisici elastici ed elegantemente affusolati e con lo sguardo attento e determinato promettono scintille: sono sicuramente loro gli uomini da battere.
E siamo alla partenza, con solo pochi minuti di ritardo sulla tabella di marcia.
Il coloratissimo corteo degli atleti sfila agevolmente lungo il vialone tra le classiche due ali di folla plaudente e presto si sottrae alla vista, imboccando il Viale San Marco:l’appuntamento con i primi è fissato tra circa un’ora, nella piazza centrale, dov’è stato allestito l’ ipertecnologico traguardo.
Alle 10:00 la piazza è infatti affollatissima ed in trepida attesa dell’arrivo dei più veloci.
Decido di piazzarmi ad un km circa dal traguardo per poter scattare qualche foto in tutta tranquillità e godermi il rush finale.
Finalmente arrivano i primi: la falcata è ampia, il respiro regolare, mentre il volto e lo sguardo suggeriscono l’impressione d’un intenso sforzo più che di stanchezza.
Questo è sport nella sua forma più pura e primordiale, mi vien subito da pensare.
Attendo il passaggio dei primi dieci atleti e mi avvio verso il traguardo, mentre continuano a giungere altri podisti, sempre più affannati ed ansimanti mano a mano che ci si allontana dall’Olimpo dei campioni.
Ormai non resta che attendere l’arrivo dei nostri due “eroi”.
Il primo a tagliare il traguardo è Marcello, che ci stupisce con il suo 1 e 27 da primato personale, con tanti saluti alla gara ‘tranquilla’.
Segue, a circa 5 minuti, l’ottimo Bozzacco, che, dopo aver sfondato il muro dell’1 e 40 è sempre più prossimo a sfondare quello dell’1 e 30.
Di questo passo ci toccherà ribattezzarlo caterpillar.

Autore: Adriano Garofalo – Saxetum Sport Department

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