Cronaca — 11 aprile 2010

MILANO,11 aprile 2010 – Solo il vento, che in alcuni tratti del percorso ha colpito con particolare intensità, ha impedito che la 10° edizione della Milano City Marathon si trasformasse nella maratona dei record: ma il grande successo di partecipanti e di pubblico ha fatto passare in secondo piano anche l’aspetto strettamente tecnico di una maratona che in ogni caso – a detta dei protagonisti – ha dimostrato di avere tutte le caratteristiche per diventare in breve tempo uno dei tracciati più apprezzati dai runners alla ricerca dei record importanti.
E’ stata come nelle previsioni una gara dominata in lungo e in largo da keniani ed etiopi, anche se non sono stati gli atleti favoriti sia in campo maschile che femminile ad aggiudicarsi la vittoria. Tra gli uomini, complici problemi muscolari di Waweru Khamati, ha prevalso la sorpresa Chirchir Kipchunga, keniano che finora vantava come miglior risultato un 6° posto a Vienna e Istanbul nel 2009. Sorpresa anche tra le donne, dove l’etiope Asnakech Egicayehu con 2h25’50’ ha battuto la keniana Cheptanui migliorando di ben 8′ il suo primato personale dopo aver impresso alla corsa un ritmo che – come ha ammesso la Cheptnaui al termine della gara – ‘ non avrei saputo reggere fino alla fine’.
Due sorprese dovute iN larga misura al freddo e al vento di cui hanno sofferto i favoriti ma che, più in generale, ha colto di sorpresa tutti i partecipanti dopo il sole e il caldo della vigilia.
Niente record abbattuti dunque, come si era pensato nei giorni scorsi, se non quelli della partecipazione e della simpatia con cui la città – dopo la diffidenza degli scorsi anni – ha accolto finalmente la ‘nuova’ maratona. ‘ Abbiamo visto finalmente una città non infastidita ma che al contrario incitava i maratoneti ‘ ha dichiarato al termine il presidente onorario Linus ‘ e questo è senz’ altro il risultato più bello della gara di oggi’.
Dello stesso parere anche l’Assessore alla Moda, Design e Eventi del comune di Milano Giovanni Terzi, tra i più decisi sostenitori dello spostamento ad aprile.
‘E’ stata una giornata bellissima, la città ha dimostrato che la nostra è stata una scelta vincente. E aver migliorato anche il mio record personale la rende ancora più speciale’.
Tanti i volti noti alla partenza dalla Fiera di Rho-Pero, sia nella maratona che soprattutto nelle staffette, in gran parte nate per contribuire alle attività benefiche delle innumerevoli charity che hanno aderito all’iniziativa.
L’abbraccio più caloroso di Milano è stato senza dubbio quello per Alex Zanardi, al termine vincitore nella gara riservata alle hand bike. Ma anche per il trio Aldo, Giovanni e Giacomo, per gli ex- azzurri Panetta, Bordin, Cova e Mei, per il pallavolista Andrea Zorzi , per il cestista Pozzecco e per tutti gli altri personaggi del mondo dello sport, della politica e dello spettacolo che hanno voluto essere presenti alla maratona Milano ha riservato simpatia e calore come da tempo non si vedeva nella gara milanese.
Alla fine dei 7213 alla partenza 6267 hanno tagliato il traguardo:1824 nelle staffette; 13 nella handbike;939 nella mezza maratona e 3491 nella distanza più lunga.
L’ultimo atleta a tagliare il traguardo è stato Rosario Borzì, 32enne di Fano (Pesaro Urbino), in 5h53’07’. ‘Non ho avuto problemi di fiato, ma al 30° km ha iniziato a farmi malissimo un ginocchio e però ho voluto concludere – ha raccontato –

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Peluso

  • pino sestito violetta club

    SABBIA NELLE TASCHE.
    Milano ha accolto la maratona come al solito:sabbia nelle tasche. Non prendetevi in giro.
    Il Dott. Rosa ha disegnato una gara piatta, velocissima ma senza fascino, tra i campi della periferia per i primi 20 km. Giusto per non scocciare i milanesi. Nella 2° parte è stata la maratona che volevo correre: piatta e in citta’.
    A parte il fatto che non ci siamo potuti riscaldare, chiusi nella gabbia di 40 metri, trenta minuti prima della partenza, tutto, secondo me, è stato organizzato bene.
    Un appunto: visto il pacco gara, mi sono sentito anch’io sabbia nelle tasche degli organizzatori.

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