Cronaca slide — 04 luglio 2013
veneziaCon la pioggia è cominciato quest’anno il tour della Brooks Run 5.30 a Milano e con la pioggia battente si è chiusa a Venezia la quinta tappa di questa corsa mattutina che ormai da tre anni fa correre all’alba gli italiani. Fra le tante diverse corse non-competitive che sono spuntate come funghi negli ultimi anni, la Brooks 5.30 rimane l’unica di origine italiana e che sicuramente meriterebbe l’esportazione all’estero.
 
L’obiettivo per i prossimi anni di Sergio Bezzanti e Sabrina Severi, gli organizzatori,  è rendere la corsa ancora più eco-sostenibile. Correndo la Brooks 5.30 non vedrete neanche le transenne, gli unici segni per strada che indicano il percorso spariscono poco dopo l’arrivo degli ultimi podisti. L’unico impatto che questa corsa ha sulle città in cui viene organizzata è che ci sono sempre più persone che vogliono partecipare.
 
Cinque città, più di 8 mila partecipanti, tanta frutta fresca e centinaia di foto testimoniano che non solo si può correre alle 5.30 del mattino, ma anche che si corre con un grande sorriso sul viso. Se vi sembra una pazza idea creare un evento del genere, cosa ne dite allora del fatto che ci sono persone che sono arrivate a Venezia addirittura dalle altre città? Persone simili ho trovato facendo la fila per ritirare la maglietta, e anche la mattina della gara  ho visto un gruppo di Podisti da Marte che sono partiti dopo mezzanotte in pullman da Milano, per arrivare a Venezia all’alba.
 
 
La magia della Brooks 5.30 ha funzionato ancora una volta: l’ora e fatica sembrano irrelevanti, quando vedi Venezia correndo. E poi che Venezia! Il ponte di Rialto vuoto, piazza San Marco senza turisti e piccioni, e tu che superi tre ponti all’ora. L’aria è riempita da battute, risate e dalle indicazioni ad alta voce di chi conosce il percorso. Perché a Venezia ci si può sempre perdere, e questa possibilità vista con gli occhi di quelli che corrono la 5.30 è considerata una fortuna!
 
di Hanna Gierzynska-Zalewska ( actionmagazine.it)
 

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