Cronaca — 21 agosto 2011

Da Roccagloriosa (per puntare su S. Giovanni a Piro) a Roccadaspide per l’ultima tappa. Al giro del Cilento continua il valzer delle rocche e dei paesaggi sospesi tra valli e sentieri. Dopo il santuario della Pietrasanta e la benedizione del suo parroco, il sipario cala all’ombra dell’austero castello edificato poco dopo il ‘200 per volere di Federico II.


Quella rocca fu ideata per la congiura di Capaccio e serviva per difendere l’intero territorio dell’allora Principato di Salerno. Pochi sanno che per l’ultima tappa, dopo aver lasciato il comune di Castel S. Lorenzo, famoso per le sue botti e più ancora per il suo pregiato contenuto (patria com’è di uve per palati finissimi), la Transmarathon attraversa per un tratto la statale di collegamento con i due centri, che fu tra le prime arterie del XIX secolo ad essere edificate su queste alture. Sostituì i sentieri polverosi e servì per l’espansione commerciale dell’ex feudo appartenuto tra gli altri alla potente e nobile famiglia dei Sanseverino.


E sarà una partenza ‘strada facendo’, perché lo start avverrà proprio sulla provinciale prima dell’abitato di Castel S. Lorenzo. Servirà l’ultimo colpo di pistola a staccare i gemelli siamesi che in testa si dilettano – si fa per dire – a distanziarsi di 80 centesimi di secondo? Strano, ma accade, qui.


Ancora una manciata di decimi di secondo tra Adim e Jouaher, gli amici marocchini in forza a squadre campane.


Lo erano dopo 33 chilometri e lo confermano dopo 46 chilometri. Eppure i cronometri di chi redige le classifiche (i bravi ragazzi della Bit e Byte di Agropoli) non possono che prenderne atto. Sul traguardo di Roccadaspide dovranno decidersi; per Adim sarà sufficiente l’unico respiro che lo separa dal collega per vincere. Per Jouaher di respiri ne serviranno due per portare a San Giovanni a Teduccio, il quartiere napoletano dove risiede il suo club, il titolo di questa undicesima edizione del tour podistico cilentano. Stasera Marco Cascone al loro arrivo ci dirà chi sui 7 chilometri di percorso finale avrà fatto meglio.


Per le donne è stata più spiccia la bionda atleta polacca Drelicharz, tesserata per la Ginnastica Comense, la polisportiva di Como che vanta in campo cestistico il blasone più importante in Italia. A lei sono andate tutte le tappe fin qui disputate. Discreto il divario con la toscana di Prato, Zio, portabandiera di una agguerrita pattuglia di ragazze venute al sud dalla patria della seta, assieme ad altrettanti amici della Montemurlo. Anche il terzo gradino in rosa dovrebbe essere sicuro, per la marciatrice di Gorizia Bradaschia. E quest’anno al podio rosa si aggiungerà il biondo del colore dei capelli delle più forti.


Ultime ore dunque per gli atleti qui nel Cilento. In molti hanno le valigie pronte, ma altri rimarranno ancora per pochi giorni. Di sicuro da domani non ci saranno più i bus che ci hanno accompagnato in questo viaggio podistico, ma che ha strizzato un occhio pure al turismo.


 


 

Autore: Giovanni Mauriello

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