Cronaca — 19 novembre 2010

Mi sento in dovere di intervenire per uniformare le interpretazioni riportate dalle testate giornalistiche locali in merito alla Forlì Ravenna e alle squalifiche per ‘doping mentale’.
Come correttamente riportato esiste una regola (norma 144 del R.T.I punto b) che vieta l’uso in gara di registratori video o a cassetta, radio, cd, radio trasmittenti, telefoni mobili o espedienti simili. Come altrettanto correttamente riportato, i giudici avevano informato lo speaker che a sua volta aveva ripetutamente comunicato al microfono di non utilizzare i-pod o simili pena la squalifica. Detto ciò, anch’io mi schiero tra coloro che reputano la regola assurda ma non posso che prendere atto che è stato applicato il regolamento, in maniera arbitraria e intransigente, probabilmente senza remore all’utilizzo dell’auspicato buon senso, ma di regolamento si tratta.
Inoltre, molto discutibile è la disparità di comportamento da parte dei Giudici nell’applicazione del regolamento tra le diverse gare sia in ambito locale che nazionale ed internazionale, pertanto a tal proposito si potrebbe invocare l’uniformità di giudizio.
Francamente penso che il Gruppo Giudici Gare della Federazione avrebbe dovuto e potuto evitare di attirare su di se l’attenzione e le ire degli atleti e dei media.
Ho già presentato nelle appropriate sedi e nei modi più adeguati, le mie rimostranze, ma non verrà fatto ricorso, come inopportunamente riportato da qualche giornale, in quanto non ci sono i presupposti. Per correttezza di informazione, tengo a sottolineare che la titolarità dell’evento in ambito federale è di  Maratona di Ravenna A.S.D. che se ne è fatta carico per mantenere l’Internazionalità dell’evento Ravennate, a garanzia di quell’elevato standard organizzativo costruito nel tempo in collaborazione con il Comitato Società Podistiche Ravennati e riconosciuto dalla Federazione con l’assegnazione, negli anni passati di diversi Campionati Nazionali in più categorie e distanze. Inoltre, come altrettanto erroneamente indicato, la Forlì Ravenna non ha ereditato ne la data ne tantomeno il titolo della Maratona di Ravenna ma semplicemente ha goduto di un ‘ prestito’ in attesa di definire con le parti interessate (Comuni, Trail Romagna, Comitato Società Podistiche, Responsabili di Calendari Podistici e non ultima la Federazione) il calendario 2011.
Per concludere, tanto tam tam mediatico, riportato anche dai media nazionali, penso sia più incisivo e doloroso ( per il Gruppo Giudici Gara) di un ricorso ufficiale in quanto non può che aprire un dibattito a livello nazionale sull’applicazione di regole internazionali discutibili e decisamente impopolari.
Il Gruppo Giudici Gara penso debba fare autocritica e qualche loro componente mantenere un comportamento più trasparente e costruttivo.
 E comunque tutto questo non sarebbe successo se le regole fossero state applicate con uniformità e continuità da quel lontano novembre di tre anni fa quando, dagli States e precisamente dalla New York City Marathon (guarda caso!!!) non fosse stata inserita la norma 144 punto b, che, fino ad oggi, con tanto buon senso, era stata volutamente ignorata!


 


 


Responsabile Organizzativo di Campionati Italiani Assoluti, Cadetti e Master per la FIDAL
Vice Presidente Maratona di Ravenna A.S.D.
Vincitore Maratona Internazionale di Montreal e vincitore del Cross Internazionale ‘5 Mulini’
Running Promoter e Consulente Tecnico di Reebok
.insomma nell’atletica a più titoli dal 1975!          


 

Autore: Stefano Righini

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