Maratone e altro slide — 23 aprile 2013

London: vince Tsegaye Kebede dopo un drammatico finale

image1La maratona di Londra conclude il ciclo primaverile delle maratone di altissimo livello, anche se numerose altre prove che seguono prossimamente possono ancora dire la loro.
Partenze scaglionate, come prescrive la positiva tradizione inaugurata proprio da Londra, ma clamoroso errore di calcolo degli organizzatori, che hanno fatto partire i cicloni dopo le donne. Dato che le biciclette sono molto piè veloci delle atlete a piedi, il ricongiungimento è avvenuto circa a metà gara, e la sfortuna ha voluto che il gruppetto degli ingombranti cicloni piombasse sul gruppo delle prime ragazze proprio in corrispondenza della strettoia di un rifornimento. Impatto inevitabile, e gran brutta figura dell’organizzazione.
Purtroppo le spese le ha fatte la favorita, l’etiope, Tirfi Gelana, che è stata investita in pieno e sbattuta a terra. Si è rialzata, ha rimontato rientrando nel gruppetto di testa, ma poi ha pagato lo sforzo, cedendo al primo attacco, ma riuscendo ugualmente a raggiungere il traguardo con ammirevole caparbietà.
Nel finale il gruppetto si riduce prima e tre, poi a due contendenti, ed infine la keniana Prisca Jeptoo è riuscita ad avvantaggiarsi, nonostante che il suo gesto atletico non sia uno dei più “belli”. Tempo finale: 2:20.15, che per ora è il migliore al mondo nell’anno corrente.
Edna Kiplagat ha retto all’allungo della connazionale finchè ha potuto, e poi ha difeso il secondo posto, riuscendo a conquistarlo dopo 2:21.32 di corsa. Al terzo posto è quindi arrivata la giapponese Yukiko Akaba, che aveva mollato la testa della corsa ben prima del 30simo chilometro, ma che poi è risalita, raccogliendo cadaveri lungo la strada. 2:24.43 il suo tempo.
Finale a sorpresa nella gara maschile, ma andiamo con ordine.
In partenza il gruppone di testa imposta un ritmo impossibile, con una proiezione finale addirittura inferiore alle due ore! Prima o poi ci arriveremo, ma per adesso sembra un attimino troppo presto!
Proiezione sotto il Primato Mondiale per tutta la prima metà di corsa (mezza passata in 1:01.34) e poi calo progressivo dell’andatura, ma netto, visibile anche ad occhio nudo.
Se ne va il keniano Emmanuel Mutai ma esaurisce la benzina prima del tempo e viene risucchiato dall’etiope Tsegaye Kebede, che distribuisce meglio le sue energie. Al momento del sorpasso la differenza di velocità fra i due era veramente notevole!
Seguono Emmanuel Mutai. appunto, in 2:06.33, Ayele Abshero (2:06.57), Wilson Kipsang (2:07.47) ed il campione olimpico, l’ugandese Stephen Kiprotich (2:08.05) che ha atteso troppo per compiere il suo sforzo finale.
I migliori europei sono stati lo spagnolo di origini marocchine Ayad Lamdassem (10^ in 2:09.28) e Alevtina Biktimirova (8^ in 2:30.02)

Hamburg

image2Un’altra maratona importante di questo week-end è stata quella di Amburgo seconda città della Germania. E’ una gara che supera i diecimila arrivati (11.441) e che ha fornito spesso risultati molto interessanti.
E così è stato anche quest’anno, con un tempo maschile addirittura migliore di quello di Londra!
Ha vinto nettamente il keniano Eliud Kipchoge, ad ulteriore dimostrazione che i grandi tempi si fanno quando non ci sono tensioni agonistiche in gara e quando le lepri ti portano in carrozza il più vicino possibile al traguardo.
Il crono finale è stato 2:05.30, seguito da Limeneh Getachew (2:07.35) e Larence Kimaiyo (2:10.27).
Le prime donne sono state la lettone Diana Lobacevske, che ha vinto in 2:29.17 seguita dalla svizzera Maja Neuenschwader (2:30.50) e da Priscilla Lorchima (2:31.23)
Salutiamo con gioia soprattutto la prestazione dell’atleta elvetica, nel ricordo della deliziosa Rochat-Moser, tragicamente scomparsa qualche anno fa in un incidente in montagna.

Nagano
Buona maratona orientale nell’isola giapponese settentrionale di Hokkaido, che viene corsa anche per celebrare il ricordo delle Olimpiadi invernali, che si disputarono appunto nella città giapponese ai tempi di Alberto Tomba.
Nonostante che il clima stia già scivolando verso il caldo-umido tipico di quelle zone del pianeta in primavera-estate.
Lo stakanovista Yuki Kawauchi ha trionfato senza difficoltà, correndo stavolta con qualche cautela in più, ed accontentandosi di vincere in 2:14.37 davanti al russo Alexeja Sokolov (2:15.31) e Hirakatsu Kurosaki (2:17.28)
Le prime donne sono state la russa Nataliya Puchkova (2:30.40) seguita da Beatrice Jepkorir (2:36.51) e da Seika Iwamura (2:41.19)

Enschede e altro

La maratona olandese di Enschede è una gara piccola, ma tradizionalmente molto veloce. Gli organizzatori, quest’anno, hanno fatto la scelta di investire tutto nel settore maschile, e così è in questa gara che si registrano i risultati milgiori.
Bella vittoria, dunque, per Isaac Kosgei (2:09.17) davanti a Josphat Kiprono (2:09.34), Patrick Cheruiyot (2:09.48) e Julius Korir (2:10.36)
Anche la maratona di Linz, in Austria, si colloca fra quelle di secondas schiera, che fanno registrare spesso risultati più che dignitosi. Qui ha vinto Robert Kipkorir Kwambai (2:09.21) seguito da Evans Cheruiyot (2:09.57) e da Fikre Assefa Robi (2:10.23). La prima donna è stata  la moldava Natalia Cerches (2:33.53) su Jane Rotich (2:38.57).
Stesso discorso per la maratona greca di Thessaloniki (Salonicco), seconda città del Paese, e seconda maratona per partecipazione e qualità. La prima donna è la greca Magdalini Gazea (2:41.26) mentre la corsa al maschile è stata vinta da Geto Metaferia Teklu in 2:19.29
Infine a Beograd, capitale della sempre più piccola Serbia, si è corso nel nome della nostra Banca Intesa, dove hanno vinto il keniano Edwin Kiplagat Kiptum in 2:19.34 e l’anziana ma sempre valida locale Olivera Jevtic (2:36.12)
Ma la più rilevante di questo gruppo di maratone è stata quella che si è corsa a Warszawa, capitale della Polonia, che ha collezionato quasi 4000 arrivati.
Ha vinto l’etiope Sisay Lemma Kasaye in 2:09.02 davanti a Elias Kemboi, che nel 2012 aveva vinto a Carpi, qui sul traguardo in 2:09.49. Terzo l’eterno marocchino Jaouad Gharib (2:10.11).
Il primo europeo è stato l’ukraino Dmytro Baranowskyy, settimo in 2:12.46 seguito da Arkadiusz Gardzielewski in 2:13.43
Fra le ragazze la migliore è stata la keniana Milka Jerotich in 2:28.23 molto avanti a Maryna Damatsevich, Bielorussia, in 2:33.00 e da Olga Ochal, polacca, in 2:34.25
Leggendo queste note il lettore potrebbe formarsi la convinzione che correre una maratona in meno di 2:10 sia cosa semplice, se non addirittura banale. Così non è, come dimostra anche il fatto che i  non africani che ci riescono sono pochissimi. Il fatto è che Kenya ed Etiopia producono non solo corridori molto forti, ma ne producono tanti, così tanti al punto che leggere tempi e nomi è diventato quasi noioso, e la prestazione ne risulta quasi banalizzata, mentre invece è e rimane molto notevole.

Padova e Messina

image3In Italia domenica scorsa erano in programma un paio di maratone di livello inferiore, nonostante la buona tradizione che accompagna quella di Padova, dedicata a Sant’Antonio.
A Messina la gara si è fatta nonostante lo scarso numero di partecipanti. Ma l’atmosfera, dicono le cronache, era piacevolmente familiare e la festa è stata comunque bella e partecipata. Onore ai vincitori Giovanni Soffietto (2:37.43) e Ingrid Kastner in 3:51.11
A Padova, invece, erano presenti alcuni forti atleti internazionali, così che la gara ha sfornato un risultato interessante, specie per la vittoria del brasiliano Roberto Paulo de Paula (2:13.00) davanti a Paul Kibet Kosgei (2:14.36) e ai due bravi italiani Domenico Ricatti (2:15.16) e Giovanni Gualdi (2:15.32). Niente di straordinario, è vero, ma un buon segnale, questo si.
La marocchina Hanane Janat ha trionfato al femminile sul traguardo padovano, dopo 2:36.18 di corsa, davanti all’ukraina Tetyana Vernygor (2:36.36) ed a Aynalem Woldemichael (2:39.27)

 

 Le maratone del periodo nel mondo

Autore Franco Anichini

 

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