Cronaca — 11 novembre 2007

Vedette della nona Maratona Ravenna Città d’Arte sono stati prima della partenza Daniele Caimmi e Denis Curzi, assaliti dall’affetto dei 2078 concorrenti accorsi complessivamente al Pala De Andrè. In gara hanno viaggiato sempre in testa, ma come previsto però hanno staccato la spina al 30° km, quand’erano ancora in lizza per una piazza importante. Ma così avevano deciso per non sprecare energie in vista della Maratona di Firenze, che li vedrà protagonisti fra 15 giorni, con la speranza di conquistare ancora le due maglie azzurre disponibili. Alla partenza un gruppetto di 10 atleti si sono lanciati subito in fuga, ma la prima svolta si è verificata nel nuovo attraversamento del Parco di Teodorico (5° km), dove Caimmi ha accelerato, portandosi dietro solo il keniano Salomon Rotich, che poi si aggiudicherà la Half Marathon in 1.06’54’, davanti ai romagnoli Rossano Altini (1.11’02’), Roberto Giorgetti (1.12’56’), Marco Zanini (1.13’01’) e Giuseppe Gorini (1.13’58’). Nella prova femminile sui 21 km podio tutto romagnolo con la ravennate Monica Orselli, che chiudendo in 1.28’39’, ha preceduto Samantha Graffiedi di 2’51’ ed Emanuela Berardi di 3’52’. La maratona invece sino al bivio del km 20,300 non subiva scossoni, con Caimmi che veniva raggiunto dagli altri due keniani Kirwa Choge e Rugut Kipngetich verso metà gara (1.06’24’), poco staccati Ngeny Cheruiyot, Curzi e Said Boudalia (che si ritirerà al 35° km), mentre Massimo Leonardi viaggiava con 2’30’ di svantaggio, tutto solo. Il clima perfetto invitava i top runners a forzare il ritmo, così anche dopo il passaggio da Punta Marina (25°) tutto era ancora da scrivere, ma l’uscita di scena dei 2 azzurri a Marina di Ravenna, lasciava il pallino in mano delle gazzelle africane. Un sussulto porta il 23enne esordiente Rugut ad affiancare il più navigato Choge, dal 34° km, ed i due continuano nell’azione seguiti a vista da Ngeny, fino all’ultimo mille dove Choge allunga intestandosi così un’altra 42 km dopo quella di Jesolo, in 2.14’05’, seguito a 32′ da Rugut ed 1′ da Ngeny, tutti sotto il precedente primato. La prova solitaria di Leonardi si concludeva dopo 2.20’57’, al di sotto delle aspettative, ed alle sue spalle finivano Franco Plesnikar (2.29’46’) ed i primi due romagnoli, Alan Severi (2.36’37’) ed Andrea Bernabei (2.37’01’). Al di sopra delle aspettative anche le prove di Andrea Di Giorgio (2.47’44’) e Mauro Crimaldi (2.49’42’), il quale insieme a Paola Fuschini si è intestato il Memorial Guidazzi, come migliori del comune ospitante. A proposito di donne, le lombarde hanno fatto incetta di medaglie, monopolizzando le prime 4 posizioni, con riscontri sotto le 3 ore. Al di sopra delle righe la prova della varesina Francesca Marin, al sesto tentativo sulla distanza, che è riuscita a portare il personale sino a 2.51’53’, con una condotta spregiudicata (1.24′ alla mezza), pagando un po’ nel finale, ma concludendo 21^ assoluta. All’inseguimento è sempre stata Loretta Giarda, che è riuscita a mantenere l’argento, in 2.56’16’, mentre una grande rimonta nel finale ha regalato il bronzo a Giuseppina Mattone (2.58’47’), ai danni dell’azzurra Lorena Di Vito per soli 5′. Migliore delle romagnole, dodicesima, Aurora Placci, con un discreto 3.23’30’, davanti a Mariangela Bacchini e Maria Luisa Costetti. Fra 21 km e 42 km hanno tagliato il traguardo in 736 agonisti dei 900 iscritti. Mischiati fra gli atleti provenienti da 17 Nazioni (4 Continenti), fra i quali il disabile (25 in gara) singaporegno William Tan Kian Meng, che ha terminato al sua seconda di 7 42 km in giro per il Mondo, c’erano i Consiglieri Comunali, per la consueta staffetta benefica e nella maratonina una staffetta di una trentina di ragazzi della Scuola Media ‘Guido Novello’, mentre 120 erano gli under 15 del ‘G.P. Promesse’,

Autore: Danny Frisoni

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