TuttoCampania — 07 novembre 2011

di Marco Cascone

Lo avevo scritto un mese fa, in occasione del primo articolo di presentazione della 7^ edizione della “Maratonina della Mela Annurca”: “sarà una gara che donerà emozioni senza fine, soprattutto nell’approccio e nell’attraversamento del Ponte Vanvitelliano”. Oggi, a ragion veduta, vi invidio tutti, invidio tutti voi che avete avuto la fortuna di correre sui 500 metri del ponte, patrimonio mondiale dell’umanità. Vi invidio perché già il solo guardarlo da lontano dona brividi, poi sentire i commenti nel dopo gara, le emozioni di tutti, vissute in modo esaltante grazie anche alla colonna sonora che è stata magistralmente predisposta per l’occasione, mi ha ancor più confermato che chi ha gareggiato potrà dire di aver vissuto qualcosa di raro, unico: correre nella storia e nell’arte, nell’emozione pura del bello e delle origini della nostra nazione (alla base del maestoso Ponte c’è infatti l’ossario dei caduti Garibaldini della Battaglia del Volturno, del 1860). Ma la Maratonina della Mela Annurca, la gara stupendamente organizzata da Alessandro de Lucia (a capo di uno staff di collaboratori invidiabile) la Maratonina dicevo non è stata solo Il Ponte. Bellissimi infatti anche i 4 km che al ponte facevano da preludio, capaci nella loro bellezza di cancellare anche la durezza della salita (1,2 km) che gli atleti hanno dovuto sopportare proprio per raggiungere la parte alta del tracciato, dopo aver attraversato strade del comune di Sant’Agata dei Goti.

Chi ha saputo gestire la salita ha poi potuto esprimersi al meglio, grazie ad un tracciato molto veloce. Le condizioni climatiche poi hanno dato una grossa mano, ad organizzazione e atleti. Temperatura quasi primaverile, umidità che è restata nei limiti della compatibilità con il correre. 12 km, 1009 atleti all’arrivo: una scia di colori e di emozioni che si sono susseguite in zona traguardo.

Alla fine le qualità di Samir Jouaher (Il Laghetto) hanno fatto la differenza in campo maschile.

Samir e Adim Ismaill hanno fatto selezione già in salita, con Angelo Iannelli e Hamid Kadiri alle loro spalle. Angelo ha atteso un po’ troppo prima della salita, lasciando andare il duo magrebino. In salita le posizioni sono rimaste inalterate, con Samir sornione in attesa del 10° km. A 5/6 di gara infatti accelerazione di Joauher, con Adim (Fiamme Argento) che si è poi dovuto guardare le spalle dal tentativo di rientro di Angelo Iannelli, capace nel finale di riprendere kadiri. Vittoria quindi per Samir Jaouher con 38’16”, a 9” Adim Ismail e terzo gradino del podio (primo italiano all’arrivo) Angelo Iannelli (Fiamme Azzurre). Hadim kadiri è giunto 4° (39’04”), con l’ottimo Giuseppe Soprano quinto, a 36” da chi lo ha preceduto.

La gara donne è stata tirata fino agli ultimi metri. Confronto metro dopo metro per Annamaria Vanacore e Alessandra Insogna, con Loredana Vento che non è stata di certo a guardare. Alla fine le ottime capacità interpretative della gara di Annamaria (Atl. Scafati) hanno avuto la meglio, con un 48’06” finale. A 13” Alessandra Insogna (Amici del Podismo Maddaloni), con Loredana Vento (Poligolfo Formia) a 15” da Alessandra. Gran bella gara di Cathy Barbati (Baiano Runners) capace di un 48’38” che ha impensierito non poco le avversarie. Quinta al traguardo Alba Vitale, atleta del Montemiletto Team Runners.

La classifica a squadre è stata vinta dalla Podistica Il Laghetto con 22442 punti. Road Runners Maddaloni e Marathon Club Frattese sul podio.

La Mela Annurca ha fatto gli onori di casa a Valle, e non poteva essere altrimenti. Il Ponte Vanvitelliano è stato il maestoso elemento scenografico che ha esaltato ed emozionato la gara di ognuno. La Podistica Valle ha saputo miscelare i migliori ingredienti per rendere tutto questo ancor più esaltante. La Regia di Alessandro De Lucia poi, è stata di quelle che lasciano il segno.

 

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Peluso

  • marco russo

    Ci tenevo lasciare un post su questa gara che mi azzardavo a correre nonostante fosse un po’ “lontana”. Il tracciato è davvero unico nel suo genere. Buono il tratto iniziale per smaltire il “serpentone” e caratteristico il passaggio nelle stradine dei primi km per poi sbattere la fronte contro quello che non era un muro ma una salita da correre, anzi da scalare con tanto di cordata. Anche i motorini erano in difficoltà!!! Devo dire che nell’ultima parte, quella al 23% (!!!), mi ero pentito di essere arrivato sino a Valle di Maddaloni. Poi si percorrevano 4 km bellissimi, veloci, con poco vento (ah, ecco c’è da dire c’era anche tanto vento sul percorso, anche in salita e tantissimo nel finale) che quasi facevano dimenticare la supersalita e poi si iniziava la strada del ritorno e si spuntava sul ponte. Corro da tanti anni ma il passaggio sul ponte con l’inno di sottofondo è stato un momento gratificante come pochi. Un tracciato quindi tecnico, veloce e spettacolare ma la salita è davvero troppo dura. Organizzazione impeccabile ma suggerisco nel mio piccolo di migliorare la logistica (troppo lungo il tragitto dall’arrivo alla partenza per ritirare i premi e tornare alle auto), magari di chiudere ad 800 iscritti e di differenziare un po’ di + le pemiazioni (dal 6° al 100° stesso premio ma tanti minuti di differenza all’arrivo).

  • gds amatori caserta di caterino giuseppe

    sempre bello correre alla mela annurca perche ogni anno bisogna cimentarsi su di un percorso nuovo .ma chissa in italia cuanti ci invidiano un tracciato che ti permette di correre nella storia .complimenti allo staff. e al signor cascone

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