Cronaca slide — 10 giugno 2016

Erano in 6000 alla Run 5.30 più…fredda delle ultime edizioni.

Per il quinto anno è andata in scena a Bologna la corsa più mattiniera che esista, grazie al format ideato da Sergio Bezzanti e Sabrina Severi (Ginger SSD) e che a Bologna vede Uisp co-gestire l’evento.

Per la prima volta in Piazza Maggiore. Per la prima volta con un clima autunnale. Ma che non ha fermato seimila entusiasti runners ed avventori che hanno invaso il centro storico della città alle primissime luci dell’alba.

Se Fulvio Favaron taglia il traguardo per primo dopo 18 minuti ecco che man mano poi sfilano quelli che hanno davvero costituito il fiume blu 2016.

Partenza emozionante da via dell’Archiginnasio: a Bologna è boom di iscrizioni davvero per un format molto “leggero” e che non vuole impattare sulla città in modo negativo, limitando i disagi.

Arrivo da via Clavature che ha visto, dopo Favaron, tantissimi corridori e camminatori arrivare in Piazza Maggiore con sorrisi che esprimono il senso della manifestazione.

Non potevano mancare anche in questa edizione Gianni Bruzzi, Lorenzo Sassoli De Bianchi (Valsoia), Stefano Dall’Ara (Coop), Renato Villalta (Assicoop Bologna) e Roberto Malandrino che non hanno perso un’edizione. Affezionatissimi anche Roberto Diolaiti del Settore ambiente del Comune di Bologna, Marinella Maleti del Gabinetto del Sindaco, Alfeo Brognara (Regione Emilia Romagna) e Bruno Trebbi per citare anche il mondo dell’informazione.

C’erano anche Paolo Pandolfi e Gerardo Astorino a rappresentare l’Azienda Usl (Promozione della Salute). Il dottor Astorino aveva anche la doppia veste di Presidente del Comitato Podistico bolognese, accompagnato da Dario Cardace. Dopo la StraBologna (con cui esiste una partnership lunga un decennio) non è voluto mancare Michele Tana di Emil Banca. Gruppo numeroso quello dell’Aeroporto oltre all’immancabile team So.ge.se.

Marco Tarozzi, che ebbe l’idea di portare il format Run 5.30 a Bologna, dopo quattro edizioni dietro le quinte si concede il lusso di correre tornando ai fasti del passato (recente, si intende).

La tappa bolognese della Run 5.30 è davvero un successo, lo testimoniano i volti, i selfie, gli sguardi e l’entusiasmo crescente.

Ma se tutto procede per il verso giusto è anche grazie al lavoro del responsabile tecnico della manifestazione, Marcello Ciurlo, e al contributo prezioso dei ragazzi del Clan dell’Arco del gruppo scout San Lazzaro La Mura 2, che insieme ai volontari dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, sezione di Bologna “Chiarini” e della Lega Atletica Uisp hanno offerto volontariamente il loro servizio.

 

La “mission” di Run 5.30 (ricorda Sabrina Severi) è ormai nota: “Un importante messaggio sul movimento che favorisce il benessere. Una piccola grande corsa che promuove sane abitudini di vita attraverso il movimento, la cultura, l’arte, l’esperienza ed anche il cibo. Anche quest’anno al ristoro le ciliegie, perché la salute è promossa dal consumo quotidiano di 5 porzioni di frutta fresca e verdura al giorno!”

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Peluso

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