Cronaca — 24 aprile 2009

Mi chiamo Marco Ferriero e sono nato nel 1983 in una di quelle classiche famiglie meridionali umili , lavoratrici ma che non sapevano nemmeno lontanamente cosa fosse lo sport anzi che vedevano come perdi tempo chi lo praticasse. La mia prima partecipazione ad una manifestazione sportiva avvenne all’età di 9 anni ( nel 1992 anno delle olimpiadi di Barcellona) ricordo tutto perfettamente dai volti delle persone presenti all’emozione che mi prendeva allo stomaco. Ricordo la partenza, già da piccolo avevo una spiccata sensibilità nel dosare le energie cosi non mi feci influenzare dai bimbi che partirono a razzo e feci la mia gara in recupero, ripresi il bimbo che stava in testa negli ultimi metri e questo per non essere passato cercò di farmi uno sgambetto ma io volavo e arrivai primo al traguardo. Una felicità immensa,corsi subito ad abbracciare i conoscenti mentre i miei genitori da persone umili qual sono a differenza degli altri non manifestavano il loro orgoglio ma anzi cercavano di calmarmi. Ricordo che passai ore nell’attesa della premiazione a fissare la coppa che mi sarebbe stata attribuita, ma purtroppo quella coppa rimase solo un miraggio poiché fu consegnata al figlio di papà che aveva cercato di farmi lo sgambetto in gara e che si era messo a piangere per ore perché non aveva accettato la sconfitta. Non vi dico la sensazione di vuoto che provai nel vedere la premiazione e nel sopportare gli sfottò di quel bimbo viziato e dei suoi genitori. Passarono gli anni senza che avessi mai praticato un qualsiasi tipo di sport, mangiavo tanto e di conseguenza ero anche ingrassato tanto. In terza media un giorno la professoressa di educazione fisica ci fece fare una corsetta per selezionare i ragazzi che avrebbero partecipato alle gare di corsa campestre, non ricordo la posizione ma mi impegnai tanto per fare bella figura in modo tale da poter essere selezionato; alla fine della prova mi avvicinai alla professoressa curioso del responso ma la sua risposta fu ‘ TU SEI NEGATO PER LA CORSA’. Passarono altri anni fino ad arrivare nel 2000, precisamente ad agosto, mentre lavoravo con mio padre si avvicinarono due signori che stavano organizzando la stracittadina nel mio paese, Grottaminarda (AV),dandomi il volantino parlarono con mio padre e mi convinsero a partecipare. Mancavano pochi giorni e io non avevo mai corso 10 km, feci qualche allenamento e il 21 agosto mi presentai ai nastri di partenza, indossavo dei calzoncini bianchi da calcio e una canotta grigia mezza strappata mentre ai piedi calzavo delle scarpe da ginnastica inadeguate. Arrivai logicamente tra gli ultimi ma l’atmosfera mi piacque tanto lo stesso. La mia euforia fu notata da un signore che aveva partecipato anch’egli alla manifestazione che mi chiese ‘ ti piace correre’ ed io gli risposi subito di si, cosi incominciò ad allenarmi e a farmi partecipare alle prime gare. Qualche anno più tardi mi notò Pietro Carpenito che mi convinse ad entrare nel suo Team appena fondato. L’entrata nella Montemiletto Team Runners ha segnato la mia vita, fu un emozione fortissima quando mi diede il completino con il materiale tecnico. Sotto la giuda di Carpenito incominciai a ottenere tempi interessanti e a partecipare a manifestazioni di altissimo livello un po’ per tutta l’Italia, fin quando nel 2004 durante la roma-ostia non mi infortunai Rimasi fermo per 1 anno e mezzo ,stavo male senza la corsa e non vi dico che sofferenza nel vedere Baldini vincere le Olimpiadi e io a stare fermo senza poter sfogare il mio bisogno di correre,cosi il mio sballottolare da un medico ad un altro si interruppe quando conobbi Donato D’agostino, nazionale italiano e atleta del gruppo sportivo dei carabinieri nonché uno dei massaggiatori più bravi d’Italia. Mi rimise a posto e cosi per festeggiare decisi di fare una maratona, la più importante ossia quella di New York a 22 anni la conclusi in 3 ore e 4 minuti, ci ritornai anche l’anno successivo impiegandoci 2 ore e 50minuti. Ero contento stavo ritornando a discreti livelli quando una sera di marzo del 2007, a fine allenamento fui investito da un auto pirata, un bel volo, la corsa in ospedale e il referto che recitava 2 fratture al bacino senza mai essere riuscito a scoprire l’autore del regalo poiché se ne scappò lasciandomi per terra Non mi sono mai scoraggiato e non appena riuscì a reggermi in piedi con le stampelle incominciai a macinare km camminando. Ritornai subito ad allenarmi ma in seguito all’incidente il mio corpo perse un po’ di armonia e ciò fu la causa di numerosi infortuni. Non mi sono mai arreso avevo in testa un sogno ed era quello di vincere una maratona. Ci provai nel 2008, il 31 agosto ce n’era una a S. agata di puglia ma il giorno prima mi infortunai durante l’allenamento di scarico, la mia solita sfortuna si era ripresentata . Non sono un tipo che si arrende facilmente cosi ad inizio anno notai su podistidoc la locandina della manifestazione 6 ore dei templari, c’era scritto che era riservata solo per autentici ‘ guerrieri’ ed io contro la sfortuna anche se perdendo ho sempre lottato. Cosi il 18 aprile mi sono presentato a Banzi non so nemmeno io con quale pretesa ma ero convinto che sarebbe stato un week end indimenticabile. Le premesse cerano tutte, avvertivo una sensazione bellissima. Anche se non era visibile si respirava il mix che tramutava la semplice manifestazione podistica in un vero e proprio evento, sembrava che vi era una strana alchimia degna dei migliori stregoni del passato. Durante la gara mi sono ritrovato subito secondo, a metà percorso avevo un distacco di 5 minuti e 30 secondi, li ho recuperati e azzerati al 35 km, Mi sono ritrovato in testa ad una maratona, non ci potevo credere io l’eterno sfortunato a cui avevano sentenziato la negazione per la corsa. Ero il primo !!! Negli ultimi metri subito dopo la salita quando la voce dello speaker era più forte e gli applausi udibili mi sono venuti in mente sottoforma non di immagini ma di sensazioni tutti i ricordi che vi ho descritto ed ho cominciato ad urlare, ho corso gli ultimi 100m metri urlando come un pazzo ed ho continuato a farlo anche dopo l’arrivo avevo bisogno di sfogarmi A Banzi si è avverato un desiderio iniziato 9 anni fa. Tutto è stato come ho sempre sognato dalla gara alla premiazione. Sono contento perché ho dato spettacolo dimostrando che l’atletica è stupenda e che non è inferiore a nessun altro sport. Con questo pensiero cerco ogni giorno di aggregare quante più persone possibili cercando di mettere al bando le rivalità agonistiche esasperate. Anche se non conosco i nomi ringrazio tutte le persone, sia semplici atleti sia spettatori, cha a Banzi mi hanno incoraggiato. Ogniuno di voi mi ha trasmesso l’energia necessaria, GRAZIE A TUTTI !!!! Marco Ferriero

Autore: Marco Ferriero

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