Cronaca — 23 aprile 2009

E’ appena andata in archivio la 1^ edizione della ‘6 ORE DEI TEMPLARI’, manifestazione podistica di ultramaratona organizzata dalla Asd Genzano on The Road, in collaborazione con la proloco di Banzi ed il club ULTRALUCO di Luco dei Marsi. Gabriele Mazzoccoli, factotum dell’evento, avvalendosi del prezioso aiuto di un impagabile parco volontari, è riuscito a mobilitare un’intera zona della Lucania, creando un evento all’altezza delle migliori manifestazioni Europee. Chi scrive era presente, sia in qualità di atleta che di osservatore affezionato di questi eventi, dei quali non stima solo la veste prettamente agonistica, ma ricerca in primis il coinvolgimento emotivo scaturito proprio dalla messa in scena di una più vasta scenografia. Mi riferisco a tutto ciò che ruota attorno alla gara. Partendo dal ritrovo in piazza del giorno prima, per finire ai fuochi d’artificio che hanno saputo vincere perfino le ire di Giove pluvio. Nel mezzo tanta, tantissima qualità. Sotto tutti i profili. L’errore che a mio modesto avviso commettono alcuni organizzatori è proprio quello di non saper coinvolgere il mondo esterno, quello che non spasima per il podismo, quello che a volte sbuffa e contesta. I bambini, i genitori, gli anziani, i diversamente abili. In quest’ultimo caso vale spendere due parole in più. Gabriele ha messo in scena una corsa a loro dedicata, un evento nell’evento che ha elevato il già alto spessore di questa manifestazione, cucendole un vestito assai più virtuoso di qualunque competizione sportiva. Mi sono emozionato non tanto per il gesto atletico di questi ragazzi, che se non fosse per la nostra distrazione quotidiana non avrebbero alcun problema a compierlo senza particolari riflettori, bensì per il sorriso sulle labbra di chi li stava osservando. Ho avvertito un calore inusuale sulla pelle e senza cadere nel patetico vorrei riuscire a trasmettere una sensazione che finalmente scaturisce non dall’azione di corsa, o dalla fatica, o dal sudore. Ma dall’emozione del sentirsi coinvolto. Un piccolo senso d’appartenenza ad una giornata fuori dal comune. Ho visto persone anziane sedersi su di una vecchia seggiola di legno, fuori dalla porta di casa e battere le mani. In continuazione. Altra apparecchiare tavolini sulla strada con bottiglie di vino e bicchieri di vetro. Per chi correva. Perché una volta tanto la corsa unisce e lo fa sotto una luce che è semplice. Non brilla artificialmente come spesso accade nei contesti più indottrinati, più agonizzanti di assurdi riscatti personali. Una volta tanto la corsa è festa e si respira tutti la stessa aria e si beve tutti dallo stesso calice. Quello ti viene offerto da chi ti da la più antica lezione di vita, quella che ormai pare in via d’estinzione: l’ospitalità. Ho visto militari, assessori, studenti, baristi, contadini, stallieri, preti e ciechi (non avete letto male, ciechi) gioire per una intera giornata sotto la pioggia, al vento, sotto il sole. Ho letto negli occhi di tutti presenti una scintilla di felicità e un senso di condivisione spontanea, sincera, di questa felicità. Ho corso sei ore, ma mi sono distratto 2 giorni. Mi sono lasciato trasportare dal clima ‘Templare’ che fascia questa zona dell’alto Bradano, le cui origini risalgono al VII secolo. Dal benvenuto spontaneo di una popolazione fiera dei propri albori, come della semplicità delle proprie esistenze. Sobrie postille di vita, che vale la pena appuntarsi per non dimenticare che nella semplicità risiede il segreto della felicità. Poi sarebbe fin troppo facile elogiare chi ha saputo offrirti per pochi spiccioli 3 pasta party degni ciascuno di un cenone di fine anno (vino compreso), un pettorale ed un pacco gara di indiscutibile qualità e quantità. Un percorso di gare semplicemente affascinante (e non è facile crearlo in circuito !!) e una cerimonia di premiazione finale che ha coinvolto fino a mezzanotte centinaia di persone, coronando una festa lunga due giorni. Lascio a chi, come me ha bevuto da questo calice un sorso indimenticabile, il compito di trasmetterne l’effluvio. Solo una parola: grazie. Sul piano agonistico la gara ha vissuto un’alternaza di vicissitudini, condizionate anche dall’inclemenza del tempo e dall’aspezza del circuito, che ha visto prevalere, in campo maschile, l’atleta barese Domenico Battista con km 74,450. Seconda piazza per Andrea Accorsi con km 73,895, seguito dal grande Lucio Bazzana, autore di una splendida rimonta che lo ha portato a chiudere con km 70,927. In campo femminile vittoria per Monica Barchetti, anch’essa autrice di una caparbia rimonta che l’ha vista terminare la prova con km 64,211. Dietro di lei, Vita Passalacqua con km 63,841 e Giovanna Zappitelli con km 62,581. La classifica completa e un ampio servizio fotografico saranno disponibili nella giornata di domani.

Autore: Redazione Mondoultranet

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Peluso

  • eligio lomuscio disfida di barletta

    l’accoglienza che banzi ha riservato a tutti gli atleti è stata meravigliosa e calorosa .Come prima edizione tutto è andato per il verso giusto. Bravo all’amico Gabriele e a tutta l’organizzazione. arrivederci all’edizione 2010

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