Cronaca — 07 marzo 2010

RAVENNA. Ha rischiato di rovinare mesi di preparativi, Giove pluvio. Di acqua in effetti ne è caduta tutta la notte di sabato, ma l’indomani mattina, il grande giorno, ha rallentato l’intensità, lasciando spazio però ai 3 gradi ventosi. Questo non ha scoraggiato i quasi 3.000 concorrenti giunti pimpanti al Pala De Andrè, ma alcuni non si sono nemmeno azzardati a mettere il naso fuori. Sfiorato quota 500 invece nella sezione agonistica che prevedeva l’impegno sui classici km 21,097, dei quali un terzo sterrati. Come previsto si è sviluppato un duello Marocco-Kenya fin dai primi metri, con il solo Massimo Tocchio a tentare la sorpresa, ma le spinte erano troppo intese. Così ci si ritrova al 5° km (split di 15’38’) con un triumvirato solo soletto: i keniani Mathew Rugut e Julius Too che stringevano nella morsa il maghrebino di Lavezzola, Taoufique El Barhoumi. Stesso copione duemila metri dopo, quando il fondo da asfaltato si tramuta in sterrato, entrando nei viali della pineta che collega Punta Marina a Marina di Ravenna. Pozzanghere che sembrano laghi aumentano la fatica, ma rendono affascinate la tenzone, che vive un sussulto a metà tragitto col traguardo in memoria di Taccoli, Bellettini e Segurini. Il primo a tagliarlo è Rugut (33′) e si fantastica che possa involarsi come fu nel 2009, ma stavolta le forze latitano e qualche dolore intestinale dovuto al freddo gli consigliano di attendere altre soluzioni. Intanto dietro Tocchio raccoglie africani asfissiati e si porta a ridosso dal podio, ma con un minuto e mezzo di divario. In testa sono sempre i keniani a dettare il ritmo e nel tratto sulla Piallassa Piomboni, che porta al km 14, El Barhoumi sembra pagare lo sforzo, invece sta andando al traino per non sprecare energie. Gli ultimi 7 km di asfalto per ritornare alla base servono per stancare ulteriormente i due battistrada, che a 500 metri dalla fine si fanno infilare come birilli da un indemoniato El Barhoumi, che siglando 1.05’04’, fa sua un’altra maratonina romagnola, dopo Voltana, Fusignano ed Alfonsine. A 3′ finisce un inconsolabile Too, mentre Rugut ne colleziona 8. Ottimo quarto il ferrarese Tocchio in 1.08’23’, che precede Kandie di 66′, Haoul di 2’06’, poi giungono i bolognesi Cavalli (1.12’12’), Catozzi (1.12’32’) e Bernabei (1.13’24’), che chiude ex aequo con il primo ravennate Alan Severi. Nella graduatoria over 50 s’impone il piacentino Claudio Gelosini (1.14’57’), mentre fra gli over 60 un sempre tonico Loris Viroli (1.22’15’). Poco da dire sulla prova femminile dominata in lungo e in largo dalla 25enne keniana Emily Chepkorir (18’05’ al 5°, 36’50’ al 10° e 58’50’ al 16°) col tempo di 1.16’52’, ma se fosse stata a casa ora tutti gli onori della cronaca sarebbero per la romagnola Silvia Savorana, che con la solita prova da metronomo vola sul traguardo dopo 1.20’53’, con 1’26’ dall’altra outsider trentina Carla Verones. Ai piedi del podio ancora Romagna, grazie Gigliola Borghini (1.26’53’) e Samantha Graffiedi (1.29’46’), ma anche nelle graduatorie regionali master, con le stesse Savorana e Borghini, affiancate da Dotti, Lanzoni, Casadei, Mengolini e Monti. Gli uomini non sono stati da meno grazie a Cavalli, Severi, Valeri, Guidazzi, De Vita, Menghi e Sirotti, lasciando agli emiliani solo i titoli di Gelosini e Vanzi. Raccolte più di 100 paia di scarpe da spedire in Benin nel progetto ‘V. e P. for Africa’, presente la staffetta della Scuola Media Daminao-Novello e infine partenza con le note degli Inti Illimani per ricordare il terremoto che ha colpito il Cile.

Autore: Danny Frisoni

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