TuttoCampania — 21 gennaio 2009

Prima della gara di S. Antonio Abate qualche compagno mi chiedeva quale potesse essere il tempo limite  per entrare in premiazione (entro i 150).
Io ho ipotizzato con una certa sicurezza il 3′ 55” al km.
Mi sono meravigliato molto nel vedere che  3’50” – 3’51” al km sia stato il limite massimo.
Mi sono ricordato di un’analoga gara veloce del 2008 ” il Memorial Mastropietro”.
Con lo stesso ritmo  si  concluse appena sopra la 100° posizione, mentre una gara del 2007, la Notturna Stabiese, i 3’50” al km portavano addirittura intorno alla 90° posizione.
Una prima spontanea considerazione  porta a dire che i Campani  migliorano sempre di più, uno stand di qualità che forse non si riscontra in altre Regioni. Se si considera che 1 atleta su 6  chiude sotto i 3’50”, tutto ciò mi sembra un enorme miglioramento.
Dopo i commenti sulla gara di S. Antonio Abate, cavalcando l’idea di Carmine Passaro, a pensare male, quanti saranno i falsi 1 su 6?
E a pensare bene, quanto effettivo miglioramento di prestazione, in termini di qualità . resta?


Autore: Angelo Della Rocca

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Peluso

  • Nicola Severini, A.S.D. Erco Sport

    Forse perchè oggi il numero di atleti amatoriali è quintuplicato negli ultimi 5-6 anni e, quindi, si ragiona su numeri ben più alti. E poi, penso che con l’avvento di internet , un pò tutti sono più addentri alle tematiche di allenamenti e di tabelle, con inevitabili migliorie sui tempi di percorrenza. E pur vero, però, che negli anni ’80 – inizi ’90, un atleta che viaggiava a 3’20” al km non riusciva ad entrare tra i primi dieci della classifica, cosa che attualmente difficilmente si verifica. Senz’altro è migliorato il livello medio-alto degli atleti, ma di sicuro non gli atleti top.

  • Carmine Passaro Marathon Club Stabia

    Caro Angelo, mi ero ripromesso di non ritornare sull’argomento ma, il tuo articolo, mi ha gratificato, il fatto che non sono l’unico a pensare certe cose mi consola tanto dopo la delusione dei primi commenti all’articolo (addirittura si mettevain dubbio la paternitàdi quanto scritto).
    Il mio esternare certe cose non era per accusare nessuno ma, proprio per dare merito a chi con tanti sacrifici riesce a migliorare qualche secondo e non certamente minuti.
    Comunque, a ragionare sui numeri, si corre il rischio di darli VUOI VEDERE CHE OLTRE AI PREMI BECCANO PURE QUALCHE AMBO O TERNO.
    Un fraterno abbraccio e…………viva sempre la corsa……….almeno quella pulita.

  • la greca fiorentino

    la misurazione è sempre veritiera?

  • a. a. frattese r. spena

    ci sono sempre più atleti giovani che partecipano alle gare. bisognerebbe aumentare il numero dei premi almeno i primi 200

  • Roberto Marabini – Atletica Varese

    Sono quasi “straniero” ma per motivi personali da qualche tempo mi capita di gareggiare in Campania. Concordo con l’analisi di Nicola: quando venticinque anni fa correvo a 3’20” non arrivavo nei dieci nemmeno a casa mia (Varese), entre oggi vincerei quasi sempre. Proprio domenica a Sant’Antonio ho corso vicino ai 4’00” dopo tre anni di infortuni: contento e sopreso nel non riuscire a classificarmi fra i primi 200!
    Per mia esperienza, soltanto in Campania vedo un così grande numero di podisti correre sotto i 4′: anch’io credo sia frutto di migliori allenamenti e di integrazione alimentare corretta. Se poi qualcuno si bomba, sono fatti suoi: dieci secondi in meno al chilometro non valgono le troppe controindicazioni sanitarie di cui si parla sempre troppo poco.

  • carlo boccia Pozzuoli marathon

    Sullo stesso argomento ho già risposto all’altro articolo simile scritto da Carmine, qua voglio portare in due parole la mia esperienza:
    Corro dal 2001 e fino al 2007 correvo solo il sabato e la domenica gareggiavo, e chiudevo le gare poco sopra i 4,10..dal 2008 riesco quasi sempre a fare una o due sedute in più a settimana, e già da metà 2008 quasi tutte le gare le chiudo sotto i 4 a km….senza alcuno aiuto farmacologico.
    TRANNE LA CLUCOSSAMINA CHE SI TROVA IN UN FARMACO SPECIFICO CHE NON CITO perché,NON So SE SI può,e che per me è stato un toccasana per la mia coxartrosi all’anca destra,parlate con il Vostro medico.

  • marco favorito terni

    ciao a tutti. si è proprio vero c’è stato un ‘enorme numero di atleti che si è migliorato, questo è dato probabilmente dai migliori allenamenti e conseguente alimentazione, però questo vale per la fascia che va dai 4’10” fino ai 3’40” al km. mentre sono pochissimi che riescono a scendere sotto i 3’25”-3’30” poi addirittura li conti sulla mano chi corre sotto i 3’20”-3’15” mentre tolti gli atleti già affermati sono spariti i top runner atleti da 3’05”-2’50” ”tolti gli stranieri”.

  • Pino De Maio

    Saluti a tutti gli amici podisti, che ritengo persone molto particolari. Persone che riescono a vivere la vita nella sua più profonda essenza , creandosi sensazioni e stimoli fuori dallo sterile e noiso modo di lasciarsi scivolare la vita senza nessuna emozine. Detto questo, l’argomento affrontato è interessante ma va valutato nei suoi specifici aspetti, che sono molteplici e articolati. Innanzitutto quando si fa riferimento a delle esperienze personali bisognerebbe specificare anche l’età, è fondamentale per farsi un’idea più precisa sul miglioramento ottenuto, voglio dire quando si dice; io nel 2000 chiudevo a 4’10” e adesso chiudo a 4’00, tutto e relativo, innanzitutto dall’età che si ha, ovviamente anche gli allenamenti, la vita e la dieta che si conduce hanno una loro importanza. Migliorarsi nella nostra amata attività lo si puo ma tutto ripeto è prettamente subbordinato dall’età che si ha, è ovvio che le capacità di migliorare di chi inizia a 30 anni, sono diverse da chi iniza a 40 o 50.
    Personalmente ritengo che i conti precisi per quel che riguarda i tempi sulle distanze, si fanno solo ed esclusivamente in pista, se uno vuole accertarsi del proprio valore, basta vereficarlo in pista.
    Per quel che riguarda l’analisi fatta da Marco è verissima, proprio perchè sono tantissimi gli amatori di eta da i 40 e 50 che intraprendono l’attività mentre sempre di meno i giovanissimi che non sono disposti a fare grossi sacrifici in una attività agonistica che non offre molto o abbastanza. Per quello che riguarda infine l’argomento dell’aiutarsi con prodotti, questo annulla tutte le belle parole iniziali, non credo che ne valga la pena in tutti i sensi.

  • Angelo Della Rocca, Cava Picentini Costa d’Amalfi

    Diversi anni fa lessi un articolo molto interessante in cui si asseriva che le prestazioni degli atleti nella corsa sono potenzialmente incrementabili in quanto esistono tanti aspetti che possono essere migliorati. In particolare si asseriva che per i neofiti della corsa sono necessari 10 anni per poter vedere il vero picco atletico a condizione che ci si allenasse veramente (probabilmente si parlava di 100 e + km a settimana). Interessante l’esempio dei bambini Keniani, che avendo un’attività precoce (quante volte abbiamo sentito dei 7 km fatti di corsa per andare tutti i giorni a scuola e 7 km per il ritorno a casa) riuscivano ad emergere in ambito internazionale in giovane età, seguita da una parabola precocemente discendente rispetto alle altre nazioni .
    Le tante motivazioni che hanno i podisti Campani nelle sfide domenicali avranno portato ad un incremento di allenamenti qualitativi ma soprattutto di quantità. Questo può dare la spiegazione degli incrementi prestativi, ma è comunque un discorso che ha bisogno di un po’ di tempo.

  • carlo boccia Pozzuoli marathon

    Ciao Pino hai ragione dovevo mettere che da quest’anno sono M50, e che nel 2000 quando ho iniziato a correre pesavo 80 kg e ora ne peso 70 kg.
    I 10kg erano muscoli non grasso venivo da 20anni pesistica.
    Ti saluto con affetto e anche un po di giusta “rabbia” sportiva ti ho visto che mi hai superato nelle cascine con il tuo passo regolare a Firenze, quando invece io ti avevo superato al centro di firenze quando eravamo credo al 12/13 km.

  • raffaele colantuono

    pino sei grande in tutti i sensi ,fra 50 ntenni si danno lezioni di sport e vita………

  • Pino De Maio

    Caro Carlo complimenti sia per la forma che per i risultati, alla nostra età viaggiare sotto i 4′ è sempre un bel risultato, per quel che riguarda la maratona è la gara più bella ma anche quella più difficile, sicuramente la prossima andra meglio.
    Carissimo Raffaele ti ringrazio per i complimenti detti da te che sei un vero campione, fa molto piacere. Sono molto contento di aver ripreso a correre pensa che erano ben 34 anni che non correvo più. E non puoi immaginare come è bello rincontrare amici e conoscenti di allora quando correvo per la partenope. Scusate l’ora ma da poco ho finito di lavorare e solo adesso ho letto le voste, pensare che domani ho la gara a Nocera spero di incontrarvi. In Bocca al lupo

  • Gennaro Bilancio

    Le cause sono varie, sicuramente il numero dei runners è in continua ascesa, sicuramente l’alimentazione è migliorata, sicuramente è migliorato la cultura sul tipo di allenamento specifico, e per ultimo sicuramente qualcuno si aiuta col farmaco.
    Allora giusto per evitare che quel qualcuno si faccia male, gli organizzatori delle classiche gare amatoriali della Domenica dovrebbero inserire controlli antidoping a random !
    Saluti

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