Cronaca slide — 28 ottobre 2012

Venezia, 28 ottobre 2012 – Pioggia, vento e acqua alta non hanno fermato la 27° Venicemarathon che ha incoronato il keniano Philemon Kipchumba Kisang e l’etiope Emebt Etea Bedada, vincitori della gara rispettivamente con 2h17’00” e 2h38’11”. Grandissima impresa anche di Alessandro Zanardi che ha portato al traguardo il giovane Eric in 3h11’28” e grande caparbietà per i 5.931 arrivati.

A livello maschile, la gara si è sviluppata inizialmente su ritmi blandi, con il gruppo di testa che ha sofferto un po’ il forte vento contrario. Dopo un passaggio a metà di 1h08’19”, l’attacco decisivo è arrivato al 35° chilometro, quando Philemon Kipchumba Kisang ha allungato andando a vincere in solitaria con il tempo di 2h17’00” davanti al connazionale debuttante Titus Kwemoi Masai (2h18’21”) e all’altro keniano Elija Karanja (2h19’41”). Ottimo quarto posto, a un soffio dal podio, per l’azzurro Domenico Ricatti (2h19’43”), bravo a recuperare molte posizioni proprio sui ponti veneziani.

Tra le donne, la gara ha subito mostrato essere una questione tra etiopi: Emebt Etea Bedada ha corso fianco a fianco alla connazionale Fantu Eticha Jimma fino al 30° km, quando ha sferrato l’azione decisiva, che le ha fatto ben presto guadagnare un vantaggio notevole fino a vincere con il tempo di 2h38’11”. Dietro a lei, mentre Fantu Ethicha crollava, rinveniva la terza etiope Helima Hassen Beriso che guadagnava la seconda piazza 2h48’32. Terza chiudeva Fantu Eticha Jimma in 2h50’48”. Buon quarto posto per l’azzurra Monica Carlin con il tempo di 2h54’13”, mentre Martina Celi si è ritirata poco dopo metà gara.

La gara di handbike, vinta da Robert Kauffmann (GS Disabili Alto Adige) in 1h47’06”, davanti a Cristiano Picco (1h54’28”) e Gianni Garbin (1h56”08”), è stata ancora una volta arricchita dall’ennesima impresa dell’ex pilota di Formula 1 e bi-campione paralimpico Alessandro Zanardi che ha portato con sé Eric Fontanari, ragazzo trentino diciassettenne tetraplegico: “E’ stata un’avventura pazzesca! Attorno al 25° km mi è venuto qualche dubbio perché Eric ha iniziato a patire il freddo con degli spasmi muscolari e non riusciva più a tenere la sua handbike che piegava tutta a sinistra. A quel punto ho capito che era troppo rischioso arrivare in queste condizioni a Venezia per cui, memore dell’esperienza dello scorso anno con Francesco Canali, ho deciso di sganciare la ruota anteriore di Eric e agganciare il suo mezzo al mio con una corda trovata quasi per caso sul percorso. Siamo così ripartiti, quando sul Ponte della Libertà iniziava a scendere una pioggia battente e tirava un vento fortissimo. Ma il bello doveva ancora venire: qualche chilometro dopo, infatti, mi si rompeva la guaina del cambio e tutto ciò mi ha costretto ad utilizzare un rapporto durissimo e fare una fatica incredibile. Poi, miracolosamente, ho trovato un nastro e ho ‘steccato’ la guaina rotta attorno al freno. In questo modo sono riuscito a cambiare di nuovo e rendere quindi più facile la mia pedalata. Inoltre, ero troppo incitato da Eric che dietro di me urlava ‘vai trattore che ce la facciamo, arriviamo al traguardo!’. Iniziavano così i 13 ponti di Venezia, dove io facevo fatica a tenere l’handbike perché la ruota anteriore slittava, visto che tutto il peso era sbilanciato all’indietro. Avevamo il pubblico e i volontari ad aiutarci, e sapevamo che il traguardo era vicino e non potevamo mai mollare in quel momento. Dopo l’ultimo ponte mi sono fermato per attendere l’accompagnatore in bicicletta che avrebbe dovuto portarmi la ruota anteriore dell’handbike di Eric, perché volevo fosse lui a transitare per primo sul traguardo. Purtroppo, l’accompagnatore non è mai arrivato, forse fermato dagli addetti alla sicurezza, e così ho deciso di trainare Eric fino a 1 centimetro dall’arrivo, sono sceso dalla mia handbike e, come già fatto lo scorso anno con Francesco, ho fatto in modo che fosse il suo corpo a transitare per primo sotto la linea di arrivo. Adesso, con il senno di poi, dico che è stata durissima ma anche stavolta un’emozione incredibile: non potevo arrendermi, perché Eric ci ha creduto dal primo all’ultimo metro. Mi complimento anche con Fabio Marzocchi, l’altro ragazzo con noi in gara nel progetto Bimbingamba Sport che ci ha staccati al 25 km per portare a termine la sua gara con facilità”.

Grande soddisfazione in casa Venicemarathon perché i dati parlano chiaro e dimostrano ancora una volta la grandissima capacità organizzativa. Sono stati infatti solo 283 i ritirati. Questa mattina 6.214 erano i partenti e 5.931 gli arrivati. Le previsioni meteo avevano scoraggiato 965 atleti che non hanno ritirato il pettorale, mentre sono stati 631 gli atleti che, per vari motivi, hanno posticipato l’iscrizione direttamente all’anno prossimo, e 190 i chip resi prima della partenza. Gli iscritti alla 27esima Venicemarathon, infatti, erano 8.000.

Malgrado il maltempo – commenta il Presidente del Venicemarathon Club Piero Rosa Salvaanche questa edizione è stata memorabile per tanti motivi: per l’accesa sfida che si è combattuta tra i top runners, per l’ennesima impresa di Alessandro Zanardi che ha scaldato il cuore di tutti, per i 5.931 eroi che sono arrivati al traguardo in condizioni estreme e per gli oltre 2000 volontari che hanno dato l’anima. Di sicuro le previsioni di questa settimana hanno scoraggiato molti atleti e quindi il numero dei partenti è stato inferiore rispetto agli iscritti, ma trovo straordinario il numero degli atleti che hanno concluso la maratona… in 27 edizioni questa è una delle poche in cui abbiamo sfiorato i 6.000 arrivati”.

Curiosità
Tra gli arrivati, i più maturi giunti al traguardo sono stati Luciano Bevilacqua (MM75) in 5h47’05” e Raymonde Bizzot (MM70) tra le donne in 4h21’10”. I gruppi sportivi più numerosi sono stati il Venicemarathon Club con 64 iscritti, la Polisportiva Biancazzurra Pettinelli con 63, la Essetre Running con 61, il Brema Running Team con 56 iscritti e l’Atletica Vicentina Master con 52, prima tra le società non veneziane. Due, infine, i sacerdoti che hanno portato a termine la Venicemarathon: Don Marco Pozza in 2h47’32” e Don Danilo Miotto in 4h01’11”.
Numeri eccezionali anche lungo il percorso: 80.000 bottiglie di Acqua San Benedetto e 30.000 litri di Gatorade. Palmisano ha offerto 15.000 confezioni di biscotti, 8.000 barrette inserite nei pacchi gara, oltre a 20.000 pezzi di biscotteria tradizionale sfusa lungo il percorso. 20 quintali di mele e 20 quintali di arance sono state messe a disposizione anche quest’anno da Coldiretti, oltre a 35 quintali di banane. 2.000 è il numero di volontari impegnati a presidio di incroci, ristori e spugnaggi. Proprio le spugne utilizzate dagli atleti sono state 20.000, prontamente raccolte al termine della gara. Per garantire la sicurezza degli atleti sono stati inoltre utilizzati 40 km di nastro segnaletico e oltre 10 km di transenne per chiudere strade ed incroci. La salute degli atleti invece è stata garantita da 4 postazioni mediche fisse distribuite sul percorso, 2 centri di raccolta per gli atleti ritirati, 7 ambulanze, 2 automediche, 1 motomedica, 3 idroambulanze, 10 squadre di pronto intervento a piedi, 10 squadre di pronto intervento in bicicletta all’interno del Parco di San Giuliano e 3 postazioni fisse e 25 defribillatori lungo il percorso offerti da Philips. Complessivamente, saranno a sostegno del soccorso della gara 7 medici, 21 infermieri professionali, 40 soccorritori della Croce Verde ed un servizio di assistenza fisioterapica, gestito da Natura House – Leopard Sport, con 15 fisioterapisti.

Premiazioni Speciali
Il premio Trofeo Sprint del Gazzettino per il primo atleta del Triveneto al traguardo, consegnato dal redattore della testata Michele Fullin, è andato Said Boudalia dell’Atletica Biotekna Marcon.

Le dichiarazioni dei protagonisti

Philemon Kipchumba Kisang:“Nonostante il cattivo tempo è stata una gara bella ed avvincente. Dopo una prima parte di gara corsa al coperto, ho deciso di attaccare al 35° chilometro ed è andata bene. E’ una grande emozione vincere in una città come Venezia ed in una maratona così importante”.

Titus Kwemoi Masai: “Ieri avevo annunciato che avrei fatto un crono attorno alle 2h07’, ma purtroppo il tempo ha scombussolato i miei piani. Vuol dire che ci riproverò l’anno prossimo”.

Elija Karanja: E’ stata una gara molto difficile, soprattutto quando siamo arrivati sul Ponte della Libertà a causa della pioggia e del vento forte, ma mi ha aiutato molto il calore del pubblico”.

Domenico Ricatti: “Ho corso con il cuore e con le gambe per tutti i 42 chilometri, e per questo devo ringraziare il mio allenatore Piero Incalza che mi ha sempre dato le giuste indicazioni tecniche e motivazionali. Nonostante l’acqua e il vento è stata un’esperienza bellissima, grazie all’incitamento del pubblico lungo il percorso. Ho preso la medaglia di legno, ma visto che il Signore faceva il falegname, allora vuol dire che è un materiale molto prezioso! Ho già ricevuto l’invito per l’anno prossimo, sarò ben felice di tornare qui per migliorare il mio quarto posto e riprovare queste grandi emozioni”.

Classifiche
Gara Maschile
1. Kisang Philemon Kipchumba (KEN) 02:17:00
2. Masai Titus Kwemoi (KEN) 02:18:20
3. Karanja Elija (KEN) 02:19:41
4. Ricatti Domenico (ITA) 02:19:43
5. Awash Habtamu (ETH) 02:21:00
6. Korir Patrick Kiptanui (KEN) 02:24:58
7. Boudalia Said (ITA) 02:27:50
8. Rognoni Dario (ITA) 02:30:30
9. Simion Giancarlo (ITA) 02:30:46
10. Ndiwa Robert (KEN) 02:30:48

Gara Femminile
1. Bedada Emebt Etea (ETH) 02:38:09
2. Beriso Halima Hassen (ETH) 02:48:30
3. Jimma Fantu Eticha (ETH) 02:50:48
4. Carlin Monica (ITA) 02:54:13
5. Cunico Maurizia (ITA) 02:56:57
6. Gizzi Noemy (ITA) 03:01:06
7. Vecchiato Ambra (ITA) 03:01:14
8. Markley Pamela (USA) 03:01:33
9. Patuelli Francesca (ITA) 03:02:28
10. De Rose Rossella (ITA) 03:09:09

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Peluso

  • alfredo

    Io c’ero, tempo impervio!!! Pioggia, acqua alta e bora, una maratona very hard. L’organizzazione è stata carente nel trasporto dei mezzi pubblici per farci rientrare, ho impiegato 3,30 per tornare in albergo. Un gelo !!!

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