Cronaca — 20 aprile 2008

La sesta edizione della “24 ore del Delfino” , la “6 ore Bergamasca” e la nuova arrivata “12 ore per Irene” si sono chiuse con importanti risultati di assoluto livello non solo nazionale ma addirittura mondiale. Questi risultati ripagano il grande impegno dai Runners Bergamo per organizzare queste manifestazioni.


Ma andiamo con ordine.


La sei ore ha vissuto su un entusiasmante duello al femminile tra l’atleta portacaolori dei Runners Bergamo, Paola Sanna, e Monica Carlin, sua compagna di nazionale.


La sfida ha visto primeggiare la seconda che, con una gara accorta, ha saputo mantenere e difendere la prima posizione, conquistata nelle prime battute di gara, dal prepotente ritorno di Paola che giro su giro vedeva diminuire il suo distacco dalla testa della corsa.


L’impressionante ritmo di gara, che ha fatto sì che le due atlete si classificassero in seconda e terza posizione assoluta, le ha portate ha superare il record italiano detenuto da Monica Carlin,


rispettivamente con 80,705 e 80,312 km.


Di poco mancato il record nazionale per il vincitore della gara maschile, Marco Boffo. La sua prestazione di 89,633 km lo avvicinava prepotentemente al record italiano di 90 km detenuto da Mario Ardemagni.


La decisone dei Runners Bergamo di introdurre la 12 ore è stata una scelta valida.


Infatti le ore notturne si sono “ravvivate”. Ne ha tratto giovamento la spettacolarità della gara nel suo complesso, ma anche gli atleti impegnati nella 24 ore si sono sentiti meno soli e le prestazioni generali sono leggermente migliorate.


In questa gara si è imposto Marco Signorelli, beniamino dei RB, con 128,479 km. Alle sue spalle Osvaldo Beltramino (124,290). La gara femminile è stata vinta da Monica Barchetti con 105,585 km.


La 24 ore, gara principe della manifestazione, ha visto la vittoria scontata del forte atleta greco Yiannis Kouros. La sua prestazione di 261,054 km porta definitivamente, ammesso che ce ne fosse bisogno, la “24 ore del Delfino” tra le migliori gare al mondo anche dal lato tecnico.


Per dovere di cronaca si segnala che il percorso, validato ed omologata dai giudici FIDAL, è abbastanza tortuoso e impegnativo muscolarmente per cui le prestazioni ottenute hanno un maggior valore.


L’ultima segnalazione, ma forse la più importante, è il record ottenuto da Monica Casiraghi nella 24 ore: 226,130 km. L’atleta comasca è partita con l’intenzione dichiarata di voler tentare di battere il record, da lei stessa detenuto. Le prime proiezioni davano una maggiore distanza, ma come già ricordato, il tracciato, e soprattutto il caldo hanno impedito il raggiungimento di una prestazione maggiore. La gara di Monica assume un ulteriore valore se si considera che l’atleta è giunta seconda assoluta, battendo Gastone Barrichello (221,643 km).


Considerando cha la prova era valida per l’assegnazione del titolo italiano di specialità, ne consegue che la prestazione femminile è risulta migliore di quella maschile.   



 

Autore: Fausto Dellapiana

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