Cronaca — 07 ottobre 2007

Mattinata di sport e di ricordi nella Napoli Flegrea, i quartieri occidentali che delimitano il confine tra il capoluogo e Pozzuoli, nella memoria di un giovane che qui ha vissuto, prima di morire prematuramente.
La seconda edizione della mezzamaratona ‘Vito Ospite’ ha portato a correre centinaia di podisti tra Fuorigrotta, Soccavo e Pianura; un triangolo territoriale tra i più densi della città, dove numerosi sono i problemi di vivibilità e dove l’arteria più rappresentativa – via Epomeo – è seconda dopo via Chiaia, per numero di negozi, vendita ed affluenza; proprio qui ebbero  rinomanza il tufo ed il pregiato piperno, prima ancora che Soccavo perdesse il titolo di comune autonomo, nel periodo fascista, come la vicina Pianura.
E’ un dato, questo, che va rappresentato al pari dell’abnorme espansione edilizia, che dalla metà degli anni ’50 ha portato senza un piano regolatore ad una selvaggia costruzione di palazzi e parchi, lungo uno dei fianchi più franosi della collina dei Camaldoli.
Se per esaminare la fase sportiva della manifestazione si parte da queste osservazioni, si comprende la forte valenza che la scelta degli organizzatori ha saputo fornire all’intera municipalità, la nona, rappresentata alle premiazioni dal massimo esponente, il presidente del consiglio di questa zona con la fascia tricolore indossata.
Non deve essere stato facile per l’Associazione Napoli Flegrea, per la famiglia Ospite e per il team delle Stufe di Nerone – che ha curato la parte tecnica della kermesse con uno staff  di volontari coordinati da Silvio Scotto Pagliara, Fortunato Varriale, Bruno Migliaccio e dal responsabile sanitario Benny Scarpellino – rinnovare in questi quartieri  l’edizione d’esordio di dodici mesi fa. Prova ne è stata un traffico veicolare costante ed insistente, che ha accompagnato i corridori per trequarti del percorso. Se da un lato correre per le larghe strade di Soccavo è stato facile all’inizio per tutti, ‘salendo’ verso Pianura si è avuta l’altra faccia della medaglia e dove al precario stato viario, si sono aggiunte le automobili no-stop, che in pratica hanno ‘corso’ anch’esse fin giù Fuorigrotta e la Loggetta.
La mezzamaratona Napoli Flegrea è stata disegnata con un percorso tutto sommato scorrevole, dove gli strappi in salita da via Montagna Spaccata a Pianura sono stati largamente ricompensati dai 4 chilometri di discesa di via Cinzia, fino alla confluenza con lo stadio San Paolo, anche se poi c’è stato un altro chilometro ancora in pendenza in via Terracina, nella parte finale. Per il resto diversi chilometri in piano, con via Giustiniano (percorsa due volte) appena in declivio.
Partenza veloce dal vialone prospiciente piazza Giovanni XXIII, sotto l’arco dell’Esercito Italiano (che collabora da tempo in tante gare regionali con il mondo del podismo) e con molti allievi dell’Aeronautica militare pronti con i residenti dei tre quartieri per la stracittadina. L’incubo pioggia non c’è stato, ma lungo le vie di Pianura sono rimasti i segni del violento temporale della notte. I corridori effettuano un doppio giro di cinque chilometri per via Giustiniano, via Epomeo, viale Traiano e si dirigono lungo via Montagna Spaccata e Pianura. In testa Gianluca Ricci, con Gianluca Piermatteo, Enrico Signorelli e Nicola Guglielmo. Bella da subito la lotta tra le donne con Carmela Alfano e Carmela Febbraio appaiate per tanta strada; terza Valeria Gentile, che ha tenuto un gran ritmo per metà gara.
Lasciato il quartiere di Soccavo e prima della lunga discesa verso Fuorigrotta, per le strade di Pianura, Ricci ha cominciato ad accumulare qualche minuto sugli avversari, mentre la gara femminile era ancora incerta, ma solo per i primi due posti.
Alla fine, proprio lui, Gianluca Ricci (Montemiletto team runners), come da previsioni, l’ha spuntata facilmente, addirittura andando ad accelerare negli ultimi chilometri. Al traguardo si è presentato con 4′ di vantaggio su Gianluca Piermatteo (Bartolo Longo), chiudendo in 1h09’25’. Terzo posto per Enrico Signorelli (Amatori Vesuvio) in 1h13’34’.
La vittoria femminile è stata appannaggio di Carmela Febbraio (Terme Stufe di Nerone) con 1h34’33’, che continua con questa affermazione l’ottima ripresa dopo un lungo periodo di assenza dalle gare. Carmela Alfano (Antoniana Runners) ha tentato negli ultimi chilometri di avvicinarsi alla battistrada, ma è rimasta ad una trentina di secondi di distacco. Buon terzo posto per la giovane Valeria Gentile (Terme Stufe di Nerone) in 1h37’39’.
Il cerimoniale sul palco è stato lungo ed articolato (ma grazie ai chips i risultati sono arrivati subito); in tanti hanno ricevuto un riconoscimento, per via dei primi dieci posti premiati di ciascuna categoria – e di questo aspetto va dato atto agli organizzatori di aver interpretato nel giusto verso lo spirito amatoriale dell’evento (che già di per sé ha avuto una bassa tassa di iscrizione, per una 21 km.). Buono anche il riscontro per l’iniziativa di esibizioni di arti marziali in piazza Giovanni XXIII ed alla già citata stracittadina con i gruppi parrocchiali, le associazioni, le scuole e gli abitanti della zona, per le vie del quartiere di Soccavo: ‘Per vincere le ansie, le paure, la droga, la delinquenza’, come ha testimoniato Claudio Ospite, in memoria del fratello.
Prima della chiusura attestati di merito sono andati agli amministratori locali ed alla famiglia Ospite, anche grazie ai premi offerti da Regione e Provincia, oltre che dai numerosi sponsor. Soddisfacente il lavoro fornito dai giudici federali (era presente anche il presidente provinciale Fidal, Corrado Grasso), coordinati da Cristoforo Gostoli e da Giovanbattista Pelosi.
La speciale classifica per società infine è stata vinta dalla Napoli Nord Marathon sull’Amatori Vesuvio.

Autore: Giovanni Mauriello

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