Cronaca — 21 settembre 2009

I monti della Basilicata, nel procedere verso sud-est, si restringono addossandosi sempre di più e, tenendosi stretti nelle loro vallate i fiumi, lasciano la vicina Puglia piana e sitibonda. Al primo profumo di mare, il Bradano, il Basento, l’Agri, il Cavone ed il Sinni guizzano lasciandosi alle spalle le alture coronate da borghi antichi, le gravine, i cenobi ed i calanchi infuocati, raggiungono la pianura dominata dal verde intenso degli agrumeti, e vanno a buttarsi nel mare Ionio distribuendosi nei 30 km di costa lucana.


Non sono spiagge qualsiasi. Su questi arenili sbarcarono i Greci nel VII sec. a.c., dando origine ad una delle più grandi civiltà della storia del mondo. Qui ha insegnato a lungo Pitagora, matematico, astronomo, filosofo, pedagogo. Da queste parti sono passati Pirro, Annibale, Spartaco e Cicerone. Fra il Bradano ed il Basento i ritrovamenti archeologici sono numerosissimi, e le Tavole Palatine, 15 gigantesche colonne doriche che s’innalzano sulla pianura, sembrano dei guerrieri posti a guardia delle antiche vestigia.


Tra le foci di questi due fiumi, cioè nel ‘meglio’ delle riviera ionica lucana, Rocco Petrocelli ha ricavato il percorso della ‘Maratona di Filippide’, dalla originalissima e scontatissima denominazione.  Ha preso penna e riga, ed ha tracciato sulla cartina un rettangolo allungato parallelo al mare, i cui lati maggiori misuravano circa 5 km che, sommati ai pochi metri dei lati minori, raggiungevano, correndolo quattro volte, la famosa distanza dell’emerodromo greco.


Il circuito, metà sterrato e metà arenile, è stato tutt’altro che noioso, e può ben caratterizzare la gara come una ‘eco-mare-maratona’.  I chilometri corsi in riva al mare, favoriti dalla splendida giornata di sole mitigato dalla brezza, sono stati piacevolissimi. E’ vero che gli stinchi affondavano nella soffice sabbia, ma la fatica veniva alleviata dalla visione del mare azzurro, della spiaggia orlata di pineta e delle curvilinee fanciulle in bikini.


Seguiva il tratto sul veloce sterrato compatto, dove i muscoli delle gambe potevano eseguire il recupero, la pelle concedersi una pausa all’abbronzatura all’ombra degli alberi ed i polmoni respirare, dopo l’aria iodata, quella profumata e balsamica di pini ed eucalipti. Rilassante questo percorso nel bosco: con lo sguardo non sottoposto a distrazioni, l’animo gustava un’intensa quiete interiore.


Essenziale l’organizzazione, familiare il clima, bassa la quota d’iscrizione, ottimo il rapporto qualità-prezzo dell’albergo convenzionato. Concludendo, la maratona di Metaponto è un mix di mare, foresta, cultura ed ospitalità: cosa si vuole di più dalla vita!

Autore: Michele Rizzitelli

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Peluso

  • Mario Liccardi

    Quando c’è odor di grecità, Michele si scatena! Bell’articolo, spiritoso didattico e erudito, Bravo Michelino! E ora la Spartathlon! Penserò a te e Angela a ricalcare le gesta degli eroi greci mentre sarò a Oslo.
    good luck!

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