Cronaca — 14 settembre 2011


C’era tutta ‘la meglio gioventù’ podistica alla Maratona del Presidente, disputatasi domenica, 11 settembre, nel Parco Otello Buscherini di Forlì, per ricordare Sergio Tampieri, fondatore e presidente a vita del Club Supermaratoneti d’Italia. Se si fossero sommati tutti i chilometri del curriculum dei partecipanti, questo nostro piccolo pianeta  non li avrebbe contenuti, ci sarebbe stato bisogno di ricorrere alla distanza terra-luna-sole. Schierati sul nastro di partenza, si notava il decano, Beppe Togni, con 761 maratone, l’attuale Presidente, Gianfranco Gozzi (128), Vito Piero Ancora (564), Gianfranco Toschi (544), Michele Rizzitelli (484), Lorenzo Gemma (455), Wally Gerhard (423), nonché le tostissime Angela Gargano (512), Marina Mocellin (340), Silvana Tosolini (132), Adriana Zappalà (126), Nunzia Patruno (110) e Franca Costetti (108).


Fu deciso lo scorso anno: la Maratona del Presidente deve diventare l’appuntamento fisso dei Supermaratoneti, da tenersi a settembre. Per mantener fede a questo ‘voto’, 130 soci si sono riuniti nella città romagnola, ove aleggia lo spirito del Presidentissimo, per rendere omaggio prima di tutto all’uomo schivo e retto, poi al maratoneta. Dopo essersi dispersi, per un intero anno, per le strade delle maratone d’Italia e del mondo, i supermaratoneti sentono il bisogno di tornare a ‘La Mecca’, per riappropriarsi degli ideali del Club e rafforzarli. E’ un momento d’incontro, di racconto d’esperienze, di scambio di emozioni, di posa in opera di nuove iniziative. Insomma, questi faticatori della domenica, dopo aver dato lustro e prestigio alle gare degli altri, sentono la necessità di una maratona tutta propria da dedicare a sé stessi. Hanno giurato che quella del Presidente si farà per sempre: finchè morte non ci separi! ‘Fino a quando ci sarà un solo componente della nostra, grande famiglia, si farà‘, ha concluso un emozionato Lorenzo Gemma.


Per questa, chiamiamola così, rimpatriata, si sono scelti un percorso per niente facile, e non hanno fatto sconti alle articolazioni, ai muscoli e all’apparato cardiocircolatorio. E’ il risultato del loro corredo cromosomico esclusivamente maschile. Essi sono nati da un padre, che si tengono molto stretto, e non hanno una madre, per cui possono essere bersagliati da tutte le ironie, eccetto da quella di essere mammoni.


Nei circa 3 km di circuito sterrato da ripetere 14 volte, c’era di tutto: rettilinei, meandri, curve larghe, curve strette, dossi, sassi, erba. Quasi un ibrido di corsa campestre, cross, ecomaratona e trail. Che il termometro fosse più vicino ai 40° che ai 30° non è colpa dell’organizzazione, ma quella parte di percorso assolato, mentre tutt’intorno giganteggiavano platani, pini, lecci, olmi tigli e salici, è tutto dovuto ad un pizzico di sadismo pedagogico.


La parte centrale del parco era occupata da un laghetto. Un cigno bianco, circondato da poche papere, seguiva con il suo collo lunghissimo lo strano girovagare di quegli umani, e sembrava interrogarsi sul perché fossero andati a disturbare la sua quiete, in quell’afosa domenica di settembre.


Sul tracciato ben disegnato e presidiato, hanno tagliato per primi il traguardo: 1) Moroni Lorenzo 3:05:43, 2) Venturi Roberto 3:20:47, 3) Migliorucci Luca 3:26:11. Per prime: 1) Savini Juliet 3:43:19, 2) Costetti Franca 4:20:09, 3) Gargano Angela 4:59:02.


Qualcuno ha corso tutta la maratona, ma non ha tagliato il traguardo; qualche altro ha tagliato il traguardo, ma ha riferito che non se lo conteggerà. Costoro pensano che importante sia correre le gare, mentre conteggiarle sia esibizionismo che potrebbe invogliare ad andare oltre i propri limiti.


Io, invece, ho più fiducia nel buon senso e nell’intelligenza della stragrande maggioranza dei supermaratoneti, che danno il giusto valore ai numeri, in armonia con gli ideali del Presidente. E come la mettiamo con coloro che eccedono? C’è molto poco da fare, e certamente non sarà l’esempio del non conteggio delle maratone a portarli sulla retta via, come insegna la vita di ogni giorno con problematiche più gravi.


Le premiazioni, semplici e spartane, hanno tenuto lontano i racimolatori di ricompense in denaro. Premiati i primi/e tre assoluti e le categorie. A tutti una confezione di sei bottiglie di vino dal nome impegnativo, Rosso Rubicone IGT. Venti euro la quota d’inscrizione per i soci del Club, trenta per gli altri.


Come tutte le maratone che si rispettino, anche quella del Presidente è sintetizzabile in una morale, insegnamento, obiettivo, chiamatelo come volete: ‘COME SI STA BENE  QUANDO SI CORRE INSIEME’.

Autore: Michele Rizzitelli

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