slide TuttoCampania — 27 giugno 2016

ExodusDopo Telese, eccoci di nuovo in viaggio, questa volta, verso la meravigliosa Paestum.

Indubbiamente le condizioni meteo sono opposte a quelle della settimana precedente: 28 gradi e tasso di umidità altissimo; per qualche momento abbiamo desiderato i fulmini e i tuoni di Telese, ma noi corridori della strada, sappiamo, al momento opportuno, trarre dal nostro zainetto i rimedi per affrontare ogni circostanza.

Arrivati a Paestum, davanti a noi lo spettacolo dei tre templi greci di gran lunga meglio conservati rispetto a quelli di Atene e Agrigento, che, con la loro imponenza sovrastano tutto il parco archeologico, riconosciuto dall’Unesco patrimonio dell’umanità, meta continua di turisti italiani e esteri.

In questa atmosfera molto suggestiva, parcheggiata l’auto in una zona riservata ai podisti in una bella pineta, cominciamo il rituale del riscaldamento, mischiandoci con atleti di altre società quasi a formare tutti insieme con gli svariati colori un fascio di primavera.

Già si capisce che per caldo e umidità la gara sarà molto dura nonostante il percorso pianeggiante e il fascino di percorrere due giri intorno alle mura.

Per un momento ci siamo sentiti Filippide, così, negli anni addietro, era nominata questa gara, in omaggio al primo maratoneta che corse da Maratona fino ad Atene per annunciare la vittoria dei Greci sui Persiani, tra leggenda e realtà, considerato il parere discorde degli storiografi.

Allo sparo dello starter i circa 400 atleti procedono in maniera allungata per il percorso che in parte è lo stesso dell’Agropoli Half Marathon, a noi noto; il caldo umido ci costringe a serrare le labbra per evitare i moscerini e, talvolta, a trattenere il respiro per il “profumo” di stalla che ogni tanto un soffio di vento trasferisce verso di noi.

Dopo i primi chilometri, mi assesto con l’amica Chiara e insieme ci aiutiamo e confortiamo nei momenti più difficili della gara, soprattutto, quando un po’ di pioggia alza fiamme dall’asfalto, ma ormai siamo circa all’ottavo chilometro, stringiamo i denti, spalla a spalla e mano nella mano negli ultimi duecento metri giù verso il traguardo.

Percorso veloce interamente inibito al traffico, buona l’organizzazione curata da Ernesto, Gerardo e Vito Franco di Capaccio in sinergia con la società 3C Cilento Running Academy.

Cominciano le prime ombre della sera e la grandiosità del tempio di Nettuno con il suo colore dorato ci accompagna nel rientro verso Salerno.

Ruggero Gatto

Presidente Atletica Arechi Salerno

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