Cronaca — 28 settembre 2010

Con la Lupatotissima, non si sa mai dove partire per fare un resoconto. E’ una premessa che va fatta ogni anno, perchè non si tratta di una sola gara accompagnata da eventi collaterali, ma bensì di una sorta di meeting su pista composto da diverse gare e iniziative tutte importanti e con pari dignità.


 


Andiamo allora in ordine di tempo, partendo dal temporale della vigilia. Era stato annunciato un fine settimana disastroso,  bello fino a giovedì e poi maltempo. Per questo motivo i lavori preparatori del club organizzatore, il GSD Mombocar, erano iniziati in anticipo e con il desiderio di procedere rapidamente. Intanto le giornate scorrevano serenamente, intendo dire con un cielo sereno. Così è arrivato anche il venerdì pomeriggio ed è sembrato che il fine lavori delle 19 avesse dato il via libera alla perturbazione, perchè Giove pluvio si è subito scatenato e ha scaricato le sue acque fino a sabato mattina all’alba. All’apertura dei cancelli dell’impianto di atletica Nino Mozzo di San Giovanni Lupatoto, erano le 7.30 di sabato, il cielo ha cominciato a schiarirsi per regalare un fine settimana stupendo.


 


La prima gara a partire è stata l’Ultramaratona.


 


Quest’anno due sono state le opportunità di partecipazione: una 100 km e anche una 6 ore, con una partenza unica alle 10.30 di sabato. Gli atleti sono partiti tutti assieme, con libertà di decidere strada facendo se fermarsi o proseguire dopo le prime 6 ore. Sia la 6 ore, sia la 100 km erano valide come prova unica di Campionato Italiano Iuta della rispettiva specialità (ovviamente su pista). Grande richiesta di partecipazione, con le iscrizioni prima chiuse a 50 nominativi come da regolamento e poi ampliate a 55, con il consenso del Giudice d’appello, a fronte di una settantina di richieste pervenute.


 


La gara è vissuta sulle performance di altissimo livello internazionale di Monica Carlin e Marco Boffo, entrambi tesserati per la società Brema Running Team, ed entrambi alla ricerca di riscontri cronometrici sulle sei ore, rispetto al lavoro finora fatto in funzione del campionato del Mondo della 100 km in programma a Gibilterra il 7 novembre. Per le prime quattro ore è stato soprattutto Marco a richiamare l’attenzione degli addetti ai lavori e del pubblico numeroso, con una proiezione costante superiore ai 92,5 km anzi in lieve crescita intorno alla terza ora di gara: un risultato che gli avrebbe consentito di battere di gran lunga la miglior prestazione italiana attualmente detenuta dal grande Mario Ardemagni (90,400 km su pista e 90,000 km su strada). Sfortuna vuole che intorno alle 4h15′ sono arrivati dei piccoli problemi muscolari, forse causati dal caldo umido pomeridiano, forse da una minima predisposizione naturale di Marco per i crampi in caso di caldo umido, forse dal fondo elastico della pista, forse (ma non infine) da qualche accelerazione in curva. Ciò non ha impedito a Marco di proseguire il previsto test allenante, dopo qualche sosta per massaggi, totalizzando alla fine la distanza di 86,575 km che gli ha consentito di aggiudicarsi la vittoria assoluta ed il titolo di Campione Italiano Iuta della sei ore su pista 2010.


Se per le prime quattro ore Boffo e Carlin si sono contesi un pochino l’attenzione del pubblico, nelle ultime due ore gli occhi erano tutti puntati su Monica Carlin. La trentina, dopo l’infortunio primaverile, è in ripresa fisica e di rendimento. I primi test agonistici non avevano appagato del tutto le attese sue personali e del suo tecnico (ndr lo stesso Marco Boffo) e le aspettative per questa gara erano alte. Fin dall’inizio Monica Carlin ha impostato un ritmo vicino al suo primato italiano della sei ore su strada (80,705 km conseguito nel 2008 a Ciserano) per scendere leggermente con il passare delle ore, fino a stabilizzarsi a poco sotto gli 80 km. E’ piaciuta molto la regolarità e la tenuta delle 3 ore più difficili (dalla terza alla quinta) al passo dei 12,7 kmh con l’ultima ora finale confortante sempre sopra i 13 kmh. La distanza finale ottenuta da Monica, pari a 79,804 km, equivale alla nuova Miglior Prestazione Italiana delle sei ore su pista (precedente Paola Sanna 78,426 del 2004 ad Alzano Lombardo) e alla maglia di campionessa italiana Iuta 2010.


Completiamo il quadro dei commenti della sei ore con il podio maschile, sul quale è salito il ligure Diego Di Toma, azzurro della Sanremo Runners (secondo con 77,088 km) ed il debuttante padovano Marco Turri dell’Atletica Città di Padova (terzo con 75,339 km) ed il podio femminile, con in evidenza l’umbra Katia Alcherigi della Marathon Club Città di Castello, seconda classificata che ha conseguito il personale con 70,874 km e l’azzurra Maria Grazia Villella della società Asadetur Napoli, terza con 68,382 km.


La gara di Ultramaratona è poi proseguita con il traguardo della 100 km vinta da Antonio Mammoli (Asd Croce d’oro Prato) con 8h01’14’ (ormai di casa qui a San Giovanni Lupatoto, dove vinse la medaglia di bronzo nel Campionato Europeo di 24 ore del 2006), che ha preceduto il torinese (ma veneziano di nascita) Stefano Montagner dei Runners Bergamo (società presente con sei atleti alla Lupatotissima), secondo con 8h19’38’ e Fabio Costi della Pod. Biasiola che ha impiegato 8h47’26’. Tra le donne l’unica atleta che ha concluso la gara è stata la triestina Giuliana Montagnin della Marathon Uoei Trieste che ha impiegato 15h11’39’.


 


L’altro appuntamento agonistico della 16^ Lupatotissima è invece partito alle 12.00 di sabato.


La Staffetta 24x1ora, con la quale è nata questa manifestazione, ha ora superato il numero delle 15 edizioni della indimenticabile Staffettissima Esseciemme  24x1ora organizzate dalla Mondadori a Verona dal 1974 al 1989 (per gli statistici ricordiamo che nel 1975 non venne disputata). Tra Mombocar e Mondadori c’è sempre stata una simpatica intesa e collaborazione, suggellata  in tante occasioni da feste di gemellaggio.


Buono anche quest’anno il numero delle squadre iscritte, con 28 staffette al via di questa gara sull’ora a squadre, patrocinata e omologata dal Centro Sportivo Italiano, una gara dedicata dal GSD Mombocar ad un grande dirigente del passato del CSI, quell’Adalberto Discotto, che tanto fece per far rivivere questa gara, dopo i fasti della Staffettissima Esseciemme.


La  Staffetta 24x1ora è stata una lunga kermesse di atleti. Per quanto riguarda l’elite, i buoni risultati sono stati garantiti dalla partecipazione della squadra padovana del Pier Sport di Tencarola. Basti pensare che nei primi 16 uomini classificati, si sono inseriti ben 15 atleti schierati dalla staffetta del Presidente Paolo Calore e guidata dal Direttore Tecnico Giuseppe Monetti.


Il risultato finale ha visto infatti prevalere con km 416,651 la staffetta del Pier Sport, che ha preceduto i Turristi Avis Aido di Montegrotto (366,193 km) con la squadra delle cosiddette Tartarughe (mica tanto lente)  capitanata da Alberto Greggio. Terza con la distanza percorsa di 360,988 km, si è piazzata l’Avis Malavicina Belvedere, trascinata dal Presidente Davide Piccoli, che ha presentato al via ben tre squadre, oltre ad una rappresentativa Comunale, quella di Roverbella. In totale ben 20 squadre hanno superato i 300 km.


Molto avvincente anche la competizione delle squadre femminili, con tre formazioni partecipanti come lo scorso anno. Ha vinto ancora una volta, quest’anno con 298,565 km il ‘CSI Verona Runner’, squadra veronese capitanata da Stella Pizzini, sfiorando ancora una volta questo limite d’eccellenza dei 300 km; seconda quella mantovana dell’Avis Malavicina Belvedere e terza l’altra squadra veronese femminile del Latin Marathon Lovers.


La classifica delle rappresentative Comunali è stata onorata dal Premio dedicato alla memoria di un altro grande personaggio dello sport e del podismo veronese, il giornalista Olimpio Rossin, che per tanti anni ha scritto sulle pagine del quotidiano locale L’Arena, fino agli ultimi giorni della sua scomparsa avvenuta alla fine del 2007. Il premio è stato appannaggio quest’anno del Comune di Chiampo, capitanato da Gigi Berti e da Renzo Cavestro, che ha preceduto il Comune di Rioverbella, capitanato da Davide Piccoli e Linda Pojani ed il Comune di San Giovanni Lupatoto guidato dai fratelli Giovanni e Tiziano Bussinello.


La classifica individuale femminile ha visto primeggiare l’azzurra inossidabile della corsa in montagna Maria Grazia Roberti con 15,628 kmh, che ha preceduto la veronese Chiara Pacchiega (in versione sprint rispetto alle sue gare preferite di Ultramaratona) seconda con 14,617 kmh. Sul podio al terzo posto è salita un’altra veronese Marianna Buzzi, recente vincitrice della Verona Bosco.


Nella classifica individuale maschile ha primeggiato l’atleta Solomon Rotich, che ha gareggiato per il Pier Sport Tencarola, unico atleta a superare i 19 kmh (19,019). Sul podio sono saliti due compagni di squadra: Francesco Duca (18,728) e Corrado Mortillaro (18,696).


Il primo degli atleti non schierati dal Pier Sport Tencarola, nono classificato, è stato Michele Bedin (17,765 kmh) in squadra con i Turristi di Montegrotto (squadra delle Tartarughe).


Ai due vincitori individuali della Staffetta 12-24 x 1 ora sono stati assegnati i trofei del memorial Guido Pimazzoni, socio e consigliere Mombocar scomparso nell’ultimo anno. Alla cerimonia di premiazione ha preso parte Rosanna Pellizzari, moglie di Guido, che ha consegnato i due trofei assieme al Presidente del GSD Mombocar.


 


I Premi speciali Lupetto d’oro e Lupetto rosa, realizzati dall’artista Giancarlo Sempreboni, sono stati assegnati da una prestigiosa Giuria giornalistica, guidata da Renata D’Antoni, ai due vincitori della sei ore di Ultramaratona: Monica Carlin e Marco Boffo.


 


Ha completato il programma della Lupatotissima la non competitiva della StraLupatoto, sempre molto partecipata, con circa 2.000 presenze, grazie anche alla bellissima giornata e agli stupendi percorsi, realizzati dai quattro gruppi organizzatori (Atl. Club del Lupo, La Cometa di Raldon, l’Atletica Lupatotina e il Gsd Mombocar), iniziativa che avrà il suo epilogo fra qualche settimana, come ricodra l’Assessore allo Sport Aloisi, nella consegna del ricavato netto ad Associazioni di volontariato.


 


Ma la Lupatotissima non finisce qui. Ci si rivedrà fra pochi giorni con la Staffetta della Speranza, riservata agli studenti di Scuole Elementari, Medie inferiori e superiori, in programma rispettivamente e nell’ordine nei giorni 4, 5 e 6  ottobre sempre sulla Pista Nino Mozzo di San Giovanni Lupatoto.


 


La soddisfazione degli Organizzatori di questa manifestazione è stata grande e ha ripagato gli sforzi del Mombocar guidato da Ettore Rossi, del Comune di San Giovanni Lupatoto e del suo appassionato Assessore allo Sport Giampaolo Aloisi, dell’85° Reggimento Addestramento Volontari ‘Verona’ guidato dal Primo Maresciallo Aldo Bargione, del Centro Sportivo Italiano, guidato da Maurizio Migliorini e Giancarlo Carletti e dell’Associazione Onlus Alba di Piero Armani, che da anni si fa promotore di iniziative per la lotta alla fibrosi cistica e in questi ultimi in Bielorussia, dove sono carenti le attrezzature e le risorse umane.


 


 

Autore: GSD MOMBOCAR

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