Cronaca — 01 ottobre 2008

Nel fare un resoconto tecnico della manifestazione, vorremmo partire da dove terminava il commento di Fabio Rossi sulla Lupatotissima: un commento di colore espresso da un esperto, che ha vissuto l’evento all’interno della macchina organizzativa, da speaker, da giurato del Lupetto, da amico delle società sportive e degli Ultramaratoneti presenti, un commento che riportiamo in calce a questo comunicato e che ci inorgoglisce e stimola inevitabilmente per le prossime occasioni.
Lo scorso anno si era detto che sulla pista Nino Mozzo di San Giovanni Lupatoto non era mai accaduto che ben 31 squadre si sfidassero nella 24×1 ora, uno dei 5 eventi del lungo programma della Lupatotissima, ma soprattutto la gara che l’ha originata. Ebbene quest’anno sono state 32 le squadre al via, ancora una in più ed il pensiero corre veloce a cosa sarebbe successo se fossero state presenti altre quattro squadre, che sicuramente vedremo al via il prossimo 2009: il Tencarola, senza il suo Direttore Tecnico questa estate fermo per un importante intervento chirurgico, ha scelto di saltare questa edizione; la sezione Arbitri di Verona ha dovuto essere presente al raduno annuale; l’Atletica Treviglio ci ha abituato ad una partecipazione ogni due anni; la rappresentativa comunale di San Martino Buon Albergo (già pre-iscritta) ha rinunciato negli ultimi giorni, per una improvvisa serie di defezioni, che hanno scoraggiato i suoi responsabili.
Non è molto lontano il giorno in cui saranno più di 1.000 gli atleti partecipanti e quindi arrivati in questa gara sull’ora a squadre, patrocinata e omologata dal Centro Sportivo Italiano, una gara dedicata dal GSD Mombocar ad un grande dirigente del passato del CSI, quell’Adalberto Discotto, che tanto fece per far rivivere questa gara, dopo i fasti della Staffettissima Esseciemme.
Sappiamo bene quanto sia difficile avere più di 1.000 arrivati in una gara podistica agonistica, che fa un po’ il ‘verso’ alle maratonine. Siamo fiduciosi in questo obiettivo a medio termine: occorrono 41 squadre!!! Società sportive, fatevi avanti: c’è posto.
Un’idea ce l’ha lanciata l’amico Angelo Massaro: la sua società di Luco dei Marsi (AQ) potrebbe partecipare l’anno prossimo. E perchè no gli amici dei Runners Bergamo e gli amici romani dell’Atletica Villa De Sanctis?
Un altro simpatico, ma significato spunto ci è stato fornito dall’altro speaker della manifestazione, Franco Masola, autentico portavoce di tutte le 24 ore svoltesi a Verona, 25 targate Esseciemme e 14 Mombocar. Ebbene quest’anno se la voce l’ha un po’ tradito nelle ultimissime ore, a parte il freddo pungente della notte, qualcosa ha influito sicuramente l’elevato numero delle squadre e quindi degli atleti, che ogni ora lo costringevano a dilungarsi nella lettura della lista degli iscritti e poi dei partenti all’appello dopo le inevitabili tante sostituzioni e poi ancora nella lettura dei risultati individuali e di squadra. Insomma erano pochi i momenti di pausa.
Andiamo ora a vedere come sono andate le gare.
La prima gara in partenza è stata la 100 km, quest’anno valida come prova unica di Campionato Italiano Iuta della specialità (ovviamente su pista), partita alle 10.30 del mattino di sabato 27. Sapevamo quest’estate che al via non sarebbero stati presenti numerosi big, in quanto impegnati nei mondiali in programma prossimamente, qualcuno a metà ottobre per quello della 24 ore (Seoul) e qualqun’altro a novembre per quello della 100 km a Tarquinia in Italia). Ma il timore più forte era quello di trovarci con un basso numero di partecipanti. La 100 km su pista è più monotona e meno partecipata solitamente della 24 ore. Invece il numero dei partenti è risultato molto buono, con 36 atleti, ma anche quello degli arrivati entro il tempo massimo di 15h30′, ben 27, non è stato niente male.
A spuntarla alla fine è stato il veneziano (ora abita a Torino) Stefano Montagner, che ha chiuso in 8h39’39’ con netto vantaggio sui bergamaschi Thomas Capponi (9.30.58) e Marco Cattaneo (9.38.08).
Nella categoria femminile il titolo di Campionessa italiana Iuta è andato invece alla abbruzzese Giovanna Zappitelli in 11.27.55, che ha preceduto la pugliese Angela Gargano (11.56.32) e la napoletana Carmela Di Domenico (12.37.02).
Sono stati battuti due migliori prestazioni italiane di categoria, entrambe femminili: la prima nella categoria W45 proprio dalla Gargano e la seconda nella categoria W65 dalla più anziana dei partecipanti la veneziana Fiorenza Simon (14.59.11).
Alle 12.00 di sabato è invece partita la lunga kermesse di atleti della Staffetta 24x1ora. Quella di questo anno è stata una competizione molto incerta nel risultato finale. Con l’assenza del Tencarola, che faceva da padrone nelle scorse edizioni, molte altre società hanno cercato di allineare al via tutti i loro migliori atleti. Così c’è stato un grande livellamento e un alternarsi delle squadre in testa alla classifica generale. Dopo 4 ore di gara conduceva la classifica il Valdalpone Monteforte di Giovanni pressi davanti ai Turristi di Montegrotto Terme, guidati da Alberto Greggio e alla Sei per Correre, un gruppo molto affiatato con dirigenti giovani e appassionati. Alla sesta ora passava in testa il Biasin Illasi davanti al Valdalpone, che ritornava in testa alla ottava, mentre iniziava il recupero della Podistica Basso Veronese, che balzava al comando al termine della nona ora di gara, posizione che manteneva al termine delle 24 ore con 370,985 km, fasi entusiasmanti non solo per la conquista del successo finale assoluto, ma anche per i piazzamenti del podio. Al secondo posto evidenziamo la grande prestazione della squadra del Sei per Correre (a soli 4 km dalla vincitrice) e al terzo posto il Biasin di Illasi (361,217). Da segnalare che ben sette squadre hanno superato i 350 km. Molto avvincente anche la competizione delle squadre femminili: erano addirittura tre questo anno le squadre tutte in rosa e molte altre ragazze hanno corso in altre staffette. Alla fine sono state 108 le rappresentanti femminili su 768 atleti complessivamente partecipanti (con una percentuale ragguardevole del 14%). La squadra femminile vincitrice è risultata quella del CSI Verona Joker con 285,914 km che ha preceduto la squadra rosa dei Turristi di Montegrotto la squadra rosa della Rustica Autovima, che aveva al via altre due squadre nella categoria maschile.
La classifica delle rappresentative Comunali è stata onorata dal Premio dedicato alla memoria di un altro grande personaggio dello sport e del podismo veronese, il giornalista Olimpio Rossin, che per tanti anni ha scritto sulle pagine del quotidiano locale L’Arena, fino agli ultimi giorni della sua scomparsa avvenuta alla fine dello scorso anno. La classifica ha visto primeggiare il Comune di San Giovanni Lupatoto, guidato dai fratelli Bussinello, con meno di 2 km di vantaggio su quello di Porto Mantovano guidato da Franco Comini e meno di 5 km su Castel d’Azzano, rappresentato dall’Assessore Massimiliano Liuzzi, presente nei momenti topici della gara. Come si vede dai numeri anche questa speciale competizione è risultata molto agguerrita. Complimenti ai dirigenti di queste tre rappresentative.
Le due classifiche individuali dei frazionisti hanno visto primeggiare atleti tutti italiani. In quella femminile la migliore è stata Laura Cavara con 15,099 kmh che ha corso per il GP Monselicensi di Piero Cavinato. La seconda classificata è stata la beniamina veronese Chiara Pacchiega, dominatrice della Verona Bosco 2008 (14,921 kmh), mentre la terza è risultata l’inglesina, ormai veronese di adozione, Sally Goldsmith (14,797 kmh).
In quella maschile ha primeggiato l’atleta della Polizia Penitenziaria Angelo Iannelli, capace di sfiorare i 19 kmh (18,818), davanti a Daniele Caruso (18,307 kmh) che ha corso per l’85° RAV VERONA guidato dal Maresciallo Aldo Bargione, che era stato l’istruttore di Caruso durante la sua permanenza da militare a Verona. Terzo si è classificato Corrado Mortillaro, pure lui della Polizia Penitenziaria (18,265 kmh).
Quella delle due formazioni militari è stata un presenza che ha regalato momenti di sfida e di emozioni. In particolare quella dei ragazzi dell’85° RAV è stata anche una presenza molto sentita, con i continui incitamenti dei militari.
La soddisfazione degli Organizzatori di questa manifestazione è stata grande e ha ripagato gli sforzi del Mombocar guidato da Ettore Rossi, del Comune di San Giovanni Lupatoto rappresentato dall’infaticabile Giampaolo Aloisi (ha corso pure lui ottenendo un buon 11,158 km), dell’85° Reggimento Addestramento Volontari ‘Verona’, rappresentato dal Comandante stesso della Caserma Duca il Col. Demasi e dall’Associazione Onlus Alba, guidato da Piero Armani, che da anni si fa promotore di iniziative per la lotta alla fibrosi cistica e in questi ultimi in Bielorussia, dove sono carenti le attrezzature e le risorse umane.
I Premi speciali Lupetto d’oro e Lupetto rosa, realizzati dallo scultore Giancarlo Sempreboni, sono stati assegnati da una prestigiosa Giuria giornalistica, guidata da Renata D’Antoni, agli atleti Sally Goldsmith e Daniele Caruso, in rappresentanza delle due rispettive squadre-staffette (Csi Verona Joker e 85° Rav Verona), proprio per quello che hanno rappresentato queste due entità. Da una parte l’imponente presenza di squadre in rosa e dall’altra la festosa presenza dei militari della Caserma Duca.
Ha completato il programma della Lupatotissima la non competitiva della StraLupatoto, questo anno molto partecipata, con circa 2.500 presenze, grazie anche alla bellissima giornata e agli stupendi percorsi, realizzati dai quattro gruppi organizzatori (Atl. Club del Lupo, La Cometa di Raldon, l’Atletica Lupatotina e il Gsd Mombocar), iniziativa che avrà il suo epilogo fra qualche settimana, come ha detto l’Assessore allo Sport Aloisi, nella consegna del ricavato netto ad Associazioni di volontariato.
Ma la Lupatotissima non finisce qui. Ci si rivedrà fra pochi giorni con la Staffetta della Speranza, riservata agli studenti di Scuole Elementari, Medie inferiori e superiori, in programma rispettivamente e nell’ordine nei giorni 6, 7 e 8 ottobre sempre sulla Pista Nino Mozzo di San Giovanni Lupatoto.


Allegato


Scritto da Fabio Rossi   


Riuscire a raccontare tutto quello che è successo nella due giorni lupatotina è impresa improba, così com’è difficile ricordare i tanti amici che in 24 ore sono stati a modo loro protagonisti sulla pista di atletica dello stadio Nino Mozzo.
La manifestazione, al fianco dell’ormai collaudatissima staffetta 24×1 ora, prevedeva anche l’assegnazione delle maglie tricolori nella 100 km su pista. Ma i dati tecnici li lascio raccontare a Stefano Scevaroli quando poi manderà un dettagliato resoconto.
La steffetta non è solo uno sfida di una squadra contro l’altra, la competitività di questo evento è, in fonfo in fondo, il pretesto per rendere più forti valori quali la frattellanza, l’amicizia e la solidarietà, e, perché no, ritornare a casa con qualche etto di più addosso dato che ogni gruppo ha un retro tenda ben fornito di tutti i generi di primo conforto: dal cotechino al recioto, dal formaggio di malga al bianco di Custoza e qui mi fermo col menù altrimenti rischierei di esplodere.
Personaggi celebri e caratteristici hanno indossato la divisa podistica e hanno onorato la loro ora. Tra i celebri citiamo i più veloci come Angelo Iannelli campione italiano 2006 dei 3000 siepi, Corrado Mortillaro terzo alla mezza di Monza e Daniele Caruso ragazzino terribile. Tra gli indigeni non potevano mancare i vari Bogdanich, Dusi, Mascanzoni e tutte le altre facce note del podismo di prima fascia scaligero. Rimanendo tra le celebrità si è visto anche mister Ezio Rossi, già allenatore di Treviso, Torino, Triestina e Padova dopo aver militato anche nell’Hellas come difensore: in un’ora è stato capace di correre ad una media di 14,066 km. Intervistato al termine della sua prova ha dichiarato di preferire la corsa allo stare in panchina (se come presidente avesse avuto Zamparini magari di corse ne avrebbe fatte parecchie).
Per i personaggi, chiamiamoli caratteristici, la mia carellata la voglio iniziare con due blogger mantovani: abbiamo assistito, purtroppo in ore diverse, allo scontro ‘fratricida’ fra Cristian Accorsi (direi un interessante 15,642, ora puoi iscriverti ad una maratona autunnale) e Giuliano Piola (ci fosse stata la Claudia forse con i tuoi 13,460 le saresti stato davanti, ma chi lo sa ). Il primo ha corso da mezzanotte all’una e sono riuscito a vederlo, mentre il secondo dalle 4 alle 5 (prove generali per la notte del Passatore?) quando già sonnecchiavo nella tendina. Adesso aspetto di leggere qualcosa sul vostro blog.
Altro ‘caracter man’ che si è presentato al via è stato senza dubbio il veneziano di Bojon Adriano Boldrin: il macho del Brenta si è riscaldato facendo la sua ora in pista e poi si è spostato sulle sponde del Garda per chiudere la maratona in 4h55′.
Vogliamo rimanere nel capitolo ‘se non sono matti non li vogliamo’? Il buon Simone Lamacchi da Sommacampagna ha fatto il contrario: il sabato è partito per la 100 km, dopo 42 ha detto stop e la domenica mattina si è fatto l’ora con l’Avis Malavicina ed è stato addirittura promosso nella squadra A!
Da carrambata la presenza di Maria Rita Turina: la mammina del Tagicar, dopo un’assenza giustificata, in tutta tranquillità si è fatta 13,151 km. Niente male Rita, sotto con gli allenamenti e la strada di prima è facile da ritrovare.
Sono un po’ confuso nell’attribuzione della categoria per Stefano Stanzial: personaggio celebre o caratterisitco? E la mia confusione aumenta quando guardando la classifica femminile me lo ritrovo inserito lì! Va bene che con i tuoi 13,036 sei irriconoscibile, ma scambiarti addirittura per una donna mi sembra troppo: che sia per quel ciuffo ribelle che ti ritrovi in testa?
Se parliamo di ciuffi scatta automatico l’accostamento ad Angelo Ferroni da Scandiano: il celebre parrucchiere delle dive, ormai diventato ex, corre e si diverte in canotta PodNet: Angelo, sei più di casa a Verona che a Reggio Emilia, trovati una casetta qui attorno! E neanche a farlo apposta il buon Angelo scodella una prestazione pari a 12,349 km che è uguale identica alla mia al metro! Per me è un onore essere affiancato ad un personaggio così.
Già, la mia ora. Come dodici mesi fa ho corso dall’una alle due di notte e sono stato accasato dagli amici di Malavicina, nella squadra B si intende: mi sono migliorato di 150 metri. Quest’anno però mi sono sentito molto meglio, ho fatto molta meno fatica e dovevo migliorarmi di più, ma sono andato in catalessi, mi sono addormentato in piedi. Ho analizzato al microscopio tutta la mia prestazione e sono arrivato alla conclusiose che se il mio miglioramento è stato molto esiguo la colpa è delle donne del Malavicina: ma dove eravate quest’anno? Ho capito, ieri si è sposata la Marzia (a proposito, congratulazioni, ovviamente di corsa, a te e ad Andrea) che era la capo ultra di quel tifo organizzato che quest’anno non si è visto. Confido nel 2009, sempre che il presidente Piccoli abbia ancora voglia di rinnovarmi il contratto.
Ventiquattro ore sono tante, la gestione della manifestazione non è sempre semplice e lineare e anche le varie società presenti hanno qualche grattacapo da risolvere. Ma alla domenica mattina con lo spuntare delle prime luci tutto si risolve: Giovanni Pressi diventa più vecchio e viene festeggiato, sul campo arrivano Valentina e Serena, le due Miss Stralupatoto, che però nel retro tenda dei gruppi non ci vogliono andare temendo chissà quali sorprese, arriva mezzogiorno e lo sparo di Migliorini dice che anche per quest’anno può bastare.
Tempo di stampare le classifiche, di mangiare un piatto di risotto (basta cibo, non se ne può più!) e si fanno le premiazioni che vedono felici tutte le squadre. E’ ora di ritornare a casa, ma un dubbio mi assale: ma il Mombocar di Ettore Rossi che con così tanto impegno lavora per far felici i tanti partecipanti in che categoria lo metto? Lo accosto all’Alpe d’Huez, è di certo Hors Categorie, non ha eguali.


 

Autore: Stefano Scevaroli – GSD MOMBOCAR

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