Cronaca — 25 gennaio 2009

Oggi, in attesa dell’inizio della stagione delle “maratone”, ho corso la Maratonina di San Gaudenzio.
E’ una gara ben organizzata, come al solito, che si disputa a pochi chilometri da Novara, in mezzo al nulla o meglio tra risaie che si perdono a vista d’occhio, e che vista la stagione sono immense distese di neve e stoppie. A rallegrare gli occhi sullo sfondo le montagne innevate del Rosa, che fanno da cornice alla gara.
Sembra che non ci sia nulla da raccontare … Sì alla partenza c’era il dj Linus, ma la sua presenza ormai non fa più  notizia: Linus è diventato uno di noi.
Ma se uno si guarda attorno scopre che anche in una gara noiosa si possono trovare spunti interessanti.
In gara ci capita spesso di incontrare, soprattutto all’inizio, gruppi di atleti della stessa società che esprimono l’intenzione non solo di correre la gara tutti assieme ma di tagliare il traguardo allo stesso modo, intenzioni che si “sciolgono” non appena qualcuno si “scalda”. Da quel momento il gruppo cessa di essere tale e tutti iniziano a correre con il loro ritmo … o peggio, qualcuno con un ritmo superiore alla proprie possibilità e quindi “scoppia”.
Nulla di male a correre secondo il proprio ritmo (la corsa come si sa è uno sport individuale); quello che non va bene è il non mantenere fede alle promesse fatte solo alcuni minuti prima.
Di comportamenti come questo ne abbiamo (e ne avete) visti a decine.
Oggi non è stato così.
Dal quinto chilometro mi sono aggregato ad un gruppo, che aveva il mio stesso passo, formato da una decina di atleti del gruppo GS Castellania. Gruppo alquanto “rumoroso” e simpatico.
Tra varie battute e sfottò anche la famosa frase: “Tutti assieme fino al traguardo!”.
Passano (piacevolmente) i chilometri e, caso strano, il gruppo non si rompe: forse il ritmo non è dei più veloci (tempo finale dichiarato 1h 50′), forse tutti sono allenati, forse …
A quattro chilometri dalla fine i primi cedimenti, anzi il primo cedimento, complice la seconda asperità della giornata (un cavalcavia): un atleta si stacca dagli altr, Decido di rallentare (beh, finchè si deve rallentare … “io ne la cavo!”) e di correre con lui fino all’arrivo. Ma … in cima alla “salita” il gruppo ha vistosamente rallentato ed ha aspettato l’amico.
Da qui fino alla fine è stato un continuo incitare il loro atleta, Massimo, che “con le unghie e con i denti” non ha mollato, anzi a circa un chilometro dall’arrivo, ha pure allungato.
Alla fine “tutti assieme al traguardo!”.
Bravi!
Quello che ho raccontato forse è solo un piccolo episodio per chi legge, ma credo che esprima un grande valore per chi l’ha compiuto.  
Per la cronaca: Massimo ha il numero 357


 

Autore: Fausto Dellapiana

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Peluso

  • GS.Castellania

    un grazie di cuore a tutti è stato bello ariare al traguardo tut insieme n.357

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