TuttoCampania — 19 aprile 2010

Clicca per l'immagine full sizeSi è appena conclusa la 13^ edizione della Maratona di Napoli ed un’analisi, anche se non approfondita,  va fatta per la ricerca  di quegli elementi migliorativi che possano elevarla a rango di vera maratona internazionale; le possibilità per migliorarla ci sono.
L’analisi vuole partire dalle luci, ovvero da quei importanti e significativi passi in avanti che lo staff organizzativo,  rappresentato dal suo  leader Geremia Schiavo, ha messo in atto per questa maratona rispetto alle precedenti edizioni.
E’ necessario ed opportuno, innanzitutto, fare una doverosa premessa significando che le istituzioni cittadine , nelle loro figure più rappresentative quali il sindaco Rosa Russo Iervolino e l’assessore allo sport Alfredo Ponticelli hanno dato il loro indispensabile sostegno sin dall’inizio.
Il villaggio maratona, con tutte le sue strutture tende,  Ã¨ stato organizzato in maniera efficiente. Lo staff giornalistico e fotografico è stato di prim’ordine. Lo stesso dicasi per la coreografia che ha prodotto l’insieme.
Per quanto attiene  l’aspetto puramente tecnico della maratona è necessario fare un distinguo, dividendolo nelle sue due componenti essenziali : il percorso e la logistica.
Il percorso sarà analizzato come ultimo argomento.
La logistica e, quindi, la sua estensione di supporto ai podisti  meritano un elogio. Finalmente s’è visto un percorso delimitato interamente in tutta la sua interezza, con tanti volontari dello staff a presidiare gli incroci. Questo ha portato tanti vantaggi, quali il mancato taglio con accorciamento della distanza da parte dei soliti furbi e, cosa importante, la blindatura del percorso da immissioni di auto.
Il ristoro, nella sua essenzialità, è stato sempre puntuale nei  canonici 5 km. Certo che è ancora ben lontano da quello delle grandi maratone, dove è presente su tutti  i banchi ristoro la frutta fresca come le banane, le arance, le mele  e  la frutta secca, oltre all’acqua e ai sali minerali.
Il percorso, purtroppo, rientra in quella zona d’ombra della maratona di cui al titolo. Un’analisi,  anche se impietosa, va fatta.
Ideare quella partenza, facendo transitare circa 1.700 podisti (tra maratona e 21 km) ancora compatti,  in quella strettissima via Imbriani è da incoscienti. Una domanda è doverosa farla: l’ideatore  era all’altezza di comprendere la sicurezza, nonché l’incolumità dei podisti?  Se,malauguratamente, un podista  avesse inciampato nei piedi di un altro podista (cosa molto probabile) quante altre persone costui si sarebbe trascinato nella caduta, causando una probabile tragedia?
Viene sbandierato sul sito dell’organizzazione che la maratona di Napoli  sia una maratona veloce, ma è vero il contrario. Basta leggere il parziale dal km 33 al km 38 di tutti i podisti, ovvero in quel tratto che comprende la giostra della città della scienza di Bagnoli. In questi 5 km le medie crollano paurosamente.
Ci sono, inoltre, otto ritorni a gomito (180°), tre al largo Sermoneto, uno a via Lepanto, uno a viale Augusto ed altri tre nella città della scienza a Bagnoli che contribuiscono a rallentare l’andatura. Se i tempi finali non sono all’altezza di una grande maratona non diamo colpa all’alto tasso di umidità presente in quella giornata, i motivi sono quelli elencati. E, poi, perché quei giri ripetitivi sulla stessa strada che oltre a deprimere il maratoneta produce doppiaggi in carreggiata ristretta?
La maratona di Napoli può e deve diventare una grande maratona, ha tutti i mezzi e i numeri per raggiungere questo traguardo, ma .
Bisogna avere il coraggio di cambiare il percorso. Non è detto che la partenza deve essere da piazza del Plebiscito, si può partire anche da altra zona di Napoli, mentre per l’arrivo rimane imprescindibile piazza del Plebiscito.
Bisogna avere il coraggio di farlo, anche alternando lo staff tecnico.

Autore: Francesco Diana

Share

About Author

Peluso

  • Benedetto Scarpellno, RuNaples

    Ciao Francesco, rispondo io ai tuoi giudizi sul tracciato, perchè, pur essendomi dimesso dall’incarico di responsabile del percorso oltre due mesi prima della gara di ieri, risulto ancora con tale incarico sul sito ufficiale della maratona.
    E’ ovvio che la scelta di quel tratto iniziale è stata obbligata da insormontabili esigenze dell’Amministrazione comunale dell’ultima settimana e certo non voluta. Sottolineo anche che la parte modificata è stata ufficialmente misurata dall’eccellente Nicola Bianco della FIDAL nazionale di Roma.
    Ti ripeto poi, per l’ultima volta, perchè fortunatamente 21 e 42 non si correranno più contemporaneamente, che il doppio giro sul lungomare si è reso negli ultimi anni (quando si è deciso di migliorare tecnicamente, paesaggisticamente e come logistica il percorso) necessario per consentire agli atleti di trovarsi, tutti, in Piazza del Plebiscito al km 21. Dal 2011 questa esigenza non ci sarà più.
    Qualche anno fa, tantissimi addetti ai lavori ritenevano che a Napoli non si potesse correre una maratona tecnicamente valida. E’ già stato dimostrato il contrario, sempre sottolinenando che il vero percorso di maratona si potrà giudicare solo nel 2011.
    Concludo infine che chi parla di percorso duro e/o con molte curve non dimostra grande conoscenza del mondo delle maratone cittadine: il percorso di ieri, rispetto a quello delle grandi Roma e Firenze, presenta meno della metà delle curve, tanti chilometri di strade asfaltate in più e sai qual è la differenza tra il punto più basso e quello più alto del tracciato? solo 28 metri.
    Il principale fattore che ha potuto condizionare il rendimento è certamente quello climatico; ma, nonostante ciò, alcuni amici, già esperti maratoneti, ieri hanno stabilto il loro personale.
    Il vero, grande problema della maratona di Napoli sono i numeri che, a loro volta, non sono casuali, ma dipendono dalle modalità di comunicazione dell’evento e dalla capacità di soddisfare le esigenze degli atleti a 360 gradi.
    Mi fa sempre piacere risponderti, perchè so che le tue critiche sono costruttive e dettate dalla mia stessa passione per l’atletica e per la nostra città.

  • stefano marino all stars

    Condivido ciò che scrive diana e l ho scritto nei gironi precedenti la maratona.
    Chi ha avuto l’idea di far transitare gli atleti su via Imbriani?La maratona di Napoli nn è mai veloce dunque molto più luingomare e meno curve a gomito !Poi si vedrà cmq cosa accadrà da qui ad un anno!

  • Massimiliano De Mai – Ercosport

    Mi associo al commento del caro amico Francesco Diana. Un grandissimo elogio x la viabilità, ristoro, organizzazione. Finalmente anke a Napoli sta arrivando la cultura della maratona, kosa impensabile negli anni passati. E’ stato bello vedere tantissime persone in piazza x applaudire noi podisti, ma purtroppo, dico purtroppo, dò una nota di demerito x il percorso. Napoli non è fatta solo di via caracciolo, via lepanto, via mergellina, diocleziano ecc. ecc. ma ci anke altre zone, quindi in futuro Voi organizzatori, cercate di osare di + x rendere piacevole la maratona. Komplimenti kontinuate kosì.

  • Antonio Zubba Amatori Vesuvio

    Un saluto a voi e a tutti coloro che hanno partecipato alla NOSTRA maratona. Io penso che il vero problema della Maratona a Napoli siamo NOI atleti!! si ho questo dubbio che non riesco a capire; spiego: ho molti amici runner e tutti sono facili a criticare la MARATONA DI NAPOLI o sottovalutarla o per assurdo mettersi in un treno, in macchina o meglio pagare un bigliettoaereo e andare a MILANO per farsi una maratona che costeggia una periferia degradata forse quanto quella nostra ma con l’unico vantaggio di essere pubblicizzata da tutto il mondo della corsa a partire dai giornali di settore a finire dal comune e dagli stessi milanesi (che con le loro critiche l’hanno deviata ancor di più lontana dal centro perdendo ancoraa di piu quel fascino che aveva). Credo che la Maratona di Napoli sarà una GRANDE maratona quando metteremo da parte NOI tutti, questo astio nella NOSTRI MARATONA, e daremo il nostro contributo, TUTTI!!! dalle amministrazioni che dovranno dare il totale contributo affinché il percorso sia meno problematico possibile a finire a tutti i podisti della città e dintorni. Io mi sono iscritto già alla fine della gara alla prossima sfida…. la sfida ormai non è più concludere la MARATONA ma, quella di avere una gara che possa essere il vanto di ogni podista che corre in questa città alla pari di tutte le altre Maratone del mondo in quanto la nostra città non ha nulla di invidiare, basti guardare le foto degli ottimi fotografi professionisti e non sul percorso e notare i paesaggi alle spalle degli atleti. Finisco con il ringraziare tutti coloro che nel bene e nel male delle critiche e dei plausi ricevuti, hanno lavorato per garantirci una grande manifestazione.

  • sandro pagano – iss nola.

    L’orografia del territorio è quella che è : Napoli è una città non piccola, “maratonisticamente” parlando, bensì minuscola . E’ è noto che la maratona per essere tale a norma di regolamento , non possa avere dislivelli eccessivi ( e bisogna quindi escludere Vomero, Posillipo, Secondigliano , Rione Alto etc.). Impraticabili poi tutti i quartieri con vie strette , le strade coi cantieri perenni, alla fine restano poche decine di km quadrati a disposizione. Forse sarebbe meglio “sfruttare” anche i comuni limitrofi e sconfinare in quel di Pozzuoli, Portici etc. In più coinvolgendo altre amministrazioni comunali avremmo un riscontro maggiore. Diversamente correremo , temo , sempre una maratona “criceto style” , peraltro tra quattro gatti o meglio , quattro criceti…

  • gianni il bersagliere le piume nere

    per favore non menzionate la maratona a livello internazionale.
    Come si ci puo’ aspettare un’affluenza di stranieri se anche i residenti in Italia debbano pagare la quota iscrizione maggiorata come da regolamento. E’ l’unica maratona in Italia che prevede una tale idiozia. Ragion per cui “le piume nere” non sono stati presenti nella manifestazione al contrario di Roma con 42 iscrizioni. Una vera assurdita’ !!!

Questo Sito utilizza cookie di profilazione, propri e di altri siti. Se vuoi saperne di più clicca sul link con l'informativa estesa. Se chiudi questo banner, acconsenti all'uso dei cookie INFORMATIVA COOKIE

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close

>