Cronaca HOME PAGE — 15 dicembre 2011

Hanno scelto “la più amata dagli italiani” per riunirsi, i faticatori della domenica, cioè quelli che, dopo una settimana di lavoro stressante, si rilassano macinando chilometri. Inconsapevolmente, Supermaratoneti ed Ultramaratoneti hanno avuto la stessa idea: approfittare della maratona di Reggio Emilia per confrontarsi, raccontarsi, premiarsi, scambiarsi gli auguri. Si sono incontrati sabato, il giorno precedente la gara, naturalmente fra una lasagna ed un bicchiere di lambrusco.

I Super, ovvero quelli che badano molto al numero delle gare e meno a quello dei chilometri, l’hanno fatto all’ora di pranzo, in una struttura popolare di via Manfredi. Il tutto s’è svolto in completa armonia con l’attuale momento di crisi economica. Abbondante il primo piatto, come si usava fare nell’Italia povera degli anni ’50, in cui tutto il pranzo si esauriva nel piatto di pasta; tanto quanto basta il secondo di carne ed insalata; crostata tagliata a pezzettini di 1,5 cm x 1,5 cm; una bottiglia di lambrusco ogni sei commensali; caffè con macchinetta elettrica, tipo casalingo. Ambiente spartano, il prezzo un po’ meno (20 Euro). All’ingresso in sala, la segretaria era disponibile al rinnovo della tessera del Club (20 Euro); a fine pranzo, qualcuno poteva essere meno propenso! Sono stati premiati/e con targhe e coppe riciclate i soci che nell’anno hanno corso il maggior numero di gare: 1) Lorenzo Gemma, 2) Vito Piero Ancora, 3) Francesco Capecci. 1) Marina Mocellin, 2) Angela Gargano, 3) Carla Gavazzeni. Fra i circa 70 presenti, sono stati sorteggiati una spalla ed una confezione di vini.

Per gli Ultra, ovvero quelli che tengono di più al numero dei chilometri e meno al numero delle gare, l’appuntamento è stato fissato in casa Tallarita, situata nella zona residenziale della città, all’ora di cena. Per gli ovvi motivi di spazio, non è stato un incontro di massa, ma un invito ad una elite selezionata che si era distinta nella 10 gg x 100 km = 1000 km, tenutasi a Reggio Emilia dal 21 al 30 ottobre 2011, in cui Antonio Tallarita aveva inscritto il suo nome nel Guinness World Records. Erano presenti i capi della corsa di resistenza italiana: Gianfranco Gozzi, P8888residente dei Supermaratoneti, Giorgio Zucchinali, Presidente della IUTA e Stefano Scevaroli, Segretario IUTA. Quanto povero era stato il pranzo dei Supermaratoneti, tanto ricca è stata la cena degli Ultramaratoneti. Il buffet, preparato dalla sig.ra Gabriella, era arricchito da specialità territoriali provenienti dalle regioni di origine degli invitati. Intanto, scorrevano sullo schermo artistiche immagini della Ultramaratona del Tricolore. Dieci giorni di fatica sono tanti. Tutto è stato impresso sulla pellicola. I volti sorridenti dei primi giorni, diventati man mano contratti e stanchi. Le interviste pre-postgara dei concorrenti, che raccontavano le emozioni del loro impressionante curriculum, mettendone a nudo la profonda umanità. E poi la brina, la rugiada, la nebbia del primo mattino ed il sole che appariva un disco opaco. I visi ed i capelli bagnati per la pioggia del 4° e 5° giorno. La natura splendente delle giornate di sole. La malinconia della sera, mitigata dal tepore di centinaia di fiaccole che illuminavano il tortuoso percorso. Infine, il tripudio del traguardo del millesimo chilometro.

Targhe di riconoscimento sono state consegnate ad Antonio Tallarita: “Re dell’Ultramaratona anno 2011. Passione, semplicità, coinvolgimento e spirito costruttivo. Vincitore della Torino-Roma. Nel G. W. R. per la 10gg. x 100km = 1000 km”. Ad Angela Gargano: “Regina dell’Ultramaratona anno 2011. Record della 10 gg. jcon 826 km”. A Gregorio Zucchinali: “Grande tessitore dell’Ultramaratona anno 2011. Nel silenzio, con tenacia, dedizione e passione ha traghettato la IUTA da Associazione  embrionale a gestione manageriale, raccogliendo successi internazionali di grande prestigio”. Al dott. Roberto Citarella: “Amico ultramaratoneta anno 2011. Quando la professionalità e la semplicità si mescolano con la passione e l’amicizia, nascono stimoli per diventare Campione”. A Pietro Margini: “Diffusore ultramaratona 2011. Vocazione creativa, passione e semplicità, capace di cogliere e trasmettere momenti forti ed emozionanti”. Ad Antonio Mazzeo: “Amico Ultramaratoneta anno 2011. Quando la passione si mescola con la determinazione, la semplicità e la voglia di condividere, nasce una nuova e grande amicizia”.

A fine serata, gli ultramaratoneti avevano trasformato il buffet in una “tabula rasa”. Un residuo di cibo non lo si sarebbe trovato neppure con l’impiego del microscopio elettronico. Il tempo limite della maratona, che avrebbero corso dopo qualche ora, era ampio per gente abituata a ben altro. Portarla a termine in sei ore, con lo stomaco pieno, sarebbe stato un gioco da ragazzi.

 

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Peluso

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