Cronaca — 10 novembre 2008

RAVENNA. La forza dei numeri. Per un evento assemblato in poco più di 2 mesi, come è stato per la ’10^ Maratona Internazionale Ravenna Città d’Arte’, accogliere più di 2500 concorrenti al Pala De Andrè è un risultato che va al di là delle più rosee aspettative. E la presenza delle telecamere di Italia 1 la dice lunga sulla risonanza mediatica che può vantare. Va subito detto che a parte il settore femminile della maratonina, i riscontri cronometrici hanno lasciato a desiderare, ma non si può avere tutto. Maratona. Subito davanti al
plotone di 830 agonisti i 3 keniani accreditati al successo, ma su ritmi tutt’altro che spaziali. Infatti nel primo tratto all’interno della città, l’andatura di crociera si è attestata sui 3’20’ al chilometro, troppo lento atleti che vantano personali sui 42 km di 2.14′ o giù di lì. Comunque al passaggio di metà strada il cronometro parlava di uno scoraggiante 1.11′, che frustrava anche le speranze del patron Stefano Righini su una paventata proiezione della vigilia intorno alle 2.16′. Intanto il clima da primaverile si
era fatto autunnale, con tanto di nebbia, e non agevolava i fisici degli atleti, già sudati. Al 23° km si staccava Sammy Mutai e dopo altri 2.000 metri anche Philemon Kipkering e a Punta Marina (26° km) Elijah Kiplagat Biwott transitava tutto solo, pur non avendo aumentato. Un vecchio marpione come Kipkering sperava di aver al suo dardo altre frecce, quindi nel tratto verso Marina di Ravenna si
riporta sul fuggitivo, ma lo sforzo gli è fatale, perché al 28° km perde nuovamente i talloni di Kiplagat. Fine dei giochi. Nel tragitto di rientro anzi il divario fra i due corridori degli Altipiani si allarga, finchè al traguardo Kiplagat attraversa la linea dopo 2.22’25’, con 4’26’ di vantaggio. Intanto dietro anche gli italiani si danno da fare e la bagarre porta Pietro Colnaghi a guadagnare il bronzo in 2.28′, davanti a Di Priamo, Russo e un Mutai ormai
stremato, per 51′, 63′ e 2’44’. Dopo un po’ arriva un trenino guidato da Sarno (2.36’06’) e Novaria (a 3′), che scorta il primo dei romagnoli, il riminese Roberto Brugè ad un insperato 2.37’03’, miglior risultato stagionale dopo il 2.22′ di Borghesi. Ottimi riscontri anche per Lolli (2.39’54’), Castelli (2.42’52’), Ricci (2.46’35’) e Valerio Salimbeni, miglior ravennate in 2.49’19’.
Donne. Più netta la vittoria femminile della modiglianese Silvia Savorana (prima romagnola a comparire nell’Albo d’oro della manifestazione), che si è portata in testa imprimendo alla sua azione la cadenza di 4’05’, troppo veloce per le altre. La fondista dell’Icel Lugo, scortata dal compagno Max Poggiolini, è transitata così a metà in 1.26′, in media per cercar di migliorare il personale
di 2.52′. Crampi ed altri dolori però le hanno consigliato di rallentare per non compromettere il successo, comunque arrivato in un convincente 2.53’20’ e tutto lascia supporre che nel 2009 possa migliorare anche di 5′. Anche Francesca Patuelli aveva in mente di migliorarsi sotto le 3 ore, ma i 10.000 metri finali,
corsi a 4’54’ al km, hanno compromesso tutto, relegandola al 3.05’45’
conclusivo, mentre la forlivese Aurora Placci si è cinta di bronzo, grazie al personale di 3.12’57’, frutto di una condotta regolare. Più dietro Medri (3.26’10’), Cassiani Ingoni (3.33’19’), Guarnieri (3.35’41’) e Paola Fuschini, che in 3.36’24’ si è piazzata prima fra le indigene. Cicloni ed altro. Nel frattempo avevano concluso i 19 handybikers sul percorso della maratona, tra i quali è emerso vincitore Dainese in 1.29’57’ una quarantina di portavoce di
Amnesty International, tra i quali Agostino Ghesini ed una settantina di alunni della scuola media Damiano-Novello, che hanno percorso 21 km, insieme a compagni disabili. Maratonina. Un Kiplagat ed una tesserata Atl. Icel anche sul gradino più alto del podio nella ‘2^ Yoga Half Marathon’. Favori del pronostico rispettati a favore di Henry Rutto, che ha coperto i 21 km in 1.09’08’,
sull’enfant du pays Tirelli (a 2’12’), Gagliano (a 3’16’), Massardi (a 3’29’) e Severi (a 3’41’). Di ottima valenza invece la vittoria di Leila Bourguiba, in 1.23’07’, davanti a Garinei (a 1’47’), Gigliola (a 2’36’) e Fausta Borghini (a 4’31’) e Vignani (a 6′).

Autore: Danny Frisoni

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