Maratone e altro slide — 20 marzo 2014

Correre.Un buon successo ha riscosso, sabato scorso a Torino, la 6^ edizione di Recordando, una manifestazione sapientemente organizzata da “Il giro d’Italia Run”. Gli oltre cinquecento atleti intervenuti hanno dato vita ad una bella giornata di sport, competendo in due distinte gare: 10 km e 6 ore (alla prima edizione) ed hanno contribuito a regalare al capoluogo sabaudo un’altra “medaglia” di cui essere veramente fieri. L’occasione é poi anche servita agli Organizzatori per provare il percorso di 1420 m che sarà teatro di gara del mondiale della 24h il prossimo anno ed ancor di più per verificare l’adeguatezza delle strutture che serviranno agli atleti che nel 2015 arriveranno in Piemonte da tutto il mondo. Per quello che può essere la validità del mio giudizio, promuovo a pieni voti la parte logistica e, fatto salve un paio di curve un po’ scomode, anche il percorso che, comunque, si presenta per il novanta per cento ampio e scorrevole. Io ho
partecipato alla gara di 6 ore con lo scopo di fare un test per verificare la bontà del percorso intrapreso col Maestro Tallarita, otto mesi fa. Strada che mi ha portato a migliorare sulla distanza delle 12h a ottobre e, adesso, alla luce del risultato di Torino, anche sulla 6h, facendomi entrare nel giro degli atleti tenuti sott’osservazione dai vertici della nazionale della 24 ore. Come faccio sempre, quando si tratta di gare importanti, sono arrivato il giorno prima in terra piemontese in modo da poter riposare bene e giungere fresco alla partenza dell’indomani. Domenica 16 marzo, alle nove mi presento in un parco Ruffini già in fermento per la presenza di molte persone e mi metto alla ricerca di colui che é partito da Reggio Emilia in mattinata per farmi da assistente, Antonio Tallarita. Non sto qui a far capire chi é questo personaggio, per lui parlano il suo curriculum e la sua storia; saperlo al mio fianco é per me prima di tutto un onore e
poi uno stimolo non da poco ed il fattoche io non voglia deluderlo, mi fa dare sempre il 110% negli allenamenti ed in gara. Con bene in mente quello che dovrà essere la gestione della gara, mi reco alla partenza non prima però d’aver salutato tante, tantissime persone che mi onorano della loro amicizia. Ore 10, parte la disputa. Sul giro che inizialmente é più lungo, data la presenza di una miriade d’atleti che partecipavano alla gara più corta, si nota subito chi sono gli atleti che lotteranno per la vittoria nella 10 km e chi farà gara di testa nella sfida più lunga; questo, senza togliere niente a nessuno o glorificare altri, anzi ogni presente ha dato qualcosa per rendere speciale questa giornata di sport. Dopo circa due ore, con la fine della corsa breve, é cambiato anche il percorso e siamo stati riportati sul giro da 1420m. La gara ha già preso la sua piega con i nazionali Evangelisti e Baranzini al comando, seguiti da me e Paoletti un
po’ staccati, ma sempre nel vivo della gara. Il mio é un passo regolare e non ho nessun problema, al mio box c’e’ sempre chi mi consiglia, mi sprona e mi dice i distacchi. Verso la quarta ora di gara, il suggerimento é: “Rallenta!” Obbedisco come fa un pilota di Formula 1 quando parte l’ordine dal “muretto”. Intanto, davanti a me, il forte Baranzini inizia a rallentare leggermente ed io gli recupero un bel po’ di metri. Quando mancano soli trenta minuti allo scadere delle sei ore, me lo trovo davanti e non posso non superarlo data l’andatura diversa dalla mia. Intelligentemente si mette in scia, mi controlla e a dieci minuti dallo stop mi ripassa, niente da eccepire. Nel frattempo mi raggiunge anche Paoletti, che per tutta la gara ha corso alternando ritmi infernali a ritmi umani, ci guardiamo e ci capiamo subito, d’altronde ci stimiamo e ci rispettiamo. Corriamo gli ultimi cinque minuti appaiati, aspettando gli spari del fine gara. Allo
scadere delle sei ore mettiamo a terra, appaiati, i coni che serviranno poi ai giudici per determinare i metri corsi dopo l’ultimo passaggio sul traguardo e, convinti di una terza posizione a pari merito, ci rechiamo negli spogliato per la doccia. Io sono già convinto d’aver fatto un buona gara ed attendo il responso chilometrico dei giudici di gara per avere il suggello a tutto ciò. Esce il risultato ufficiale: Ciro Di Palma, 3^ classificato con 75,072km; Daniele Baranzini, 2^ classificato con 75,075km; vincitore della 1^ edizione della 6h: Michele Evangelisti con 77,912km. Io sono felicissimo perchè sono andato oltre le previsioni di cinque chilometri, ma nello stesso tempo mi chiedo: “…ma Paoletti perchè é quarto?” Non riuscivo a spiegarmelo, ma poi, da un’attenta visione dei passaggi registrati dai chip, risultava che io avevo fatto un giro lungo ed uno corto in più rispetto al forte amico lombardo. Peccato, mi é dispiaciuto tanto e lui
ha accettato con classe e signorilità il responso. Lo conosco bene Nerino, saprà rifarsi ed io sarò il primo a congratularmi con lui. Dopo un po’ c’e’ stata la premiazione ed io ero li, sul gradino più basso del podio, guardavo Tallarita tra il pubblico e lui capiva che in quel preciso istante lo stavo ringraziando. Per me la strada é ancora lunga, però stiamo lavorando bene in previsione della 24h che si terrà sempre lì ad aprile prossimo. Il sogno, che dovrà essere suffragato dai risultati, di una convocazione futura per i mondiali della 24 ore, continua… Non svegliatemi. Concludo scrivendo quello che mi resta nella mente di questa gara: un buon tracciato, un’organizzazione all’altezza, un po’ di persone che hanno invaso il percorso anche se avevano niente da spartire con la manifestazione e la mancanza di un cronometro sul traguardo. Nel cuore, invece, indelebile rimane l’abbraccio alla fine con gli amici, “avversari” per sei ore e la
stretta con Tallarita. Se oggi posso essere contento d’aver fatto una buona gare e di essermi espresso al meglio, il merito e’ tutto suo. Grazie Maestro.

Ciro Di Palma

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